Intervista a Felinia, l’anti-Marilyn del fumetto

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Artista, fumettista, amante dei felini, Simona Zulian è meglio conosciuta al popolo del web come Felinia. In coppia (artistica) con Andrea Ribaudo, in arte Ribosio, ha da poco pubblicato per la casa editrice Dentiblù il suo primo fumetto. Abbiamo cercato di conoscerla meglio e di scoprire con lei qualcosa in più del suo lavoro.

Cosa ti ha spinto a lasciare il percorso accademico?

Beh, a dirti la verità non credo di aver lasciato il percorso accademico. Dopo il liceo artistico ho provato a frequentare la Scuola di Belle Arti di Brera, ma nonostante la mia passione per la pittura non mi sono proprio mai ambientata, ma proprio a livello mentale. Quindi ho deviato il percorso seguendo comunque la mia passione che mi ha fatto conoscere la Scuola del Fumetto e via dicendo.

Tu e Andrea avete partecipato a diversi eventi, tra cui il Lucca Comics. Qual è stata la risposta del pubblico?

Semplicemente fantastica! Non ti so dire quante persone ci siano venute a trovare di proposito, ma sicuramente tantissime più di quante sperassimo! Ma la cosa più figa è vedere il loro entusiasmo nel vederci per la prima volta e nel chiederci la dedica (anche se faccio dei disegni minuscoli che per lo più rovinano gli albi) e spesso anche vedere ragazze un po’ più timide che si imbarazzano e che fanno imbarazzare anche me, che non è che sia una showman e quindi il disagio si sente in quel momento, ma poi ci si viene incontro e via, nasce l’amore. A ogni modo è sempre strabello vedere gente che apprezza il mio lavoro tanto da perdere il tempo a fare le file oppure a viaggiare per venirci a trovare. A volte si danno per scontate queste cose, ma a pensarci fa veramente riflettere e soprattutto fa davvero piacere!

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Simona Zulian (Felinia) con Andrea Ribaudo (Ribosio)

La casa editrice con cui avete pubblicato (Edizioni Dentiblù) è una realtà relativamente recente. Credi che in Italia stia tornando la voglia di rilanciare il fumetto?

A dirti la verità non è poi così recente come può sembrare. Certo, non hanno alle spalle una produzione secolare ma in quanto a esperienza ne hanno eccome e comunque sono sul mercato da più di dieci anni (se non dico una scemata). Comunque sì, credo che in Italia ci sia sempre stata voglia di leggere fumetti, in tutti i suoi svariati stili e generi. È che senza la comunicazione dei social network e del web in generale era molto più difficile proporre qualcosa di nuovo al pubblico, e allo stesso modo era difficile per il pubblico rischiare di comprare qualcosa che non si conosceva. Oggi, inutile girarci intorno, i webcomics hanno aperto strade che prima non c’erano. E non è che voglia fare la figa e dire che è merito nostro, è merito dell’evoluzione tecnologica. Poi per riuscire a fare di un prodotto, che funziona bene sul web, un prodotto valido anche su carta non è sufficiente prenderlo e stamparlo. È qui che si vedono i meriti degli autori e delle case editrici. Comunque in generale direi di sì, secondo me in Italia c’è voglia di rilanciare il fumetto. L’importante è che ci sia criterio e metodo, altrimenti si rischia una sorta d’inflazione della “valuta fumettosa”.

Il fumetto si intitola Felinia – Non tutte vogliono essere Marilyn e le strisce che pubblichi sulla tua pagina Facebook si basano spesso sulle imperfezioni delle donne. C’è nel tuo lavoro uno sfondo femminista?

Ho notato che per molte persone le storie di Felinia sono a sfondo femminista, in verità mi sono sempre professata non femminista. Soprattutto perché non mi piacciono le “etichette” di questo tipo. Poi se per “femminista” la gente intende un personaggio forte e con carattere allora sì, ma è semplicemente una donna forte e con carattere, senza nessuna etichetta.

L’ispirazione alla quotidianità è palese. Quanto di Simona c’è in Felinia?

Felinia si ispira indubbiamente a me, sia caratterialmente che fisicamente. Ma non è me. Mi piacerebbe essere come lei, per adesso sono per l’80% simile, ma spero un giorno di esserlo totalmente.

Il popolo della rete vi segue assiduamente. Avete più di 150mila followers sulla vostra pagina e avete instaurato con loro un rapporto diretto, senza filtri. Nonostante il grande successo di Felinia, ti senti sempre la stessa ragazza oppure sei cambiata con il tuo personaggio?

Sì, un po’ sono cambiata… in peggio, ovviamente! No, seriamente, sembrerà assurdo da dire ma Felinia, anche se è un personaggio inventato, mi ha fatto maturare molto, sia intellettualmente che simpaticamente (mi sa che quello che ho appena detto non ha senso!).

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Quando vi è nata l’idea di Felinia – Non tutte vogliono essere Marilyn? E, soprattutto, perché avete deciso di “scomodare” proprio Marilyn per il vostro primo fumetto?

È nata nel momento in cui ho deciso di narrare la mia storia o meglio il disagio che mi ha fatto vivere la società in adolescenza e che oggi si è trasformato in “cazzomene”, ma solo attraverso un percorso che da giovane invece ho sentito parecchio. Marilyn perché pensando a un icona di stile e classe mi è venuta in mente lei, un po’ sbarazzina e sempre solare (almeno apparentemente). Mi sono sforzata di cercare icone moderne, ma ‘ste donne di oggi stanno sempre imbronciate!

Se non ho capito male, questo è il primo volume di una serie di fumetti che avete intenzione di pubblicare. Quanto dovranno aspettare i vostri fan prima di poter leggere ancora le avventure di Felinia e Ribosio?

Sì, le Edizioni Dentiblù ci hanno confermato di voler portare avanti questa collana che uscirà a cadenza annuale, sempre in autunno. Per cui per poter leggere un nuovo graphic novel bisognerà aspettare ottobre. Però, non contenti di questa collana (in realtà contentissimi, ma siamo esosi), abbiamo deciso di pubblicare parallelamente un’altra collana del mondo Sketch & Breakfast, che riguarda sempre Felinia ma in modo un po’ diverso: a marzo, precisamente in occasione di Cartoomics 2015, verrà pubblicato il primo numero dell’Enciclopedia Treggatti. Una vera e propria enciclopedia a fumetti dove Felinia darà utilissimi consigli su come affrontare determinate situazioni della vita. Insomma, un manuale di “ficonaggine”… detto alla Felinia.

Una grande dote del vostro lavoro è di aver pubblicato un fumetto di sole strisce inedite. È stato difficile mantenere segreto tutto fino alla pubblicazione?

Sì e no. Diciamo che è stata la prima esperienza di una nostra pubblicazione inedita, quindi eravamo molto ansiosi di far conoscere il contenuto, mostrare le tavole e vedere la reazione del pubblico, ma era altrettanto forte la voglia di stupire, di metterci alla prova e di mostrarci come autori completi, non solo vignettisti da web, ma in grado di sceneggiare e articolare una storia più complessa. Ce l’abbiamo fatta? Boh!

Cosa ti senti di consigliare a un giovane fumettista che sogna di pubblicare, un giorno, un proprio fumetto come avete fatto voi?

Semplicemente di farlo! Di mettersi in gioco senza paura, ma anche senza pretese e spocchia. Il web è alla portata di tutti, se lavori duramente e con impegno i risultati arrivano.

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Attualità, cultura e confronto. Parte del discorso vuole rappresentare ogni lettore e renderlo partecipe al dibattito.

4 comments

  1. Avatar
    Bea 14 gennaio, 2015 at 20:13 Rispondi

    Seguivo Sketch&Breakfast su Facebook, e quando è uscito il fumetto l’ho preso subito perchè ero molto impaziente di leggerlo.
    Mi è piaciuto tantissimo perchè, pur essendoci tutti i personaggi delle vignette, la storia è totalmente inedita! Fa ridere, fa riflettere e non annoia mai. E poi, è praticamente impossibile non riconoscersi in almeno un vignetta (insomma, siamo state tutte adolescenti).

  2. Avatar
    Bea 14 gennaio, 2015 at 20:13 Rispondi

    Seguivo Sketch&Breakfast su Facebook, e quando è uscito il fumetto l’ho preso subito perchè ero molto impaziente di leggerlo.
    Mi è piaciuto tantissimo perchè, pur essendoci tutti i personaggi delle vignette, la storia è totalmente inedita! Fa ridere, fa riflettere e non annoia mai. E poi, è praticamente impossibile non riconoscersi in almeno un vignetta (insomma, siamo state tutte adolescenti).

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