Incontro con Renzo Francescotti, uno sguardo sul passato in occasione del centenario della Grande Guerra

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volga

Gli incontri con l’autore in un tranquillo paese di provincia sono rari. Gli eventi culturali attirano poco o non interessano. Quando sono venuta a sapere che era stata organizzata una rassegna di incontri per presentare alcuni libri, non ho potuto fare altro che approfittarne. Il primo incontro, il più interessante tra quelli proposti, mirava a presentare la nuova edizione corretta e rivisitata di La luna annega nel Volga di Renzo Francescotti, poeta e scrittore trentino. Francescotti è stato tra i primi a occuparsi del tema della Grande Guerra. Negli anni Ottanta, infatti, questo tema non riscuoteva nessun interesse. Soltanto negli anni successivi è diventato di gran moda trattare del primo conflitto mondiale.

Arrivata nella sala consiliare per la presentazione, ho trovato una quarantina di persone in attesa dell’autore, per la maggior parte pensionati. Pochi, anzi pochissimi giovani. L’incontro si è svolto piacevolmente. I racconti e le spiegazioni dell’autore erano intervallati da letture di brani, tratti dal romanzo, a cura del Gruppo Neruda. Ho trovato Francescotti una persona eccezionale, preparata e disponibile. Ha esposto la storia del libro dalla sua ideazione fino alla ristampa a cura della casa editrice Curcu & Genovese, ha risposto alle domande dei presenti e ha raccontato vari aneddoti legati al libro e alla sua realizzazione.

Il libro è nato dalla voglia dell’autore di confutare, se così si può dire, le teorie ideate durante il Ventennio, secondo cui i soldati austro-ungarici si erano consegnati ai russi in massa per dimostrare la non appartenenza all’Austria, ma all’Italia. Dopo tre anni di ricerche, negli anni Ottanta, Francescotti ha intervistato un folto numero di sopravvissuti, tutti di età compresa tra gli ottantaquattro e i novant’anni, per far sentire anche “l’altra campana”. Dai racconti di questi uomini è nato La luna annega nel Volga. La storia narrata è quella di uomini comuni, lontani anni luce dalle grandi ideologie del Novecento e dalle strategie politiche e militari (e perciò distaccati dalle teorie del Ventennio). Uomini semplici, la cui unica preoccupazione era tornare a casa per occuparsi della famiglia e dei campi. Nelle vicende di tutti questi soldati non centrano nulla irredentismo, “italianità” o “austricità”.

Scoppiata la Grande Guerra, due ventenni trentini partono dal loro paese in divisa austroungarica per combattere sul Fronte Orientale, convinti che il conflitto terminerà in poche settimane. Si trovano, invece, proiettati nella prima guerra planetaria della storia, assistendo, di lì a poco, anche alla rivoluzione russa. Le tragedie a cui sono costretti ad assistere va oltre ogni loro immaginazione. Si danno prigionieri e alla fine si ritrovano a lavorare in una fattoria sul Volga, ritrovando l’ambiente contadino da cui provenivano. L’amicizia tra Nando, mugnaio come suo padre, meditativo, ricco di immaginazione, e Uber, all’opposto sanguigno e istintivo, è uno di quei rari sodalizi umani destinato a durare tutta una vita. La storia, che ricorda le opere dei grandi narratori russi, si dipana in uno scenario indimenticabile, in cui sboccia inaspettato l’amore tra Nando e Tanja, una giovanissima ragazza russa. Pubblicato per la prima volta nel 1987, La luna annega nel Volga è un romanzo dal respiro epico, che dimostra una sorprendente tenuta nel tempo ed è pronto a farsi scoprire anche dalle nuove generazioni di lettori. Questa edizione, rivista e corretta, è arricchita dalla prestigiosa prefazione di Camillo Zadra, direttore del Museo della Guerra di Rovereto.

Nel centenario dallo scoppio della Grande Guerra, questo romanzo epico, a tratti divertente, racconta la guerra con gli occhi di chi quella guerra l’ha combattuta sul campo e non sulla carta. Mi sento di consigliarlo. Per non dimenticare, per capire un pochino di più il presente e per guardare un po’ oltre i soliti fatti che conosciamo. Un romanzo intenso, adatto a tutti: alle vecchie e alle nuove generazioni. Uno sguardo sul primo grande conflitto del Novecento, con un occhio di riguardo per quei temi politici e sociali tanto cari ai politici e agli intellettuali dagli anni Venti a oggi.

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Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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