Greta e Vanessa: quando la salvezza diventa colpa

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Siria: italiane rapite; Pistelli, su tracce rapitoriGreta e Vanessa sono in Italia, sono a casa dopo cinque mesi e mezzo di prigionia in Siria ma, a quanto pare, la cosa non rende felici proprio tutti. L’argomento di cui vorrei trattare riguarda l’Italia, o meglio, gli italiani e le loro reazioni a proposito del ritorno delle due ragazze e di un presunto pagamento di un riscatto da 12 milioni di dollari. La mia attenzione riguardo tale questione è iniziata quando politici come Salvini (sono sorpresa quanto voi) e Gasparri hanno condiviso su vari social network le loro rispettosissime opinioni al riguardo.

salvini gasparri

E gli italiani? D’accordo! Perché quei soldi avrebbero potuto usarli per noi! Per famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, per aiutare i senzatetto, per salvare miracolosamente l’Italia e tutto ciò che non va in questo paese! I commenti indirizzati alle due ragazze, alle quali è stato gentilmente proposto di lavorare gratis per ripagare tutti i lavoratori italiani che hanno contribuito e che “rischieranno altri rapimenti nel mondo”, continuano ad essere piuttosto coloriti. Ora capirete ciò che francamente più mi preoccupa al momento: il fatto che le persone siano così disperate per un’Italia che non si può più salvare da non accorgersi di aver totalmente perso il senso di umanitàLa verità è che c’è di più del nostro piccolo mondo in crisi al quale si aggrappano tanto ostinatamente, perché qui non ci saranno soldi e lavoro ma almeno non si rischia di essere ammazzati uscendo per comprare il pane. E questo Greta e Vanessa, così come chiunque decida di fare volontariato in paesi pericolosi come la Siria, lo sanno. La decisione di voler provare a fare qualcosa le ha portate soltanto ad essere ridicolizzate ed insultate a casa loro, perché è più importante pagare lo stipendio di un Vicepresidente del Senato privo di buonsenso e di qualcuno secondo il quale l’Italia finisce con la Toscana, per poi lamentarsi della mancanza di soldi e lavoro. Perché, diciamoci la verità, ancora una volta il fatto di essere donne diventa un peso e una colpa. Ma un po’ di fortuna ce l’abbiamo, abbiamo qualcuno che, usando molte meno parole di me, è riuscito a dare voce a tutto ciò che volevo esprimere e che rappresenta la parte di questo Paese che è ancora capace di dare valore alla vita umana.

saviano

E poi c’è chi, come Mauro Biani, possiede uno straordinario dono della sintesi.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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