Portare il manga in Italia? Missione possibile per Angela Vianello

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Angela VianelloContatti: Facebook | YouTube

Spontanea come il suo talento, Angela Vianello (conosciuta sul web come Gumitien, non si sa bene dove cada l’accento) è una disegnatrice autodidatta, che ha sperimentato l’animazione amatoriale e il fumetto. Realizza White, l’anime fatto in casa. Aeon: Wake up è il primo volume del suo progetto editoriale. Se non lo avete ancora letto, vi consigliamo di conoscere prima la simpaticissima autrice leggendo la nostra intervista.

Il tuo stile ha caratteristiche molto peculiari: non è propriamente manga, ma non è nemmeno nettamente occidentale. Come lo definiresti e cosa ha contributo a rendere così com’è ora la tua espressione artistica?

È un discorso difficilissimo e vastissimo. Brevemente definirei il mio stile “orientale” per il fatto che la narrativa lenta, le inquadrature, l’attenzione per i dettagli, i “bianchi”, gli sguardi, i sentimenti (forti o deboli che siano) sono tutte peculiarità orientali. Il lato occidentale è sia innato (perché anche senza volerlo sono nata e cresciuta qui) che voluto: per occidentalizzare utilizzo spesso le ambientazioni e i personaggi italiani, perché (almeno quando creai Aeon, nel 2010, e White nel 2011/12) non vedevo fumetti in stile orientale ambientati in Italia, anzi! Ora, invece, ci sono tantissimi manga Italiani ambientati nel nostro Paese. Posso aver contribuito in piccola parte a questo “cambiamento”? Non si sa.

La tua notorietà arriva soprattutto da YouTube, dove tra le più evidenti collaborazioni potremmo citare quella con i Fancazzisti Anonimi. Quanto credi che Internet possa aiutare a emergere e quanto l’appoggio di altri youtuber è stato determinante per il tuo successo?

Per me Internet è stato vitale! Mi sono fatta dei numeri, un piccolo pubblico, ho detto la mia sul manga con protagonisti italiani, fatto da Italiani… e mi sono fatta strada anche grazie alle collaborazioni, ma più che coi video sono stata sostenuta dai ragazzi nei miei progetti e lavori! Con Facebook sono stata contattata dalla Shockdom, quindi senza questo mezzo e l’editore interessato Aeon non esisterebbe. Per quanto riguarda altri progetti all’estero, invece, è una cosa totalmente a parte, ma parlo del mio caso. Per il mercato straniero, Internet non mi sta servendo quasi a nulla, hanno un metodo di giudizio molto differente dal nostro. Posso solo dire che non hanno mai mostrato interesse per i numeri che ottenevo con le visualizzazioni, ma erano interessati alle mie motivazioni, a ciò che mi spinge a raccontare, a esprimere un concetto in un fumetto ed è una cosa che mi ha riempito il cuore di gioia.

Sempre grazie a YouTube, prima di pubblicare Aeon, ti sei fatta conoscere per White, il cosiddetto “anime fatto in casa”. Sarà per i protagonisti (che sono gli stessi) o per le atmosfere sci-fi, ma i due lavori sembrano estremamente affini tra loro.

Davvero? Wow, non saprei dire, ma in effetti – ora che me lo dite – sono collegati dal fatto che i due ragazzi sono sempre “fuori” dalla quotidianità del nostro mondo. Che si tratti di Aeon o White, in entrambi i casi i ragazzi rifiutano una realtà scostante e corrotta e si rifugiano (assieme) in uno spazio costruito, pulito, senza strutture e sistemi. Insomma, quello che fanno un po’ tutti gli adolescenti appena capiscono come funziona la vita.Angela Vianello

Aeon è un fumetto a colori, anzi: a gradazioni. I paesaggi, terrestri e non, vantano una gamma di toni spettacolare. Quale processo segui nel lavoro di colorazione?

In entrambi i volumi (Aeon 1 e 2) seguo la scuola giapponese, ovvero (come detto prima) colori chiari, spazio ai bianchi, pochi neri e poche ombre o leggere. Ciò che faccio poi è dare un tocco “personale” (come se i colori fossero di qualcuno, comunque) usando spesso toni spenti, grigi. Adoro il grigio, è il colore più ambiguo, poco caratteristico, che non sta né da una parte né dall’altra. Un colore apparentemente senza palle (ride, ndr)! Mi piace poter raccontare una trama “forte” (ancora non si nota col primo libro) con dei toni pacati. Come processo tecnico non ho un metodo costante: spazio dal colorare in maniera pittorica, tutto pasticciando su un unico livello (Angela ha disegnato Aeon servendosi del disegno digitale, ndr), oppure in maniera molto anime, colori piatti con ombre nette.

Non temevi che la stampa potesse non rendere giustizia alla brillantezza delle tinte?

Certo, lo sapevo ma non lo temevo! Molti fumettisti mi direbbero che sbaglio e infatti posso dire che è vero: la carta non rende troppo onore al colore, ma il fatto che Aeon sia stampato su una carta grezza – apparentemente “povera” e semplice – ha una ragiona profonda, che va oltre i bei colorini. A questo mondo si dà troppa importanza all’impatto visivo, senza soffermarsi un secondo su nulla. Se per tutti l’abito fa il monaco, per Aeon non è così. Non gli si adatta la plasticità della carta patinata. Rende tutto sì perfetto, ma troppo studiato e costruito. Aeon non è tutto questo (forse Blue, il prossimo progetto, potrebbe esserlo): è semplicità, è quello che vedi, detto senza troppi timori, come lo direbbe un bambino. Ogni mio progetto ha un’anima e ognuno di essi necessita di presentazioni differenti.

Va anche detto che comunque nei tuoi disegni l’attenzione alle luci è tale da dare vita in ugual modo a soggetti e ambienti, anche su carta.

Wow! Ne sono contenta!

In attesa della pubblicazione del secondo volume di Aeon, hai già in mente nuovi progetti futuri?

Madonna, sì! Il mio problema è sempre stato il tempo di fare tutto (ride, ndr), ma dato che White me lo continuano a chiedere anche se è da quasi un anno che non ci sono state puntate nuove (e il fatto che la serie venga comunque seguita anche in assenza di nuove puntate mi rende orgogliosa, è un ottimo segno) tenterò di portare avanti il progetto il prima possibile. Poi c’è Blue (molto importante) che sto presentando e che spero di poter pubblicare presto! Mi frullano sempre in testa nuove idee, ho anche la folle intenzione di poter fare un Indiegogo (piattaforma di crowdfunding, ne abbiamo parlato nell’intervista ai creatori di Lùmina, ndr) per produrre il film di Aeon, figuratevi la pazzia!

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Attualità, cultura e confronto. Parte del discorso vuole rappresentare ogni lettore e renderlo partecipe al dibattito.

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