Live report – Einsturzende Neubauten, Roma 30/11/2014

1

Einsturzende Neubauten roma

Non avevo mai avuto la fortuna di vedere dal vivo gli Einsturzende Neubauten, appena ho saputo che si sarebbe tenuto un loro concerto qui a Roma per promuovere il loro nuovo album, poi vicinissimo a casa mia, sono corso a prendere i biglietti con mesi d’anticipo riuscendo a trovare un posto in prima fila.

Arrivato la sala è ancora semi-vuota e approfitto dell’attesa per dare uno sguardo alla strumentazione che va dalla più classica – come chitarra, basso, tastiere e batteria – alla più insolita, come lamine di ferro, tubi di plastica, cilindri metallici e perfino catene. Sono le 21:10, la sala è praticamente piena e il concerto inizia. Dapprima si spengono le luci, entrano un quartetto d’archi e un tastierista e poi fanno il loro ingresso i cinque berlinesi. Al loro arrivo si accendono altre luci sul palco e parte la musica.

Accompagnato da rumori stridenti il cantante, Brixa Bargeld, mostra alla sala le prime parole del concerto, stampate su delle tavole: “La guerra non scoppia, e non è mai stata prigioniera o incatenata / Si muove / Se qualcosa intorno a lei si modifica…”. Le tavole continuano e si concludono con un urlo che fa venire i brividi, è il terrore della guerra. Subito dopo segue Hymens, un miscuglio degli inni di Germania, Inghilterra e Canada.

I rumori dell’acciaio, compressori ad aria, basso, chitarra e percussioni, con l’aggiunta di un ensemble di archi, tastiere e in sottofondo registrazioni dei prigionieri di guerra emozionano, spaventano e straziano.

Fatta qualche eccezione la scaletta è composta quasi totalmente dalle canzoni dell’ultimo album Lament, lo spettacolo, scritto e concepito come una rappresentazione teatrale basata sulla prima guerra mondiale avvenuta esattamente cento anni fa, emoziona per tutta la sua durata. Bargeld dimostra grande carisma e presenza scenica e, nonostante verso la fine del concerto cada dal palco rompendosi una gamba, è a dir poco emozionante e non molla l’asta del microfono, concludendo il concerto da seduto. La band si dimostra ancora una volta eccezionale, trasformando, come pochi sono riusciti a fare, rumore in musica, i “nuovi edifici che crollano” ancora una volta fanno mostra di grande affiatamento e divertono il pubblico che a fine concerto resta scosso per l’incidente di Blixa, ma estasiato.

La performance si conclude con Ich Gehe Jetzt (Adesso sto andando), dopo che gli altri abbandonano il palco si trattiene a parlare con il pubblico N.U. Unruh che, quando gli descrivo l’emozione che ho provato durante il live, sembra più felice ed emozionato di me e mi autografa volentieri il libretto con i testi della scaletta. La serata è stata stupenda e mi ha fatto provare qualcosa che non sentivo da molto tempo, un loro concerto dovrebbe essere visto almeno una volta nella vita sopratutto per l’energia che dopo trent’anni di carriera riescono ancora a trasmettere affascinando ancora.

Scaletta

- I -
Kriegsmaschinerie
Hymen
The Willy-Nicky Telegrams
In de Loopgraaf
Der.1 Weltkrieg (Percussion Version)
On Patrol in no Man's Land
Achterland
Armenia 3
Lament
How Did I Die?
- II -
Sag Mir Wo Die Blumen Sind
Let's Do It a Dada
All Of No Man's Land is Ours
- III -
Ich Gehe Jetzt

About author

Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

1 comment

Post a new comment

Potrebbero interessarti

I giudici di X Factor 11 durante le audizioni a Torino

X Factor e il duplice anacronismo

[caption id="attachment_10676" align="aligncenter" width="1350"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi