Peter Pan: preambolo di un bambino senza età

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peter pan loisel

Se avessi le ali come te, volerei di stella in stella, passando da un’avventura all’altra.

Quello che incontriamo nel Peter Pan di Loisel – prequel della novella di Barrie – non è il bambino spensierato del cartone animato disneyano, ma un ragazzino in una Londra vittoriana che non conosce suo padre e che vive insieme alla madre alcolizzata che non perde occasione per manifestargli l’odio che prova nei suoi confronti. La storia ripercorre l’infanzia di Peter prima dell’arrivo di Wendy, descrivendo con amarezza la vita di un bambino povero nella Londra vittoriana. In principio partiamo solamente da un Peter che cerca di affrontare la sua triste vita immaginandosene una migliore, fatta di affetto e dolcezza da parte della madre, attraverso le storie che racconta ai suoi amici orfani, i quali diventeranno poi i “bimbi sperduti” per poi arrivare al suo arrivo sull’Isola Che Non C’è e sulla sua affermazione come capo delle creature fantastiche autoctone.

Il mondo in cui ci troviamo infatti è un mondo sporco, cattivo che sembra uscire da uno dei romanzi di Charles Dickens: non c’è un solo simbolo di purezza infantile, ma al suo posto troviamo prostitute e ubriaconi a ogni angolo. Alla figura dell’adulto volgare e incapace di sognare si oppone quella di Kundal, un vecchio medico che prende il ruolo di figura paterna di Peter e cerca di istruirlo sul rifuggire la realtà, rifugiandosi nell’immaginario, vero nucleo del racconto con tutte le sue conseguenze, senza mai aprire lo scrigno, ma passando tutta la vita a immaginarne il contenuto, mantenendo vivo il sogno che è l’unico ingrediente della vita capace di valorizzarla e renderle giustizia.

peter pan loisel

L’immaginazione è divina arma della psiche umana per sfuggire all’opprimente miseria della vita, ma anche invisibile prigione e forse anticamera della follia. Non a caso il nome di Peter Pan è associato a una sindrome che induce i soggetti a chiudersi in un mondo infantile, tuttavia Loisel non intende condannare l’immaginario, ma piuttosto mostrare le conseguenze di questa vittoria sul mondo degli adulti ingigantendole e deformandole per renderle più esplicite. Non crescere, in fondo, comporta il totale rifiuto delle responsabilità e l’essere disposti a dimenticare interi frammenti di vita per vivere un eterno presente illusoriamente felice. Un’esistenza vaga e senza reali obiettivi, che privata dei ricordi, sia pure dolorosi, si arena e gira a vuoto in un’inconcludente estasi onanista.

A livello emblematico, il protagonista risulta costituito dalla fusione di due figure, la divinità Pan e Peter, nome il quale rimanda a bambini che furono significativi nell’esistenza dell’ideatore James Matthew Barrie. Pan nella mitologia greca era figlio di Ermes e della ninfa Penelope, che lo rifiutò alla nascita a motivo del suo aspetto mostruoso (aveva peli sull’intero corpo, zampe di capra, lunga barba sul mento e corna in fronte). Simile rifiuto, pur non causato dalle fattezze del neonato, torna nel Peter Pan di Barrie, che, fuggito da una finestra, al ritorno la trovò chiusa.

I disegni di Loisel, curati nei minimi dettagli e pieni di carattere, riescono a trasmettere a seconda della situazione un senso di inquietudine o di tranquillità, che si fondono perfettamente con i colori. Quando ci troviamo a Londra prevalgono infatti colori freddi e scuri che amplificano la malvagità della città, mentre sull’Isola Che Non C’è vengono usati colori chiari e caldi che fanno sembrare l’ambiente meno minaccioso di quanto sia in realtà, quasi come in un sogno. Nella versione in bianco e nero, che purtroppo è l’unica facilmente reperibile e sicuramente non rende giustizia, risultano però più apprezzabili i dettagli che saltano più facilmente all’occhio e la sua tecnica e sicuramente anche la chiarezza dei tratti, sacrificando tuttavia il tono che l’autore imprimeva attraverso essi. L’unico punto a sfavore è il posizionamento spesso troppo confusionario dei balloon.

Indipendentemente dall’opinione che avete avuto nei confronti dei precedenti adattamenti della storia vi consiglio di provare anche la storia di Loisel, che ho trovato splendido, emozionante e talvolta perfino straziante.

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About author

Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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