In Nolan we trust!

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NolanIl regista, sceneggiatore e produttore Christopher Jonathan James Nolan, con i suoi 44 anni e appena nove film diretti, è sicuramente uno dei registi più influenti e in voga del momento. Tra i suoi film troviamo alcuni tra i più grandi i capolavori del ventunesimo secolo, destinati ad influenzare la scena cinematografica moderna. Anche se non vi fosse mai capitato di trovarvi davanti a una sua pellicola, è difficile che non abbiate mai sentito parlare di uno dei suoi lavori. Qualche esempio? Tra i più celebri bisogna sicuramente citare Inception (2010), il recentissimo Interstellar (2014), e la trilogia de Il Cavaliere Oscuro. I suoi film, particolarmente complessi e mai scontati, hanno spesso diviso la critica e il grande pubblico. È difficile rimanere impassibili dopo aver visto un suo lungometraggio. Diciamocela tutta: o si amano, o si odiano. Non biasimo chi nel vedere Inception, avendo intenzione rilassarsi davanti al grande schermo e magari di focalizzarsi su Di Caprio (che, purtroppo o per fortuna, in questo film ha molto più da offrire che un bel faccino), si è ritrovato totalmente spiazzato e del film ha capito ben poco, o chi si è dovuto sorbire quasi tre ore di Interstellar incollato alla poltroncina cercando di non far cadere la testa nel sacchetto dei popcorn in preda ad un abbiocco megagalattico. Perciò, prima di andare al cinema o comprare un dvd e perdere eventualmente più di due ore della propria vita, meglio conoscere meglio il suo stile ed analizzare i punti in comune ai suoi lavori.

IL TEMPO

Nolan

C’è poco da fare: Nolan è ossessionato dal tempo. In alcuni film, a dirla tutta, è il vero protagonista. È un tempo distorto, fuorviante, invertito, a volte quasi incomprensibile, che dilata e comprime a suo piacimento, ma sempre manovrato dall’alto con meticolosa attenzione. Un esempio lampante è il film Memento (2000), in cui il tempo è sapientemente invertito: infatti le scene si susseguono partendo dall’ultima in ordine cronologico. Proprio in questo montaggio straniante sta la forza e l’originalità di questo film, primo nel suo genere, che dopo aver confuso lo spettatore rivela un finale (o un inizio, dipende dai punti di vista) inaspettato e di grande impatto emotivo. Il tempo è sicuramente un elemento importantissimo in Interstellar; i protagonisti, infatti, saltando da una galassia all’altra, vivono lo scorrere del tempo in maniera del tutto singolare, mantenendosi freschi e giovani rispetto agli altri terrestri che invece, inevitabilmente, invecchiano e muoiono. Ma l’impeccabilità nel controllo e nella precisione viene raggiunta in Inception dove il tempo, insieme alla nostra mente, si dilata nel passaggio da un livello di sogno all’altro. Ma non è solo un tempo fantascientifico quello di Nolan, anzi. Nel film Insomnia (2002) ad esempio, il tempo si dilata naturalmente, senza ricorrere a passaggi in buchi neri o totem magici quando il protagonista, corroso e consunto dal fardello ormai insostenibile dei suoi errori, non riesce a dormire e la notte gli sembra un tempo lunghissimo ed interminabile.

LA COMPLESSITÀ

La complessità di un film è un fattore estremamente soggettivo. Non si può negare comunque che i film di Nolan, alcuni in particolare, siano una vera e propria sfida per lo spettatore. La trama ti trascina in una serie di riferimenti e corrispondenze, per dirla alla Baudelaire, come se il regista ti strizzasse continuamente l’occhio, ti osservasse dall’alto della sua onnipotenza per vedere se sei stato attento. Non che ci sia bisogno di particolare acume o di estese competenze in fisica quantistica. Basta semplicemente prestare attenzione, talvolta riflettere, insomma non lasciarsi distrarre dallo spettatore davanti a sé che parla sempre un po’ troppo e fa un milione di domande al primo malcapitato. Questo può essere un pregio della sua produzione per chi ha voglia di mettersi alla prova e divertirsi ma senza spegnere l’intelletto, o un difetto per chi vuole  semplicemente mandare il cervello in pausa pranzo per qualche ora.

I FINALI

Nolan

Per chi non lo avesse ancora capito, specifico ulteriormente: i film di Nolan vanno considerati come un processo attivo, un’opera che il regista comincia, ma che solo noi possiamo completare con le nostre riflessioni e le nostre personalissime interpretazioni. A questo proposito, Christopher è famoso per la sua riservatezza e per l’aura di mistero che aleggia intorno ai suoi film prima che vengano rilasciati sul grande schermo. Inoltre, il regista preferisce evitare commenti audio ai suoi film, lasciando libera l’immaginazione del pubblico, che può sbizzarrirsi e figurarsi il finale che preferisce. Non da quindi mai un’interpretazione definitiva e dogmatica: infatti è difficile che un finale ci venga imposto. Esemplare è il finale di Inception, che ci lascia sospesi fino all’ultimo secondo e ci fa interrogare per ore (o giorni.. o anni!), ma anche in Insomnia non arriveremo mai a comprendere fino infondo la psicologia del protagonista. Qualunque sia la conclusione del film, tuttavia, possiamo essere certi che Nolan abbia pensato ad un finale che ci lasci come minimo senza fiato, come avviene nell’ultima, memorabile scena di The Prestige (2006).

I PERSONAGGI

Oltre i salti temporali e la narrazione quasi mai lineare, i suoi film sono caratterizzati dall’esplorazione della moralità umana, dell’uomo in tutta la sua corruttibilità, e da uno studio delle sue debolezze e fragilità. È frequente il  concetto di senso di colpa e del percorso di espiazione che ognuno intraprende, quasi sempre con esito fallimentare. Non a caso i personaggi sono sempre un po’ contorti, con qualche scheletro nell’armadio o qualche colpa che cercano in tutti i modi di cancellare con l’inganno e la finzione. Sono quasi sempre antieroi, antagonisti di se stessi, uomini che hanno fallito o che riceveranno cocenti delusioni a causa della loro scelleratezza e meschinità. Oppure sono uomini pieni di ideali, che si spingeranno al massimo delle loro possibilità per conquistare il loro ‘angolo di paradiso’. Fondamentale è infatti la componente emotiva: essendo personaggi a tutto tondo, non è difficile per noi immedesimarci nelle loro vicende e parteciparvi quindi emotivamente.

LE AMBIENTAZIONI E LA FOTOGRAFIA

I film di Nolan sono un’esperienza visiva a 360°. Rinunciate a guardarli dallo schermo microscopico di uno smartphone o da uno streaming di bassissima qualità. Le ambientazioni sono quasi sempre fantastiche, surreali o comunque lontane dai luoghi a cui lo spettatore è abituato. Che sia la Londra dei primi del ‘900 o un pianeta alla periferia di una galassia lontanissima, non sarà difficile per noi immergerci in quell’ambiente, anche grazie alla cura maniacale con cui ogni inquadratura viene realizzata. Il regista preferisce girare su vere location e creare settings talvolta immensi, a discapito del buon tendone verde. Ne sanno qualcosa gli interpreti di Interstellar che per ricreare il clima di un pianeta completamente ricoperto da ghiacci e rocce hanno passato giorni di riprese in Canada e in Islanda.

Se quindi non avete mai vissuto un’esperienza di questo tipo, provateci:  le opere di Nolan rappresentano un momento unico e coinvolgente sotto tutti i punti di vista (visivo, emozionale, intellettuale) e sembrano spingere noi spettatori, così come succede ai protagonisti di Interstellar, a scrollarci di dosso la polvere soffocante di un’esistenza grigia, e a tuffarci nell’infinito spazio profondo della mente umana.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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