Con Valentina Mattarozzi la musica diventa una cura

0

Valentina Mattarozzi

Valentina Mattarozzi si è presentata a noi con un curriculum di tutto rispetto: una formazione artistica eclettica, esperienza anche all’estero e diverse e numerose collaborazioni. Inutile dire che la cantante emiliana ci ha colpiti fin da subito. Non poteva mancare la sua voce su Parte del discorso, che non perde mai occasione per dare visibilità ai talenti in cui crede. Siamo quindi felicissimi di potervela presentare, lasciandovi alle sue stesse parole.

Nella tua biografia si legge che hai frequentato corsi di recitazione cinematografica, studiato danza classica e improvvisazione jazzistica. Il tuo è un amore incondizionato per l’arte.

Sono cresciuta in casa con artisti, mia mamma pianista e sua sorella pittrice, io stessa ho conseguito la maturità al Liceo Artistico Statale di Bologna. Allora quella scuola portava solo il nome “Statale”, eravamo forse un pochino figli di nessuno, però mi piaceva tanto perchè era così inconsueta. Il resto dei miei studi non è stato altro che il proseguo di una strada già ben delineata sin da piccola. Quando nasci in un contesto ti viene facile poi crescere nello stesso.

Oltretutto non hai abbandonato la recitazione: hai interpretato Billie Holiday nello spettacolo Lady Day di Massimo Macchiavelli e sei salito sul palco anche per Ladies sing the blues. Teatro e musica vanno di pari passo.

Teatro e musica saranno sempre per me due amici che si danno la mano. Io del resto non potrei fare a meno di nessuno dei due. Non mi reputo però attrice. L’attore, il vero attore, dà la sua vita a questa arte e ne consegue uno studio impegnativo e sistematico. Diciamo che sono una fervida simpatizzante dell’arte recitatoria, ma ho troppi interessi (tra cui per primo il canto) per focalizzarmi su un solo studio. Il Teatro canzone e i recital sono perfetti per chi come me non ha molto tempo di studiare le parti, si improvvisa molto e soprattutto c’è la musica fa da padrona.

Artiste come Bessie Smith e Janis Joplin hanno in qualche modo influenzato la tua personalità artistica?

Si nasce con una personalità, ovvio che l’empatia per chi canta è fondamentale per poter comunicare, quindi ci si carica delle energie dei personaggi che si portano sulla scena. Spesso sono più i fardelli umani a entrare nel tuo io che le influenze vocali o musicali, ma questi ultimi possono poi intrecciarsi con il tuo stile di base e formarne uno nuovo a cui prima non avevi certo pensato di approdare. Direi che anche Billie Holiday mi ha dato tantissimo in questo senso.

Valentina MattarozziHai prestato la tua voce alla Doctor Dixie Jazz Band. Raccontaci dell’esperienza con il gruppo.

Lavorare con artisti che hanno fatto la storia del jazz a Bologna è qualcosa di straordinario. Ti senti molto fortunata, sia perché sai di essere lì per merito che perché sei apprezzata da loro. Poi anche dal piano umano sono fantastici! Tramite loro ho avuto la possibilità di conoscere persone eccezionali come Pupi Avati, che collaborò con loro tanti anni fa e di recente si sono ritrovati assieme sul palco per celebrare l’artista. Per me è stata una delle emozioni più grandi della mia vita poter cantare per lui!

Aver lavorato con un complesso così prestigioso avrebbe potuto stimolarti a seguire questa strada. Perché, invece, la carriera solista?

Sono tuttora vocalist della Doctor Dixie e da sempre sono stata anche solista. Io mi definisco una cantante freelance. Ho sempre avuto formazioni con cui ho collaborato, loro sono decisamente i più famosi. Ho la necessità di avere contemporaneamente stimoli diversi, la mia vita è una sorta di multitasking musicale, è per questo che ho in piedi tre spettacoli teatrali, svariate situazioni live, altre collaborazioni e adesso il CD Vally Doo.

Quali sono i tuoi propositi artistici? In altre parole, cosa vuoi comunicare con la tua voce ogni volta che ti trovi di fronte al microfono?

Emozioni, come diceva un grande, Lucio Battisti. Concedetemi un gioco di parole: è una grande emozione poter comunicare emozioni.

Il tuo album, Vally Doo, è accessibile gratuitamente anche su Spotify. Dai ai nostri lettori un motivo o più per ascoltarlo.

Vally Doo è come una brezza di primavera, profumato come i suoi fiori, fresco, sincero, non stanca. Posologia: ascoltato al mattino in casa o in auto può farti passare un viaggio lungo o una mattinata faticosa. Al pomeriggio è ottimo per staccare la spina. La sera è utile per rilassarsi o per iniziare una serata di coccole e fantasia. È breve, solo 34 minuti. Chi ha il CD mi ha chiesto la prossima volta di registrare un album più lungo perché «è successo di ascoltarlo per un viaggio anche tre o quattro volte di seguito!». È bello, ma io sono di parte. Quindi andate ad ascoltarlo così ne trarrete voi stessi le conclusioni. Insomma provare per credere!

Dopo questo lavoro, cosa ci riserverai in futuro?

È una sorpresa. La vita è una continua sorpresa e mi piace essere cullata da lei e dall’armonia della musica. Quindi ancora non lo so, ma qualcosa di bellissimo succederà.

About author

Redazione

Redazione

Attualità, cultura e confronto. Parte del discorso vuole rappresentare ogni lettore e renderlo partecipe al dibattito.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi