Safer Internet Day 2015 – Disconnect e il lato oscuro del web

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Oggi è il Safer Internet Day 2015: giornata contro il cyberbullismo. Per questo motivo, vi parliamo di Disconnect, film del 2012. Se avete intenzione di guardarlo non provate a tirare il cellulare fuori dalla tasca tasca dei jeans per controllare Facebook o Henry Alex Rubin (regista) sarà molto deluso.

Internet è un mezzo di comunicazione veloce e stracolmo di lati positivi: condividere le proprie passioni, conoscere gente proveniente da tutto il mondo e persone con gli stessi interessi (e leggere Parte del discorso, ovviamente). Ogni medaglia, si sa, ha però due facce. Oltre alla innocua (si fa per dire) tendenza al trash che sembra perseguitarci con i peggiori figli 2.0 immersi tra le loro idee poco originali e i loro estremi comportamenti improntati al solo gusto di apparire, il web può essere un posto molto pericoloso.

disconnect-2Disconnect. Un titolo, un messaggio chiaro dall’inizio alla fine. Distribuito nelle sale italiane circa un anno fa, questo film vuole essere lo specchio della società di oggi, costantemente online. Fa luce su tutti quelli che sono gli aspetti negativi portati dall’incredibile diffusione di internet, che ha certamente cambiato ogni modo di comunicare. Il ritmo della pellicola non è dei più veloci, ma l’escamotage di trattare tre vicende differenti è piuttosto ingegnoso, visto che permette allo spettatore di seguire con attenzione ogni passaggio, fino alla rivelazione di intrecci che tendono ad unire perfettamente la vicenda in ogni suo possibile incastro. Stiamo parlando, infatti, di una sorta di triforcazione che porta ad un’unica meta, che ha come protagonisti un adolescente vittima di cyberbullismo, una coppia colpita da una truffa, un camboy (ragazzo che si vende per webchat erotiche su internet) alle prese con una giornalista, coinvolto in qualcosa che diventerà presto più grande di lui. Inevitabilmente, i personaggi delle singole storie tendono a incontrarsi per una serie di eventi che non sto qui ad anticiparvi. Un cast promettente, che riesce a far captare in maniera dettagliata la psicologia dei singoli personaggi. Gli avvenimenti si susseguono, creano momenti d’attesa, si guarderà ad essi con una certa lontananza, come se non ci appartenessero affatto. In verità, le vicende dei protagonisti sono vicine a noi più di quanto possiamo immaginare.

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Non manca una certa attenzione ai particolari che rispecchiano quei milioni di persone che sembrano essere maggiormente coinvolti nelle loro vite virtuali piuttosto che in quelle reali. Noteremo, ad esempio, l’attaccamento eccessivo alla comunicazione online anche quando si è in compagnia degli amici o quando si è a tavola con la propria famiglia, la troppa fiducia nei riguardi di persone che non si sono mai nemmeno viste in faccia. Nonostante il distacco, ci saranno momenti in cui ci sembrerà di essere all’interno della scena. Curiosi anche i primi piani delle persone che comunicano attraverso il monitor e le trascrizioni delle chat che vengono riportate sul fondo, facendo notare anche il differente modo di scrivere sul web tra ragazzi e adulti. Film a tratti un po’ apocalittico, c’è da dire, ma sostanzialmente può definire un modello abbastanza realistico della società in cui viviamo, non troppo scontato e sicuramente educativo, migliore se paragonato a lungometraggi dalle tematiche analoghe come Ciberbully. Ciò che manca nella nostra società, come possiamo notare in Disconnect, è il dialogo. Quel tipo di dialogo che, con l’avvento di internet, diventa sempre più complicato, visto che, talvolta, aprirsi a persone che non si conoscono sembra essere meglio di cercare aiuto da qualcuno che ci è vicino. Parlare, in modo sincero, comunicare senza nascondersi necessariamente dietro a uno schermo può essere veramente importante. Disconnect.

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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