Zoolander: le scene migliori in attesa del sequel

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10 marzo 2015, settimana della moda parigina. Valentino presenta la sua nuova collezione, quando fanno irruzione sulla passerella Ben Stiller e Owen Wilson. Anzi no, non sono davvero loro: sono Derek e Hansel, gli pseudo-modelli di Zoolander, il film diretto nel 2001 proprio da Ben. Una pellicola, quella di cui stiamo parlando, indiscutibilmente demenziale, ma attenzione! La “demenzialità cinematografica” non sempre va a braccetto con irrilevanza o, peggio, scarsezza: Zoolander è una delle più esilaranti e iconiche commedie di questo genere degli anni zero, un prodotto vincente per incassi ed entusiasmo del pubblico. Sfido chiunque, dopo aver guardato (e amato) questo film, a non trovarsi almeno una volta a parlarne o a citarne le battute nell’indifferenza generale – o, perché no, ridendone con altri fan. Se siete già tra queste persone, allora avrete sicuramente appreso (o state apprendendo ora) con immensa gioia che il seguito Zoolander 2 arriverà nelle sale il 12 febbraio 2016, con scene girate nell’italica capitale, la nostra Roma. La data è stata annunciata proprio in occasione della sfilata di Valentino, a cui i due protagonisti hanno preso parte sfoggiando i loro migliori Magnum (o Blue Steel, chi può saperlo). Insomma, prima di poter gustare il nuovo – e si spera all’altezza del precedente – lavoro di Stiller, abbiamo poco meno di un anno di tempo, che è sicuramente sufficiente per rivedere o recuperare il suo predecessore.

La sfida con un giudice d’eccezione

Come già detto, la pellicola è indubbiamente un prodotto vincente, che ha generato grande curiosità alla sua uscita. Se solo nel trailer fanno la loro apparizioni almeno cinque importantissime guest star, i cammei all’interno dell’intera pellicola si moltiplicano fino a diventare diverse centinaia: alcuni brevissimi, altri memorabili. Ditemi, infatti, se non è un vero e proprio cult la scena in cui interviene nientepopodimeno che David Bowie. Il cantautore britannico è giudice di una sfilata clandestina, una sfida all’ultima mossa dal finale sconvolgente, tra Derek e Hansel. Da grande fan, ricordo perfettamente la mia espressione nel momento in cui, vedendo il film per la prima volta, il Duca Bianco fece la sua comparsa sullo schermo: fui colta da un raptus di follia. Se la presenza di Paris Hilton mi aveva stupita con pochi secondi e una sola battuta e quelle di Natalie Portman e Lanny Kravitz fatto sorridere ed esclamare un “Guarda un po’ chi c’è!”, Bowie mi ha letteralmente tolto il fiato e dalle mie labbra è sfuggito un soffocato “Non è possibile”. Quello di lasciarvi stupire dalla comparsa delle vostre celebrità preferite è sicuramente uno dei motivi per cui vale la pena vedere Zoolander.

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Bulimia e altri misteri

La commedia, ve lo ricordo, è indubbiamente demenziale, ma questo non significa che sia inconcludente. In una macedonia di stereotipi e stupidità disarmante (i due protagonisti hanno probabilmente un Q.I. inferiore a quello di Forrest Gump) trova spazio una critica ai meccanismi dello show business, allo sfruttamento minorile e all’influenza che hanno i canoni imposti dalla moda sui giovani, in cui generano profonde insicurezze e insalubri obiettivi estetici. Canoni rispetto ai quali Stiller e Wilson sono certamente lontani e che rendono ancora più comici i loro atteggiamenti. Insomma, questi sguardi di Zoolander – che potrebbero benissimo essere descritti al singolare – sono davvero così sensuali? Per niente, però sono estremamente divertenti, per la scarsa avvenenza e la loro innegabile somiglianza. Chi invece è stata fortemente influenzata dagli ideali di magrezza che i media propinano è Matilda, altro importantissimo personaggio del film, che confessa ai due modelli di aver sofferto in giovane età di bulimia. Inutile dire che la reazione è quantomeno scoraggiante e annulla ogni speranza nei confronti dell’intelligenza dei due protagonisti. Indimenticabile la smorfia di Hansel in questa scena, esageratamente sgomenta.

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Essere belli belli in modo assurdo non è tutto

Le espressioni coniate dalla pellicola sono infinite e tutte esilaranti. Rimane indimenticato il «Belli belli in modo assurdo», come l’asserzione «Siamo figosi, mica immortali» o anche il letale Orange moka frappuccino. È proprio dopo averlo bevuto ed essersi fermati a una stazione di servizio che tre modelli coinquilini e fratelli-amici-fratelli di Derek troveranno la morte facendo battaglia con la benzina. Perché, insomma, fare il pieno come se si stesse girando un spot anni Novanta, con musica tanto allegra da essere irritante in sottofondo e atteggiamenti innaturali che sembrano dire “Wow, faccio benzina, la vita è meravigliosa!”, non esonera nemmeno il più bello dei modelli da quel fattore di infiammabilità generalmente noto. Molte delle battute sono continuamente ripetute, diventando veri e propri tormentoni. Un esempio è sicuramente quello del personaggio di Will Ferrell, che interpreta Mugatu, inventore della cravatta a tastiera. A ogni apparizione di Hansel lo stilista ripete «Va un casino quest’anno», anche nelle situazioni indiscutibilmente meno adatte. D’altra parte, chi non si preoccuperebbe della popolarità del proprio rivale nel bel mezzo di un sabotaggio al piano che con tanta cura si è elaborato?

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Le dimensioni che contano

Mugatu, dall’altro della sua malvagità, approfitta proprio di Derek e della sua stupidità per portare a compimento le sue malvagie intenzioni. Per convincerlo ad accettare il colloquio con lui, lo stilista gli mostra il progetto del Centro Derek Zoolander per ragazzi che non sanno leggere bene – e che vogliono imparare anche altre cose buone. La miniatura, però, è davvero troppo piccola secondo il modello, che lo definisce «un centro per formiche». Un’osservazione colta dall’accondiscendenza di Mugatu, lui stesso non particolarmente brillante, ma comunque terribilmente sorpreso dall’incredibile deficienza di Derek, convinto che quello fosse il vero Centro. Essere tollerante è infatti necessario per convincere la bella celebrità a sottoporsi al lavaggio del cervello finalizzato alla realizzazione della crudele missione dello stilista, accompagnato dall’esasperante Relax don’t do it dei Frankie Goes to Hollywood e un video che, per quanto disturbante, risulta comunque più piacevole del brano. Riuscirà la mente del protagonista a essere plagiata? E il Centro Zoolander vedrà mai la luce? Lo scoprirete nelle ultime – fantastiche – scene del film.

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Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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