75 anni di Faber: il poeta degli sconfitti

0
fabrizio de andré

«…pensavo: è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra. » – Amico Fragile

Chiedi ad uno straniero cosa conosce dell’Italia e, dopo aver citato pizza, Colosseo e mafia (stereotipi mode: on), ti dirà probabilmente mandolino e Inferno (sì, praticamente nessuno conosce le altre due cantiche all’estero; poor Dante!). Ebbene, a discapito di tutti i nostri problemi, siamo ancora la terra della cultura, della musica e della poesia. E quando queste due arti si combinano nella figura di una sola persona, otteniamo un piccolo capolavoro, un artista che ci renderà fieri di essere italiani ancora per molto: Fabrizio De André, cantautore e poeta ligure che nacque a Genova esattamente settantacinque anni fa e che si è spento a Milano l’11 Gennaio 1999.

Lessi Croce, l’Estetica, dove dice che tutti gli italiani fino a diciotto anni possono diventare poeti, dopo i diciotto chi continua a scrivere poesie o è un poeta vero o è un cretino. Io, poeta vero non lo ero. Cretino nemmeno. Ho scelto la via di mezzo: cantante.

andrèDefinire Faber solo un cantante sarebbe profondamente riduttivo e non soltanto perché oggigiorno si abusa evidentemente di tale appellativo e tendiamo a riferirci al termine cantante in senso stretto e letterale (cantante è chiunque apra la bocca davanti a un microfono, insomma); i suoi testi sono pervasi di pura poesia, ricchi di metafore, assonanze e innumerevoli altre figure retoriche e soluzioni stilistiche tutt’altro che elementari; non a caso già da diversi anni ha trovato un posticino di tutto rispetto nelle letterature del Novecento accanto a pilastri quali Ungaretti e Montale. I suoi testi sono stati evidentemente scritti per essere abilmente intrecciati al suono della sua chitarra e tuttavia hanno pienissima dignità anche presi singolarmente e senza accompagnamento musicale. Nonostante si affrontino nei suoi testi tematiche sociali scottanti, scomode e talvolta tutt’altro che sublimi (prostituzione, omosessualità, denuncia al clero, idee politiche anarchiche e libertarie), non si perde mai quella sottile magia che dalle orecchie penetra prepotentemente nel cuore, e ci porta a commuoverci per dei versi che riassumono spesso vicende strazianti, con i cui protagonisti non è difficile identificarsi (il giovane soldato ne La guerra di Piero, la bella fanciulla de La canzone di Marinella, il giovane Andrea che decide di farla finita gettandosi in un pozzo, e tanti altri). Tuttavia la semplicità con cui De Andrè narrava ogni storia, la descrizione priva di sentimentalismo e l’apparente distacco verso le vicende trattate rendono le sue canzoni sempre piacevoli e mai pervase di tragico patetismo. C’è inoltre da considerare il fatto che una parte di grande rilievo della sua produzione è caratterizzata da canzoni dal ritmo allegro e frizzante, con testi divertenti, scherzosi (Un giudice, Zirichiltaggia, Il Gorilla) e talvolta al limite del macabro (La ballata dell’amore cieco). E poi ancora capolavori come Bocca di Rosa, Dolcenera, Amico fragile, Geordie, Rimini, il Testamento, Via del Campo, Don Raffae’ e centinaia di altre ancora. Tanti testi che ci hanno fatto sorridere o piangere, ma che comunque ci ritroviamo a canticchiare di tanto in tanto, innumerevoli melodie che ci sono entrate in testa e ne usciranno difficilmente, e una voce, la sua, che fa vibrare le corde più segrete del nostro cuore.

About author

Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

No comments

Potrebbero interessarti

Dettaglio della copertina di Duets, il nuovo album di Cristina D'Avena

Cristina D’Avena, oltre la nostalgia c’è di più

[caption id="attachment_11434" align="alignnone" width="1080"]Dettaglio della copertina di Duets, il nuovo ...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi