Perdenno a uno dei figli che parte, appriesso ad ati mille che se ne so gghiut!

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Concerto Umbria Jazz Pino Daniele Arena Santa Giuliana

Uno dei peggiori risvegli di sempre. Quel maledetto cuore, che ci portò via anche Massimo Troisi, ci porta via ora Pino Daniele. Eppure proprio loro, insieme, gli avevano anche dedicato una canzone, una poesia e ora sappiamo tutti benissimo «Comme fa o core quanno s’è sbagliato». Pino è il cantautore che unisce perché, in ogni discussione che si rispetti, si finisce sempre col dire “Pinuccio è sempre Pinuccio!”. Anche se mai poi si è riusciti a decretare qual è il suo capolavoro. Quando, Quanno Chiove, Napule è e almeno fino a O Scarrafone potremo anche elencarle tutte senza timore di sbagliare. Anche allo stadio l’attesa per la partita si smorza con Yes I know my way e sfido qualcuno a dire che non sia un momento conciliante.

Conciliante, e intanto sui social ne approfittano tutti per ricordarlo. Dal tipo che cancelleresti perché commette errori grammaticali, alla tua ex fino a quello che era in piazza a Capodanno per Gigi D’Alessio: tutti. E non nego che nonostante la grande tristezza che mi pervade in questa mattina di gennaio, una volta tanto vedere la home di Facebook tempestata di canzoni di Pinuccio è un inno alla musica.

Esattamente un anno fa ero al Palapartenope per il suo concerto con il meglio della musica napoletana ad accompagnarlo sul palco. Era diventato quasi un appuntamento fisso, tutta la città si riuniva all’insegna della musica e del divertimento.

Forse è andato via l’unico in grado di unire ancora i napoletani, forse più del Napoli (sembra quasi una cosa impossibile). Lo chiamavamo Pinuccio, appunto, perché è uno che ci è sempre stato: attraverso le sue canzoni ci ha accompagnati in tutte le fasi della vita e, anche se pochi di noi lo conoscevano veramente, sembrava quasi un amico. E poco importa se a detta di molti aveva un carattere schivo e riservato, nei suoi testi c’era tutta la sua anima e bastava quella perché «in questa vita c’è veramente bisogno di più anima!».

E non racconterò di quante volte ho pianto su E cerca e me capì, Qualcosa arriverà quanto abbia consumato E po’ che fa o quando al karaoke ho letteralmente distrutto A testa in giù. Li tengo per me, come ricordi più cari.

Putesse essere allero… ma non oggi. Ciao Pino.


Nel titolo cito una canzone de La maschera, sperando fortemente in un passaggio di consegne.

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Antonio Pistone

Antonio Pistone

Classe '91 ma veramente poca (di classe, s'intende). Laureato in Giurisprudenza, mi piace il cinema, la brutta musica, i cappellini di lana colorati, gli odori che cambiano con il cambiare delle stagioni, collezionare libri (anche senza leggerli) e il Napoli.

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