I 5 (più uno) motivi per rivalutare Cremonini dopo un suo live

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cremonini logico tour

Foto © napolidavivere.it

È sabato mattina e, contro ogni previsione, sto per scrivere un articolo che credo ben rappresenti quello che avevo pensato di fare quando ho fondato questo blog. Ho sempre immaginato che avrei scritto post accattivanti, ragionati e che trattassero soprattutto di artisti poco noti o che fossero finalizzati a riabilitare la reputazione di quelli troppo spesso disprezzati perché definiti a priori commerciali. Quello di oggi è il secondo caso. Premetto che, sì, ho peccato: se non avessi avuto la compagnia assicurata di ieri, non mi sarei mai battuta più di tanto per questo concerto, ci avrei rinunciato senza troppi rimorsi, ma dopo che mi si è parato davanti agli occhi lo spettacolo della scorsa sera ho rivalutato le capacità da performer dell’artista in questione. Mi riferisco al live partenopeo del 14 novembre di Cesare Cremonini, che ho sempre considerato molto sottovalutato, questo è vero, ma che non credevo sarebbe stato capace di dare all’esperienza un risvolto tale da spingermi a parlarne qui. Ecco dunque i cinque (più uno) motivi per cui non potete negarvi l’occasione di ascoltare il bolognese dal vivo.

1. La spettacolarità non manca

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Foto © luigiorru.com

Cremonini sul palco dimostra di avere la vitalità e l’energia di un bambino di otto anni. È irrefrenabile e coinvolge il pubblico al massimo delle sue possibilità, complici le passerelle che lo avvicinano enormemente agli spettatori. È un musicista ninja: saltella per tutto il palco, corre a imbracciare la chitarra, poi si siede al pianoforte circondato da luci scenografiche. Vederlo fare il finto ubriaco e inginocchiarsi durante l’irriverente Grey Goose come fosse Stromae mi ha strappato un sorriso larghissimo e anche se “la notte è già finita” l’adrenalina della serata fatica ad andare via.

2. È adorabilmente ruffiano e spiritoso

Qualche banalità sentimentalista non si nega mai al proprio pubblico, eppure – sarà l’accento bolognése – se è lui a dirle suonano quasi divertenti. Quello che ai presenti non manca è sicuramente la devozione: Cesare dedica anima e corpo ai suoi fans, più di molti altri artisti internazionali. Se infatti mi è capitato di spendere cifre esorbitanti tra biglietti, viaggi e alloggi per concerti di musicisti stranieri conclusisi con l’annuncio di una seconda data all’altoparlante e l’assenza assoluta di saluti, bis di rito o ringraziamenti (si legga anche “il gelo”), lui non fa fatica a trattenersi sul palco, spendere qualche parola in più, introdurre gli altri compagni d’avventura e intrattenere mentre lo fa. Però, ve ne prego, cambiate stilista ai coristi.

3. Il bassista è un figo

Non parlo (solo) del bel visìn del ragazzo: se Cesare sul palco è un animale, Ballo/Nicola Balestri è l’unico che riesce davvero a tenergli testa e, qualche volta, a rubargli anche la scena. Il già componente dei Lùnapop può vantare un affiatamento palese e coinvolgente col cantante e il suo ruolo sul palco non è affatto marginale. Ovviamente, poi, è un piacere per l’udito.

4. Riarrangiamenti da usare con cautela, per gli emotivi

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Foto © luigiorru.com

Una come te al pianoforte, con l’accattivante supporto del trombettista? Una scelta vincente. Vederlo suonare gli ottantotto tasti bianchi e neri riesce a far capire a chi lo ascolta quanto Cremonini si senta a proprio agio col palco e la musica: è disinvolto, non si nega qualche improvvisazione vocale e crea un’atmosfera magicamente coinvolgente. Saranno le luci, l’innata teatralità e spigliatezza del cantante o il semplice fatto che il talento c’è ed è innegabile, ma le più intime versioni delle sue sempre azzeccate hit radiofoniche suonano ancora meglio delle originali. Tutto questo le frequenze modulate, i CD e lo streaming non possono regalarvelo.

5. Intro e outro che lo studio vi nega

Altro aspetto di cui potrete godere solo dal vivo: intro che azzardatamente definirei psichedeliche, outro in cui si disseminano assoli, improvvisazioni e movimenti di bacino. Sì, Cesare Cremonini sculetta, anche bene, e voi non potrete fare a meno di fare lo stesso mentre il batterista si lancia in un rapido giro conclusivo di batteria.

In definitiva, però, qual è il vero e assoluto motivo che vale il prezzo del biglietto, la lotta al parcheggio, la fila e – per i più bassi – l’eterno conflitto con gli spilungoni che ti impediscono una visione rilassata dello spettacolo? Ovviamente 50 Special. Quando il brano cult dei furono Lùnapop ha inizio, attorno al palco è delirio. Si salta, si urla e si fa allegramente i nostalgici. Se non volete perdere l’occasione, non lasciatevi sfuggire le prossime date.

16/11 – PalaSport – Acireale (CT)
18/11 – PalaEvangelisti – Perugia
19/11 – Mandela Forum – Firenze
21/11 – PalaBAM – Mantova (SOLD OUT)
22/11 – Pala Alpitour (ex PalaOlimpico) – Torino
25/11 – PalaTrento – Trento
27/11 – PalaFabris – Padova

P.S.: no, nessuno ci paga.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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