Omosessualità: diritti umani e civili

0

Siamo tornate più forti di prima!

Prima di iniziare, volevo chiedere scusa a tutti per il ritardo mastodontico del secondo sondaggio, causato da problemi tecnici poco simpatici (vedi anche computer stupidi, ma veramente tanto stupidi, treni in sciopero e gente poco disponibile). Dipende dai punti di vista, ma penso che sia valsa la pena aspettare visto che, con l’aiuto di un nuovo computer, imparando ad usare programmi migliori, siamo riuscite ad arrivare all’HD! Terminata la parentesi di tipo tecnico (non potete immaginare quanto sia entusiasta di questo), possiamo continuare.

Stavolta ci siamo dirette nella fantastica cittadina di Pompei che, tuttavia, ci ha dato non pochi problemi. Visto che questo vuole essere un blog seriomanontroppo, ci piacerebbe condividere con voi le peripezie che abbiamo affrontato ultimamente.

Innanzitutto ringraziamo di cuore Arianna e Veronica, nostre compagne d’avventura che ci seguono volentieri ogni volta, testimoni casuali dei nostri assurdi incontri.

Ma che cosa accade quando due (talvolta quattro) ragazze si gettano nelle strade (poveri autisti) solo per conoscere le opinioni delle persone? Succede che si incontra gente di tutti i tipi, si parla molto con chiunque e ci si sorprende, ci si diverte, ci si arricchisce. Salutiamo, in particolare, le due ragazze che erano sedute sui muretti di Via Chiaia che ci hanno fornito perle di saggezza e barrette Kinder (forse sembravamo simpatiche… o affamate). Stavolta, però, non tutti sono stati troppo gentili.

Parlo innanzitutto di persone che, a dispetto di chi cerca di giustificarsi con frasi come “non è periodo di sondaggi”, ci ignorava amabilmente. Eravamo in una strada e abbiamo provato a parlare con una decina di persone. Nessuno che abbia avuto il coraggio di fermarsi (e non lo condanno assolutamente ma, come si suol dire, “domandare è lecito, rispondere è cortesia”). Molto spesso ci capita di essere ignorate come se fossimo venditrici stradali di folletto o testimoni di Geova on the road. Ci chiedevamo, così, quale fosse il problema. Eravamo sul punto di fare le domande alla sagoma dell’omino fuori ad una pizzeria quando, colta in un’illuminazione divina, Lucia ha capito la ragione per la quale nessuno sembrava volersi fermare: la strada era Via Passanti.

Ricordo con piacere l’incontro con tre simpatici ragazzi che hanno cominciato a dichiararsi gay e, alle nostre risate poco convinte, ci hanno domandato se fossimo omofobe, “etere” o se stessimo insieme. Il premio alla coerenza va ad una donna che si è mostrata disponibile, premettendoci un “dipende dalle domande” e che è fuggita quando abbiamo pronunciato la parola omosessualità.

Ringrazio di cuore la ragazza inglese che sul serio voleva rispondere alle domande, ma sua madre se l’è portata via, dispiacendosi del fatto che stava per passare il treno. Volevo citare la coppia di rumeni che ci hanno risposto in maniera molto dettagliata, offrendosi anche di registrare la loro voce in modo da semplificare il tutto, e che ci hanno dato preziosi consigli come quello di fornirci di un cartellino, al fine di non sembrare venditori ambulanti o delinquenti. In effetti, sarà stata questa l’impressione che un’adorabile ragazzina francese ha avuto di noi davanti al santuario? Ci siamo avvicinate a lei cominciando ad introdurre il solito discorso (che più o meno fa così: Io e questa ragazza abbiamo un blog….), ma lei prontamente ci ha informate con un “No hablo italiano!”. Mi è venuto spontaneo chiedere: “Oh, Spanish?” e lei mi ha sorpresa con “No, French!”. Quindi abbiamo proposto di fare qualche domanda in inglese. La ragazza ha accettato e ha ascoltato il nostro quesito, poi ha cominciato a parlare con il padre in francese (colpo veramente basso) per poi bidonarci con un gesto frenetico delle mani mentre esclamava “sorrysorrysorry!”. Non abbiamo ben capito se credeva stessimo per rubarle l’anima o se pensava fossimo in procinto di consegnarla agli alieni.

In ogni caso, spiacevoli incontri a parte, possiamo dichiararci soddisfatte per aver raccolto un numero piuttosto elevato di risposte, anche se speriamo che presto la gente si sciolga e decida di parlare davanti alle telecamere di partedeldiscorso, come fanno in pochi. Ma quindi, che cosa pensa la gente? Ve lo diciamo subito.

Con immenso piacere vi informiamo del fatto che, almeno per quanto riguarda la provincia napoletana, la maggior parte delle persone è favorevole alle unioni civili omosessuali. Molti accettano questo fatto senza problemi, qualcuno giustifica la risposta con “se due persone si amano…” qualcun altro professa un “sì” inizialmente scettico che si trasforma, il più delle volte, in una risposta convinta, e siamo felici di fornire spunti di riflessione. I pochissimi “NO” ricevuti per quanto riguarda le unioni civili sono aumentati se si parla di adozioni, argomento maggiormente problematico e delicato. Da una parte c’è chi crede nella figura di una famiglia creata sulla base di genitori di sesso differente, “perché sono importanti sia una figura maschile sia una femminile”. Qualcun altro si appella alla religione, secondo la quale la famiglia deve essere formata da un uomo e una donna, precetto universalmente accettato dalla chiesa cattolica. Qualcun altro, invece, crede che la famiglia sia innanzitutto formata da persone e da amore. Non importa, pertanto, di quale sesso siano le persone, basta che i figli crescano felicemente. C’è anche chi porta, come esempio a favore, famiglie devastate da alcolisti o tossicodipendenti o figli di persone che non presentano assolutamente alcun interesse verso di essi. Qualcun altro stipula una teoria un pochino più articolata: il problema non trova radici nel concetto di adozione da parte di omosessuali, ma nella società che, secondo molti, non è ancora pronta. A causa di ciò i bambini potrebbero risentirne, vittime di un’idea generale che li condannerebbe ad essere emarginati e reputati “diversi”. La famiglia è basata sull’amore, ma in una società come quella in cui viviamo è molto facile che la gente non concepisca una famiglia composta da genitori omosessuali fondata sull’amore.

Raccogliamo anche la testimonianza di un ragazzo (il bello di questa esperienza è che, venendo a contatto con tante persone diverse, conosciamo anche storie diverse) che ci racconta della situazione con il suo fidanzato. Ci parla della sua esperienza a Madrid, avvenuta con l’Erasmus, in cui ha conosciuto il suo attuale compagno e di quanto sia considerata normale una situazione del genere nella capitale spagnola. Ci dice di aver avvertito il suo ragazzo dei problemi che potrebbe incontrare una volta venuto in Italia, com’è da programma, ma chiarisce che il suo desiderio è quello di trasferirsi a Madrid con lui, dove si sente libero di mostrare se stesso senza alcun timore.

Nonostante qualche eccezione, quindi, riportiamo un bilancio piuttosto positivo, nella speranza che presto le difficoltà ad accettare il diverso siano sensibilmente ridotte.

About author

Redazione

Redazione

Attualità, cultura e confronto. Parte del discorso vuole rappresentare ogni lettore e renderlo partecipe al dibattito.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, gli attori della serie TV Friends: Monica Geller (Courteney Cox), Chandler Bing (Matthew Perry), Rachel Green (Jennifer Aniston), Ross Geller (David Schwimmer), Joey Tribbiani (Matt LeBlanc) e Phoebe Buffay (Lisa Kudrow)

Friends è omofoba?

Da quando Friends, famosissima serie tv degli anni ’90, è stata inserita sul catalogo di Netflix si sono scatenate polemiche su polemiche, video su video ...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi