Gli Eugenio in via di gioia, «un vortice di allegria, impegno e spensieratezza!»

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Eugenio in via di gioiaContatti: Facebook | Youtube

Gli Eugenio in via di gioia sono un gruppo folk cantautorale che vede nella sua formazione Eugenio Cesaro (voce, chitarra e testi), Emanuele Via (fisarmonica, pianoforte e voce), Paolo Di Gioia (percussioni, batteria e voce) e Lorenzo Federici (basso). Sono quattro giovani artisti che hanno trovato una base creativa comune nella città di Torino. Il loro primo EP è datato 2013 e ha un titolo felicissimo, Ep Urrà, che riflette tutta la gioia del gruppo – conseguente alla sua pubblicazione – e delle canzoni, spensieratamente impegnate. Sono talentuosi, originali e ci prendiamo la responsabilità di considerarli anche simpatici. Ripercorriamo insieme a loro la storia gruppo.

Avete da poco pubblicato il vostro primo EP e ci siete riusciti grazie a Musicraiser (analogo di Indiegogo e Kickstarter, per finanziare esclusivamente progetti musicali, ndr): quanto è stata importante per voi la collaborazione con i vostri fan? Credete che sareste comunque riusciti a raggiungere l’importantissimo traguardo senza questo mezzo?

Pensiamo che Musicraiser sia stato fondamentale non solo per il finanziamento in sé ma anche per tutto quello che c’è stato dietro: promuovere l’iniziativa ha portato nuove persone a conoscerci! Il calore dei fan (che allora erano pochi e buoni) ci ha infuso la fiducia per lavorare alla creazione del primo EP, appunto, e di puntare al crowdfounding.

Siete di recente tornati in studio: raccontateci dei giorni trascorsi a registrare, avete in serbo grandi novità? Su, un’anticipazione!

Ebbene sì, siamo freschi di registrazione! Quasi per caso però… o per merito! Tutto è iniziato quando abbiamo vinto un concorso organizzato dall’ADMO (Associazioni Donatori Midollo Osseo). Il primo premio consisteva in due giorni di registrazione nello studio Punto Rec di Torino. È stata un’esperienza fantastica e abbiamo un paio di interessanti novità che scalpitano per essere ascoltate… e viste! Non anticipiamo altro.

Avete vinto il concorso “Viva la radio”: com’è stato sentire il vostro album trasmesso in radio tutti i giorni?

Ne approfittiamo per salutare Corinne, la ragazza che ci ha consegnato il premio e che da allora non ha smesso di seguirci! Ci esibivamo ai Murazzi per il Reset Festival, l’abbiamo vista salire sul palco e premiarci davanti allo stupore di tutti: una bellissima sorpresa. Sapere che il nostro EP è stato in  radio per ben tre mesi e ascoltarlo in diretta fa sentire proiettati sempre di più in un futuro fertile e pieno di speranze! Vien da pensare: “Cavoli ma allora ce la possiamo fare!” e vogliamo solo essere grati a chi, insieme a “Viva la radio”, ha sempre creduto in queste canzoni!

Fino a un anno fa vi esibivate alla metro e per strada. Sono cambiate molte cose da allora.

Nel nostro piccolo la situazione è cambiata molto: siamo riusciti ad esibirci in molti locali torinesi e ci siamo fatti conoscere sempre di più nella città di Torino. Abbiamo registrato il nostro primo EP, abbiamo suonato in vari festival importanti, anche fuori da Torino (tra cui “Alassio Lime”), e ora siamo qui alla semifinale di “Sotto il cielo di Fred”! Ma in realtà, sotto sotto, continuiamo a suonare per strada perché ci fa sentire meglio che suonare in qualsiasi altro posto.Eugenio in via di gioia

A proposito di “Sotto il cielo di Fred”, ci dovete dei ringraziamenti. Noi vi abbiamo votato! A parte gli scherzi, nel caso doveste riuscire a portare a casa il primo premio, come utilizzereste i 3.000 euro? Un bel long playing?

Eh eh, sì, dovremmo ringraziarvi, più che per i voti per tutta la passione con cui ci seguite tutti i giorni! Essere rimasti tra i primi posti per tutta la durata del concorso ci ha dato moltissima visibilità e alla fine la giuria ci ha selezionati! Tornando alla domanda, beh, con gli eventuali 3000 euro registreremmo il prossimo cd, ma chissà… magari abbiamo in serbo altre sorprese per voi.

Ci sono altri semifinalisti che stimate, artisticamente parlando?

Caspiterina, certo! Purtroppo non conosciamo tutti i gruppi personalmente, ma abbiamo avuto l’onore di suonare altre volte durante le stesse serate con Edoardo Cremonese, i Pagliaccio e gli Etruschi from Lakota. E dobbiamo dire che questi tre gruppi ci sono piaciuti molto, quindi non vediamo l’ora di sentire gli altri sei semifinalisti dal vivo per poter dire lo stesso!

Qual è la motivazione che vi ha spinto a scegliere All you can eat per il concorso?

Che dire, All you can eat è una canzone tosta, senza ombra di dubbio la più arrabbiata che suoniamo! Un brano che in realtà non restituisce al pubblico il nostro modo di essere a 360 gradi, anzi ne fa vedere una piccolissima sfaccettatura. Ma abbiamo voluto trasmettere alla giuria la nostra voglia di cambiamento. Il mondo sta avanzando inesorabilmente e, come Pollicino, si lascia indietro le briciole. Briciole ogni giorno più grandi, sembrano quasi intere pagnotte.

Diamo la possibilità a tutti e quattro di esprimere un giudizio sugli altri membri del gruppo. Siate spietati! Vogliamo la massima sincerità.

Direi che può cominciare a parlare colui che non fa parte del nome della band, ma è considerata l’anima del gruppo: Lorenzo Federici!

Bene Signor Federici cosa pensa lei degli altri tre membri della band?

L. F.: Li ho solo conosciuti quest’anno, e’ stata una casualità fortuita, ma sono stato trascinato “in via di gioia” pure io! Un vortice di allegria, impegno e spensieratezza!

Poche parole, ma buone. Passiamo la parola ad Emanuele Via.

E. V.: La cosa bella degli Eugenio in via di gioia è avere caratteri molto simili anche se siamo tanto diversi a livello di passioni, hobby, modi di fare! C’è un tocco di egocentrismo in ognuno di noi ma anche tanto altruismo, per quanto riguarda le differenze individuali bastano poche parole per ognuno: Paolo è molto diffidente rispetto alle promesse altrui, ma anche quello che vuole arrivare al dunque attraverso il duro lavoro. Lorenzo non parla tanto e sembra stanco alle prove, in realtà è uno stratega che pensa sempre in concreto e quando vuole farci ridere gli bastano pochi gesti. Eugenio è il chiacchierone e a volte sembra un po’ ingenuo, in realtà è un sognatore carico di entusiasmo. io sembro il migliore credo, ma in realtà lo sono.

Clap clap, la parola a Paolo Di Gioia.

P. D. G.: Entrare a far parte di questa band è stato facile: mi hanno scelto solo per il cognome! Ogni volta me lo rinfacciano, ma come faccio ad essere spietato con gente che mi capisce al volo? Alla fine è cosi che ci siamo trovati: c’è stata subito intesa nonostante venissimo da culture musicali differenti. Eugenio, quello “poco” egocentrico, ci ha trascinato in questa avventura e devo dire che mi piace sguazzarci dentro; Emanuele, il ritardatario, sa sempre come fare per arricchire il tutto con la sua esperienza musicale; Lorenzo, il vecchio saggio, forse è quello più “in via di gioia” di tutti con le sue mimiche facciali. Meno male che faccio “Di Gioia” di cognome!

E infine la parola ad Eugenio.

E.C.: Che altro aggiungere, i ragazzi qui hanno fatto bene il proprio dovere senza tralasciare alcun difetto degli altri. C’è da dire che Paolo Di Gioia, Emanuele Via e Lorenzo Federici sghignazzano tutto il tempo durante le prove mentre io vorrei provare più canzoni possibili per non fare più errori. Ahimè sono burbero, e mi tocca ringraziare questi tre mattacchioni per tutte le volte che mi hanno ricordato, con il loro sorriso, il vero motivo che mi spinge a suonare tutti i giorni!

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