In memoria di Giancarlo Siani: il giornalista che è caduto in piedi

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giancarlo siani10 giugno 1985 – Il giornalista ventiseienne Giancarlo Siani, corrispondente da Torre Annunziata per Il Mattino, pubblica un articolo in cui mette in luce i rapporti tra le famiglie camorristiche che controllano Torre Annunziata e dintorni, accusando il clan Nuvoletta di voler spodestare e consegnare alla polizia il boss Valentino Gionta. Articolo che risultò poco gradito ai fratelli Nuvoletta, che pensarono subito di sbarazzarsi del giornalista ficcanaso.

23 settembre 1985 – Giancarlo Siani viene colpito dieci volte in testa, presumibilmente da due pistole, mentre era a bordo della sua Méhari verde a Villa Majo, nel quartiere del Vomero, a pochi metri dalla sua abitazione.

15 aprile 1997 –  Solo dodici anni dopo, verranno finalmente condannati all’ergastolo i tre mandanti dell’omicidio e i due esecutori, grazie anche alla confessione di tre pentiti.

Omicidio che sconvolge, che atterrisce, che ci porta a chiederci ancora dopo trent’anni dove possa arrivare la malvagità umana al fine di conseguire i suoi scopi; quanto freddo debba essere il cuore di due uomini per uccidere un giovane appena ventiseienne solo perché aveva troppo a cuore la giustizia e la verità per tacere; un giornalista, un ragazzo come noi, che ha anteposto il suo dovere alla sua vita. Forse è per questo che, sebbene siano passati anni, lo sentiamo ancora così vicino. Giancarlo, il giovane che credeva nei giovani, che li spronava a non arrendersi mai. «Se possiedi l’animo del saggio potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma non lo farai mai in ginocchio, sempre in piedi», diceva. Ed egli, senza ombra di dubbio, è caduto in piedi.

giancarlo sianiLe città di Torre Annunziata e dintorni hanno molto a cuore Giancarlo; sin da bambini ci insegnano a conoscerlo, ad apprezzarlo e, laddove possibile, a emularlo. Ma mi chiedo se la sua “popolarità”, fatemi passare il termine, si estenda anche al di fuori della Campania e dell’Italia meridionale. Quante persone hanno sentito parlare del giornalista Giancarlo Siani, o hanno visto anche per sbaglio il pluripremiato film Fortapàsc di Marco Risi? Sapevate che l’attore Alessandro Siani, all’anagrafe Alessandro Esposito, ha scelto il suo nome d’arte in omaggio al giornalista? E ancora scuole, radio, premi giornalistici e tanto altro a nome suo.

Sono vicende orribili, che a tutti piacerebbe lasciarsi alle spalle. Ma non è così che si va avanti. Non è così che si cresce come individui e come cittadini: i paraocchi e le fette di prosciutto non hanno mai portato avanti nessuno. E cosa fare nel nostro piccolo? Trasformarci tutti in supereroi stile Marvel e cercare di salvare il mondo? Forse, magari, perché no… No, meglio partire dalle cose semplici. Tipo? Tipo informarsi ed informare, non vivere sotto una campana di vetro, stare attenti alla realtà che ci circonda, essere critici e attivi sempre.

Il 23 settembre è una giornata che dovrebbe restare per sempre impressa nella mente dei cittadini partenopei e non solo. Durante quest’anno, fino al 23 settembre 2015, trentennale dalla sua scomparsa, saranno organizzate dai comuni vesuviani tantissime iniziative per ricordarlo. Alcuni impareranno a conoscere meglio Giancarlo, altri ad apprezzarlo ancora di più. Questo è, sostanzialmente, lo scopo degli eventi. Eventi che, lungi dall’essere fini a se stessi, lasceranno un sentimento di rinnovata speranza nel cuore dei cittadini. Le nostre città sono afflitte da problemi gravissimi, che non si risolveranno di certo a breve termine. Ma, cominciando pian piano, facendo passi che non siano più lunghi della gamba ed impegnandoci nel nostro piccolo, possiamo fare grandi cose, far ritornare i nostri territori all’antico splendore e rendere onore a questo giornalista che credeva nella sua professione e nella sua città, ma che soprattutto credeva in noi.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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