Cronache della dura vita da vegano, la web serie

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Che di recente si sia affermato quasi come una moda da radical-chic è innegabile, ma il veganismo (o veganesimo che dir si voglia) è stato per molto tempo una scelta incompresa, vista spesso come un qualcosa di grottesco. Claudio Colica e Andrea Morabito ci raccontano nella loro web serie, Vegan Chronicles, la vita di un vegano con trascinante ed efficacissima ironia. In attesa degli episodi, presto su YouTube, vi lasciamo con la nostra intervista e il video trailer.

Sappiamo che, come il bistrattato protagonista della vostra serie, anche voi autori siete l’uno vegano e l’altro vegetariano. Quanto le vostre scelte sono state denigrate?

Claudio: A sorpresa vi dico che sono diventato vegano anche io. Essere denigrati è di routine anche se, devo dire, nel’’ultimo periodo molte persone stanno rivalutando la cosa, abbracciando sempre più questa scelta, chi per salute, chi per moda, chi per etica. Alcuni miei amici per anni mi hanno preso in giro, adesso si stanno avvicinando anche loro a questo mondo. La soddisfazione più grande è dirgli “te l’avevo detto!”.

Andrea: I primi tempi parecchio. Da una parte le persone intorno a me non capivano benissimo cosa stessi facendo e dall’altra in giro per Roma non c’erano chissà quali alternative culinarie e non. Le prese in giro erano all’ordine del giorno specialmente nei ristoranti; ma come dargli torto, una volta ho mangiato solo pane, mi sarei preso in giro anche io.

La famiglia del venticinquenne vegano di cui raccontate le vicende non prende molto bene il suo, per così dire, “green outing”. Raccontateci le reazioni dei vostri amici e parenti.

Claudio: Papà, mamma, mio fratello e mio zio sono vegetariani da più tempo di me, quindi non ho avuto di questi problemi in famiglia, anche nonna ormai è abituata a queste strane persone che mangiano solo verdura!

Andrea: Fortunatamente la mia famiglia ha compreso da subito la mia scelta e si sono spesso anche incuriositi. Anche se i primi tempi non era difficile sentire mia madre dire “Vado a fare la spesa, poi a comprare il cibo per il cane e poi il cibo per Andrea”.

Andrea, sei diplomato in regia e hai lavorato come assistente alla logistica e alle riprese sul set di To Rome with love. Un’esperienza, quella di lavorare con Allen (e specialmente Darius Khondji), non da poco.

Andrea: Quella è stata la primissima esperienza di set. Uscito dalla scuola di regia ho avuto questa bellissima opportunità. Nelle primissime ore di lavoro sono stato catapultato in un luogo con circa cinquanta persone che facevano cose, correvano avanti e indietro, montavano mostri di metallo, che per quanto avessi studiato non capivo cosa stessero facendo, e peggio ancora non capivo cosa dovevo fare io. Poi per fortuna dopo i primissimi giorni vieni travolto dall’ingranaggio e tutto comincia a funzionare. Tutto questo a contatto con dei mostri sacri del mestiere. Il set ha il potere di umanizzare le persone, ribalta spesso le tue opinioni suoi tuoi “idoli”.vegan chronicles

Per realizzare Vegan Chronicles vi siete affidati al crowdfunding, raggiungendo però solo la metà del budget previsto. Questo ha in qualche modo inciso sul lavoro?

Claudio: Il crowdfunding ha avuto un’importanza enorme, non tanto economica quanto mediatica: il mix raccolta fondi + webserie + veganesimo ha creato un boom virale e ci ha dato una visibilità enorme anche su grandi media quali Rai e Corriere della Sera. Adesso abbiamo una produzione, quindi il fatto che non abbiamo raggiunto il tetto prefissato non sarà un problema. Ci teniamo a precisare comunque che chi ha donato riceverà i premi promessi.

Andrea: Ha inciso in maniera molto positiva. La metà della cifra richiesta ci ha dato l’opportunità di portare avanti il progetto, la sua ideazione. Ora siamo in una fase successiva a livello produttivo ma senza quella base probabilmente l’ipotesi di realizzare la serie sarebbe ancora più remota.

La colonna sonora è di Brownbird Rudy Relic, cantautore statunitense e soprattutto vegano. Come siete entrati in contatto con lui?

Claudio: Quando abbiamo ideato la serie volevamo che più elementi possibili all’interno di essa avessero a che fare con il mondo vegan, abbiamo fatto delle ricerche tra i musicisti vegani e quello che sembrava più adatto al progetto era Brownbird. L’abbiamo contattato ed incredibilmente ci ha subito risposto e ha dato il consenso all’utilizzo della sua fantastica canzone Lonely When You’re Here.

Andrea: Cercando musicisti e compositori vegani sono venuto a conoscenza di Brownbird. Nei suoi video cantava nelle metro e per le strade di New York. Ho sentito i suoi pezzi e letto la sua storia. Ci è sembrato perfetto un Chicano Busker Vegan Straight-Edge di New York. È stato gentilissimo e disponibilissimo fin dai primi tempi.

Verifichiamo la vostra affinità col protagonista con un rapido “vero/falso”: nati e cresciuti a Roma?

Claudio: Vero.
Andrea: Vero.

Famiglia meridionale?

Claudio: Vero.
Andrea: Vero per metà.

Ex-fidanzata rompicoglioni?

Claudio: Verissimo.
Andrea: Vero.

Ma soprattutto voi, la posizione di Kant sull’autocoscienza, l’avete capita?

Claudio: Se questa intervista verrà letta dal mio professore rispondo: “Avoja!”. Nel caso non la leggesse: “Chi cazzo è Kant? Clark?”.

Andrea: Ovviamente. I concetti sono chiaramente pensabili senza il linguaggio in quanto l’azione viene ovviamente a manifestarsi dopo il pensiero in maniera volontaria. Tuttavia i concetti sono strettamente legati al linguaggio, come se l’uno fosse l’ente necessario per l’altro. Si potrebbe tuttavia dire che il concetto slegato dal linguaggio pone l’essere umano in un sistema di incomunicabilità e quindi di assenza… No, non è vero. Non l’ho capita.

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