Cosa potreste fare invece di guardare (o leggere) Cinquanta sfumature di grigio

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Milano, 50 sfumature di grigio, lo spettacolo teatrale © Cristian Castelnuovo

© Cristian Castelnuovo

Cinquanta sfumature di grigio. Immaginate queste quattro parole pronunciate dalla voce sensuale di Giuseppe Simone, il Christian Grey del nostro Paese. Di fianco a lui Rosario Muniz sarebbe una perfetta Anastasia, peccato che gli attori scelti per il film siano altri e non si prospetta, (s)fortunatamente, un remake italiano. Da qualche giorno l’uscita del film ispirato alla trilogia di E. L. James mi perseguita almeno quanto gli inutili gossip del festival di Sanremo e il culmine è stato raggiunto quando il cinema della mia città ha messo in bella mostra la locandina. Parlo dello stesso multisala che mi fa aspettare almeno un mese per i film che mi interessano veramente (se li mette). E voi? Lo andrete a vedere? Perché io potrei proporvi tante valide alternative.

Andare a trovare la nonna

Da quanto tempo non vedete vostra nonna? Da quanto tempo non ricevete domande imbarazzanti sulle vostre abitudini alimentari e sull’eventuale fidanzatino/a? Magari tra poco è il vostro compleanno e ci guadagnerete pure qualcosa. Insomma, sempre meglio ricevere soldi piuttosto che sprecarli in un biglietto per Cinquanta sfumature o in uno dei volumi della trilogia. Nessuno di voi vuole veramente subire un processo di atrofizzazione generata dalla lettura di un libro dalla dubbia punteggiatura, da fastidiose ripetizioni e da dialoghi assolutamente ridicoli e imbarazzanti.

«Non abbiamo molto tempo. Sarà una cosa veloce, ed è per me, non per te. Chiaro? Non venire, altrimenti ti sculaccio.» dice, a denti stretti.

Ed eccoci di fronte alla tipica scena da film per famiglie americano: una mamma minaccia di punire il figlioletto che non vuole mangiare i broccoli. Ah, no, aspettate. Questo è un best seller.

Fare l’albero di Natale a marzo

cinquanta sfumature di grigioE sperate di non ritrovarvi un pacchetto regalo contenente Cinquanta sfumature di rosso. Sì, miei cari, credevate davvero che fosse finita qui? Questo è solo l’inizio, perché torneranno ad ammorbarvi per almeno altri due film, ma sicuramente il terzo lo divideranno a metà e poi creeranno gadget, calendari, cover per cellulari e carta igienica solo per spillarvi soldi. Sì, perché questa serie di libri ha avuto così tanto successo che persino la vecchietta sotto all’ombrellone a luglio lo stava leggendo, la portinaia, la vicina di casa e il cane del panettiere. Si tratta dell’atavico esempio di produzione anticulturale pubblicizzata all’estremo, tanto da far cadere anche gli scettici vinti dalla curiosità.

Collezionare adesivi della frutta

Insomma. La trilogia è tratta da una fanfiction su Twilight. Non aggiungo altro.

Guardare qualche video-parodia

Partiamo dalla geniale idea dei Jackal, parliamo dei cinque motivi per cui le pornostar odiano questo film, passiamo alla brillante recensione di Cimdrp (#pelisullecosce!), citiamo victorlaslzo88 e DarkAndross. Imperdibile è il trailer-parodia della Lego, che risulta comunque migliore dell’originale che mette più ansia della scoperta, nella prima stagione di Ugly Betty, dell’identità di Alexis Meade. Se non fosse che quella del telefilm fu una vera e propria sorpresa, mentre vedere un Grey sbarbatello e non poi così avvenente è una grande delusione.

Studiare psicologia e risolvere i problemi di bipolarismo di Anastasia

cinquanta sfumature di grigio

«Fammi vedere quanto può fare male.»
«Cosa?»
«Puniscimi. Voglio sapere quanto posso farmi male.»
[…] Provo di nuovo quel dolore acuto, e lo sento gettare la cinghia dietro di me, poi mi prende tra le braccia, affannato e pieno di compassione… ma io non voglio saperne di lui.
«Lasciami andare… no…» E mi ritrovo a lottare per uscire dalla sua stretta, a respingerlo. A combatterlo. «Non mi toccare!» sibilo. Raddrizzo la schiena e lo guardo, e lui mi sta fissando con gli occhi sbarrati, sconvolto, come se potessi morderlo. Mi asciugo rabbiosamente le lacrime con il dorso delle mani e gli rivolgo uno sguardo assassino.
«È questo che ti piace davvero? Vedermi così?» Mi strofino il naso nella manica dell’accappatoio. Lui mi osserva, diffidente.
«Sei un bastardo squilibrato!»

Okay, Anastasia è lunatica e contraddittoria. Probabilmente pure molto stupida, ma non è questo il punto. Il punto è che il successo di Cinquanta sfumature non è esattamente un bene, in quanto la violenza sulla donna viene banalizzata, diventa quasi di moda. Il quadro psicologico delle donne che subiscono violenze è già abbastanza contorto, viste le difficoltà che si trovano nell’esporre denuncia e nell’allontanarsi dai propri carnefici. Il prossimo passo? «No, cara, ti faccio del male perché fa figo! Lo fa pure Christian Grey!».

Scrivere una lettera di conforto agli attori

Gli stessi attori protagonisti non si sono esattamente divertiti nel girare questo film. «Mi chiedo che cosa ci sia dietro questi libri che, scusate il linguaggio, ha penetrato il mercato globale. L’approvazione di massa non sempre significa che è qualcosa di buono. Pensate a Hitler! Ma, in questo caso, deve esserci il merito se piace a tante persone», afferma Dornan. La Johnson, invece, dice: «Non voglio che la mia famiglia veda il film, perché non è adatto. Nemmeno gli amici di mio fratello con cui sono cresciuta. C’è una parte di me che non vuole che nessuno veda il film… Sto scherzando» e continua ammettendo «A volte ho lasciato il set perché ero scioccata».

Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte

cinquanta sfumature di grigioChe sarebbe un gesto sicuramente generoso. Contribuire al successo di Cinquanta sfumature è invece quantomeno deteriorante. Il perbenismo dilagante della nostra società tende a condannare qualsiasi manifestazione di ciò che risulta diverso o alternativo, anche se esso dovrebbe essere considerato normale nel momento in cui, effettivamente, non risulta eticamente sbagliato e non intacca la libertà altrui. Questi stessi perbenisti, però, non aspettavano altro che guardare questo film. Libertà è anche scegliere di donare soldi a chi ha creato un vero e proprio prodotto controproducente, un emblema della devoluzione. Uscito addirittura il giorno di San Valentino, Cinquanta sfumature è la storia di una sottomissione non solo sessuale, ma anche prettamente maschilista e di una subordinazione a livello umano. Creato da una donna e impreziosito da collaborazioni artistiche femminili che vanno da Beyoncé alla stessa regista Sam Taylor-Johnson, apprezzata e premiata anche per il suo passato da video-artista, che ha deciso di abbandonare la produzione dei sequel. Ebbene, nonostante sia un prodotto prettamente femminile, la protagonista, Anastasia, non è che sminuita e ridotta a una mera figura debole e comprimaria totalmente dipendente da Christian Grey. Lui le regala oggetti di valore, lei pende dalle sue labbra. Lui la segue ovunque, privandola totalmente della sua libertà. La raggiunge da Seattle fino in Georgia, a sua insaputa. Lei, sorpresa, si limita a mostrare un broncio di disappunto. Questo non è amore, questo è puro stalking.

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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