Selah Sue, la calda voce di un gelido sguardo

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Selah Sue

Cammina all’interno di un aeroporto e inizia a intonare una canzone. Riesce a rubare qualche minuto anche a chi, trascinando una pesantissima valigia, corre per non perdere il suo volo. Ha i capelli costantemente scompigliati, raccolti in una sorta di chignon gigantesco che ci ricorda qualche pettinatura old fashioned. La sua voce è potente, le sue labbra imbronciate e curiose. La sua espressione concentrata, quando canta, ricorda vagamente quella di un bambino. Lei è Sanne Putseys e si fa chiamare Selah Sue.

In entrambi i casi è facile che il suo nome non vi dica molto perché Selah fa parte di quel girone dell’inferno, sempre più popolato, al quale appartengono artisti condannati a rimanere nell’ombra nonostante il loro talento. Sì, perché oltre al fatto che fondamentalmente Selah Sue ha la colpa di non fare pop scadente e non si è mai spogliata durante un concerto, col suo primo (e omonimo) album non ha raggiunto il successo che, invece, meritava. Selah Sue è uscito nel 2009 e racconta di lei, delle preoccupazioni e dei tormenti che ha sempre riversato nella musica, fin da quando a tredici anni ha cominciato a suonare e poi a comporre e a cantare. Lei “assorbe tutto” ciò che ascolta; Bob Marley, Lauryn Hill e Erykah Badu sono la sua fonte di ispirazione, ma non possiamo negare che Selah abbia un forte carattere e uno stile piuttosto personale, le piace variare ma riesce comunque a mantenere una linea coerente all’interno dei suoi brani. Tra questi ricordiamo Raggamuffin, decisamente uno dei più importanti in cui è ravvisabile la sua personalità e il suo desiderio di mischiare diversi generi musicali per mettere alla prova la sua voce. Scritta in dieci minuti parla di un suo caro amico e riesce nell’unire insieme il soul al reggae. Apprezziamo poi il sound acustico di canzoni come l’intima Mommy, l’incalzante Explanations e la dolcissima Summertime. Potrebbe piacervi l’orecchiabile Crazy Vibes ed è facile che apprezziate This World, dall’indubbia potenza.

Selah ha cominciato a pubblicare il suo materiale su internet e aveva qualche follower su quel social oramai dimenticato da tutti e che ha consolidato la fama di parecchi artisti: MySpace. E anche io l’ho scoperta grazie a internet, per caso, imbattendomi in un duetto con i Walk Off The Earth. A un certo punto è stata notata dalla Because Music che è, in ogni caso, riuscita a portarla anche in Italia, in cui ha inoltre tenuto una stupenda sessione acustica per Vanity Fair. Il 29 Aprile tornerà nel nostro bel Paese per una data a Milano (e qui ho giurato di non aggiungere nessun commento da napoletana sotto esami).

E io, invece, adesso sto ascoltando Time, estratto del nuovo album in uscita il trenta marzo, anticipato largamente dal coinvolgente singolo Alone e vi parlo dell’interessantissima iniziativa di Selah e il suo team per presentare il nuovo disco. Parigi, Bruxelles, Zurigo e altre importanti città europee sono i luoghi in cui Selah si reca per cantare i suoi nuovi pezzi, spesso accompagnata da uno dei suoi musicisti. Arrivata tra la folla comincia a intonare con la sua voce uno dei suoi brani, per poi essere raggiunta dal suono di un pianoforte o di una chitarra, lasciando tutti a bocca aperta. Questa, ragazzi, è Selah Sue.

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Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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