“Vedi, io credo che l’amore, è l’amore che ci salverà”. Buon compleanno, Lucio!

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Lucio DallaIl 4 marzo 1943 nasceva Lucio Dalla. Oggi avrebbe compiuto settantadue anni. È una mattina particolarmente soleggiata qui a Napoli, si riesce a sentire il profumo di primavera e sembra quasi che anche la città partenopea voglia festeggiare il compleanno di un grande che ci ha lasciati tre anni fa. Dopotutto Lucio amava Napoli, tanto da intitolare uno dei suoi lavori di maggior successo al celebre tenore napoletano Caruso.

Napoli, si fa presto a dire, sembra una città, non lo è, è una nazione, è una repubblica. […] Napoli è il mistero della vita, bene e male si confondono, comunque pulsano.

Lucio DallaAveva appena ventun anni quando debuttò al Cantagiro, nel 1964, con la canzone Lei, scritta da Gino Paoli. Sempre alla ricerca di rinnovamento e di ostacoli da superare, Lucio era un musicista a trecentosessanta gradi. Polistrumentista di formazione jazz non ha mai disdegnato alcun genere musicale, spaziando dal beat alla musica lirica, lasciando la sua impronta in tutto il mondo grazie ad alcune delle sue canzoni più famose tradotte in diverse lingue. Numerose le collaborazioni con altri nomi importantissimi come Conte, Venditti, De Gregori e tanti altri. Indubbiamente uno dei migliori cantautori che l’Italia abbia mai avuto.

Briciole, sono solamente briciole. E perdonatemi se questo articolo non contiene una briciola di oggettività, ma mi ricordo della voce di Lucio che ho conosciuto da piccola, quando accompagnava le lunghe traversate familiari sulle autostrade sgangherate del sud. Le sue storie, quelle raccontate in canzoni che dovrebbero essere chiamate poesie. Il ballerino che balla tutta la notte e al mattino.

Balla il mistero di questo mondo che brucia in fretta
quello che ieri era vero, dammi retta, non sarà vero domani.

Anna e Marco, che vorrebbero andar via, la guerra di Henna.

Vedi io credo che l’amore, è l’amore che ci salverà

E Cara,  che non può che far sorridere.

Sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare

L’energia dei suoi brani che, per me, sono sempre stati intrisi di una sottile malinconia che oggi torna ancora, accompagnata dalla nostalgia del passato. E i suoi testi, pieni dell’amore tanto grande che mi sembra di volare che era rivolto alle persone quanto ai luoghi a lui cari, come Piazza Grande.

E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in Piazza Grande,
tra i gatti che non han padrone
come me attorno a me

 

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Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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