La teoria del tutto: una straordinaria celebrazione

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La teoria del tuttoDopo Man on Wire, film-documentario del 2008 con il quale si è guadagnato un Oscar, James Marsh rischia seriamente di portarsene a casa un altro grazie al suo ultimo film, La teoria del tutto. È il 1963 e all’Università di Cambridge Stephen Hawking, interpretato da uno straordinario Eddie Redmayne, studia la relazione tra spazio e tempo. La coppia perfetta. La cosmologia viene da lui definita “Religione per atei intelligenti”. A una festa universitaria conoscerà Jane, una studentessa di lettere impersonata dalla splendida Felicity Jones. Inutile dire che si innamoreranno e lo scenario si presenterà relativamente sereno fino a quando Stephen scoprirà di avere una malattia degenerativa dei motoneuroni, l’atrofia muscolare progressiva, che gli avrebbe pian piano impedito di camminare, scrivere e parlare.  Ciò non lo fermerà però dal suo obiettivo principale: invertire il tempo per scoprire cosa vi è effettivamente alla sua origine. Mandare indietro l’orologio.

La cosa che colpisce maggiormente, per quanto scontato potrà sembrare, è l’indiscussa bravura di Redmayne. Ogni sua espressione facciale, i suoi movimenti, tutti i dettagli sono stati studiati alla perfezione per sembrare il più realistici possibile. Persino il suo sottile e costante senso dell’umorismo, la sua positività, sono particolari a cui è stata prestata molta attenzione. Marsh si è anche preoccupato di rendere sempre presente il personaggio di Jane, non sminuendone mai l’importanza e sottolineandone la forza in quanto moglie, madre e donna.

La teoria del tutto

Il film è stato nominato agli Oscar così come entrambi i protagonisti e il titolo figura anche nelle categorie Miglior sceneggiatura non originale e Miglior colonna sonora originale (stupenda, a mio parere, la composizione di Samuel Karl Bohn Unlocking the Mind). Il messaggio è chiaro ed è anche una delle battute conclusive (per la quale Hawking ha prestato la sua vera voce) della pellicola: «Non devono esserci limiti agli sforzi dell’uomo. Siamo tutti diversi. Per quanto la vita possa sembrarci brutta, c’è sempre qualcosa che possiamo fare e in cui possiamo riuscire poiché finchè c’è vita, c’è speranza».

La Teoria del tutto è uno dei tipici film che bisogna guardare per capire davvero cosa lo renda straordinario. Potrei dire che una particolare scena con una specifica musica mi abbia colpita, potrei citarvi il montaggio finale delle scene o parlare fino allo sfinimento delle espressioni degli attori. Non basterebbe. Il film è incentrato più sulla vita privata di Hawking che sulle sue specifiche teorie e studi; ciò è stato elemento di critica da parte di numerosi recensori ma cosa può importare quando lo stesso Stephen ha commentato il film dicendo che gli è spesso parso che Redmayne fosse davvero lui? I suoi studi continuano tutt’oggi, il suo obiettivo è rimasto lo stesso. Dimostrare attraverso una singola equazione che il tempo ha avuto un inizio. Un’unica, semplice, elegante equazione per spiegare tutto.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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