#BOOKyourTravel – Sfogliamo l’Europa

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libri città europeeIn questo freddo periodo di vacanza molte persone hanno avuto la brillante idea di partire, di recarsi in città che non avevano mai visto, di rifugiarsi nel caldo di alcune mete esotiche e di scampare a eventuali e noiose rimpatriate in famiglia. Abbiamo pensato di consolare chi resta a casa con una nuova serie di articoli che accosta il viaggio alla lettura e che, seppur non riuscirà a restituirvi le emozioni e sensazioni di chi viaggia davvero, proverà almeno a consigliarvi qualcosa da leggere. #BOOKyourTravel, prenota il tuo viaggio, ma fallo con un libro.
Ogni libro sarà ambientato in una delle città più importanti del mondo, non necessariamente capitali, scelte per ogni continente. Accendete il camino, preparatevi una bella tazza di tè, scegliete la meta dei vostri sogni e cominciate a leggere.

ROMA

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Il primo articolo è dedicato alla nostra Europa. Partiamo proprio dalla capitale più vicina a noi: Roma. Ammetto di aver pensato a lungo a quale libro scegliere, visto che ero dannatamente tentata dai best-seller di Moccia. Nell’indecisione tra Scusa ma ti voglio sposare e Tre metri sopra al cielo, ho deciso di sacrificare questo ammaliante scrittore e, con grande dispiacere, ho optato per Pier Paolo Pasolini.

Ragazzi di vita è ambientato nella Roma del dopoguerra, dilaniata dalla fame e dalla miseria. I protagonisti del romanzo sono alcuni ragazzi appartenenti al sottoproletariato, costretti a compiere atti illeciti pur di sopravvivere alle terribili condizioni dalle quali sono vessati. Il loro comportamento, tuttavia, stona con la loro condizione di giovanissimi. Rubano, rivendono, qualcuno passa le giornate tra droga e prostitute, la strada è la loro unica scuola. È totalmente assente il freno e l’educazione di una famiglia che, al posto di essere portatrice di valori, è spesso composta da criminali e da donne sottomesse a mariti violenti.

Sono bambini diventati adulti troppo in fretta, principali testimoni di uno scorcio che, in verità, rassomiglia la situazione dell’Italia intera, degradata dagli effetti del conflitto. È bene ricordare anche quegli aspetti che talvolta vengono lasciati al margine, immaginare questi ragazzi di vita che, a causa della guerra, in realtà una vita vera non l’hanno mai vissuta.

Il Riccetto s’accostò a loro lasciando perdere i pischelli dell’età sua, che davano calci un po’ più sotto alla palla rubata a un ragazzino che piangeva. Vedendolo, Alvaro voltò verso di lui la faccia con gli ossi acciaccati a martellate, che quando sorrideva andavano ognuno per conto suo, e gli fece, distratto:
– La vita te sorride, sì?
– Come no – fece non meno paragulo il Riccetto.

PARIGI

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Ernest Hemingway diceva che ci sono solo due posti in cui ci è possibile vivere felicemente: a casa e a Parigi. Non vi nascondo che mi piacerebbe moltissimo visitare la meravigliosa capitale francese, con i suoi affascinanti ponti, i musicisti per le strade, l’immensità dell’arte e della cultura presenti in questa città.

Siamo quasi giunti alla fine dell’Ottocento, la società sta subendo un cambiamento radicale, il rapido sviluppo industriale ha spopolato le campagne, si creano nuovi spazi e nuove esigenze. In questo periodo in Francia nasce la letteratura naturalista, che prende le mosse dalla cultura positivista, l’opera d’arte diviene oggetto di vendita e il rapporto tra intellettuale e società non rimane immutato. Successivamente l’artista verrà a porsi contro la collettività assumendo caratteri provocatori, asociali e talvolta autodistruttivi, così come succedeva per i poeti maledetti del diciannovesimo secolo.

È in questo periodo che Guy de Maupassant scrive Bel-Ami, romanzo ambientato proprio a Parigi.
Il protagonista dell’opera è Georges Duroy, giovane provinciale francese che si reca nella capitale successivamente alla delusione della sua carriera militare. Dopo un breve periodo passato a lavorare come ferroviere, grazie ai suoi contatti con le donne più in vista del paese, riesce a diventare un giornalista di successo. Il personaggio di Duroy è particolarmente interessante in quanto incarna le peculiarità dell’arrampicatore sociale, pronto a tutto pur di raggiungere l’affermazione personale. Inizialmente invidioso dei ricchi che osserva dal basso del suo ruolo di ferroviere, il protagonista, arricchitosi, diventerà emblema dei valori tipici di un’estrema vitalità, nonostante la sua ossessiva paura per la morte.
Georges Duroy è un cinico antieroe che difficilmente si conquista la simpatia del lettore ma che, allo stesso tempo, non diviene oggetto di giudizi troppo negativi in quanto rappresenta l’indole egoistica che spinge l’essere umano a lottare esclusivamente per la propria affermazione.

Le parole d’amore che sono sempre le stesse prendono il sapore delle labbra da cui escono.

BARCELLONA

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Alla fine degli anni Settanta Barcellona era un’illusione di vicoli e viali in cui si poteva viaggiare a ritroso nel tempo di trenta o quarant’anni semplicemente oltrepassando la soglia di una portineria o di un caffè.

Vi scrivo di Barcellona proprio mentre bevo da una tazza che proviene da lì, regalatami dalla mia amica spagnola che è la stessa persona che mi ha consigliato il libro di cui vi parlerò tra poco.
Barcellona, una delle città principali della Spagna, vive attraverso il racconto di Carlos Ruiz Zafòn. Marina è una storia emozionante che vede come protagonisti due ragazzi, Oscar e Marina, alle prese con un mistero che sembra non avere alcuna soluzione. Ho deciso di non anticiparvi nulla di più né sul resto della trama, intrigante e avvincente, né sul finale, molto commovente.
Barcellona è descritta minuziosamente; vi perderete tra le sue strade, tra gli edifici degli anni settanta, tra i suoni, come quello del grammofono che porta Oscar a casa di Marina per la prima volta, tra il mistero e il passato di questa famiglia e probabilmente vi verrà voglia di prenotare un biglietto per il capoluogo spagnolo.

Il tempo non ci rende più saggi, solo più vigliacchi. Per anni sono fuggito senza sapere da cosa. Credevo che, correndo più in fretta dell’orizzonte, le ombre del passato non avrebbero più intralciato il mio cammino che. Credevo che, mettendo tra me e loro una distanza sufficiente, le voci nella mia testa si sarebbero zittite per sempre. Alla fine sono tornato su quella spiaggia segreta di fronte al mediterraneo. […] D’un tratto ho capito che non potevo né volevo più fuggire. Ero tornato a casa.

BERLINO

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Protagonista di alcuni capitoli della storia recente, circa 170 musei che attirano turisti da tutto il mondo, grandi boutique, negozi e quartieri famosi, Berlino è la città in cui Christiane Vera Felscherinow ambienta il libro che l’ha resa celebre in tutto il mondo: Noi, ragazzi dello zoo di Berlino.
Si tratta dell’autobiografia dell’autrice che venne accusata di detenzione di droga e ricettazione nel 1977 e che fu sottoposta a diverse interviste pubblicate settimanalmente dal giornale Stern. Queste interviste suscitarono scalpore a causa degli eventi che vedevano come protagonisti dei giovani ragazzi immersi nel tunnel della droga e della prostituzione. Due anni dopo nascerà il libro della Felscherinow.
Christiane F. racconterà della sua infanzia, della sua precoce dipendenza dalle droghe all’età di tredici anni, del tempo passato alla stazione dello Zoo per procurarsi l’eroina e della degradazione che la porterà a tentare il suicidio.

Successivamente l’autrice pubblicherà un secondo libro, La mia seconda vita, autobiografia degli anni successivi alla pubblicazione del primo lavoro. Parlerà dei cambiamenti, dei suoi viaggi, del tentativo di addentrarsi nella carriera musicale insieme al suo ex compagno Alexander Hacke, membro degli Einstürzende Neubauten, del rapporto con suo figlio. Tuttavia sarà chiaro che la donna non si è mai separata completamente dal mondo della droga e dagli ambienti presenti nel primo libro.
Noi, ragazzi dello zoo di Berlino, a tratti documentaristico, rivela alcune zone della città come i palazzi di Gropiusstadt dove ha vissuto Christiane, il Deutschlandhalle dove ha inalato eroina per la prima volta dopo il concerto di David Bowie, la stazione di Berlin Zoologischer Garten, la discoteca Sound del quartiere Tiergarten.
Il libro analizza una generazione profondamente vessata dalla dipendenza dall’eroina e rompe il silenzio di una società fatta di adulti disattenti ai problemi dei giovani.

Ghetto della droga e, per vivere di droga, il ghetto del rubare, del prostituirsi, dello spaccio. Una via verso la galera e poi, molto presto, verso la morte, quando ancora non sai cosa sia la vita.

LONDRA

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Tornerei volentieri a Londra, che ho avuto il piacere di visitare quest’estate, in quanto è una delle città che preferisco in assoluto. Avrei potuto riproporvi Mr Gwyn, ma scriverò di un altro tra i miei libri preferiti.
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde è ambientato nella Londra di epoca vittoriana, caratterizzata dalla mentalità tipicamente borghese.
Dorian Gray è un giovane ragazzo che diventerà ossessionato dalla sua bellezza dopo che Basil Hallward, un suo amico pittore, gli donerà un suo ritratto. Perseguitato dall’importanza della giovinezza, Dorian stipulerà una sorta di patto col diavolo che vede il quadro invecchiare al posto suo, mostrando tutti i segni della corruzione morale che caratterizza il protagonista. Questa situazione lo porterà ad un’estrema follia che lo condurrà alla morte.
Uno dei capisaldi della letteratura inglese, questo romanzo si rifà ai canoni dell’estetismo tipici del diciannovesimo secolo dove l’arte perde ogni valenza educativa per divenire semplice espressione di bellezza. È presente nel romanzo anche una profonda critica alla società, interessata solo all’apparenza, scevra da importanti valori di giustizia e libertà, superficiale e materialista. L’artista è così costretto, ancora una volta, a dare al pubblico ciò che il pubblico desidera, rinnegando così la sua indole artistica.
Le concezioni tipicamente romantiche e realistiche vengono rinnegate per dar spazio ad uno stile concettuoso, a tratti oscuro, indirizzato a pochi raffinati eletti.
La concezione dell’arte che imita la vita viene inevitabilmente rovesciata, fino a fare della vita l’imitazione dell’arte. La nascita del dandismo, l’esaltazione dell’edonismo e la ricerca del piacere, tipici anche per quanto riguarda l’opera di D’Annunzio, sono pregnanti nell’opera ma risultano negativi, in quanto conducono irrimediabilmente alla corruzione e alla decadenza.

L’esperienza non aveva alcun valore etico, era semplicemente il nome che gli uomini davano ai loro errori. Di regola, i moralisti l’avevano ritenuta un avvertimento, avevano sostenuto che essa aveva una certa efficacia nella formazione del carattere, l’avevano esaltata come qualcosa che ci insegnava la via da seguire e ci mostrava quella da evitare. Ma nell’esperienza non c’è forza motrice. Come causa attiva aveva lo stesso infimo valore della coscienza. In realtà dimostrava solo che il nostro futuro sarà uguale al nostro passato e che il peccato che abbiamo commesso una volta, con disgusto, lo ripeteremo molte volte con gioia.

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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