A Panda piace rispondere alle nostre domande!

1
A Panda piace

Foto © Comicon edizioni / Simone Florena

Lo riconoscete, dietro ai suoi occhiali da sole in questa foto in bianco e nero? Lui è Giacomo Bevilacqua e noi abbiamo avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con lui e con il suo amico Panda, compagno di mille avventure. Creatore di A Panda piace, Giacomo trasporta la sua vita all’interno dei suoi fumetti, riuscendo a far rivivere episodi realmente accaduti nel mondo fantastico che ha creato lui stesso e che accompagna migliaia di lettori ogni giorno. Attualmente impegnato in vari progetti, ha avuto il tempo di rispondere ad alcune nostre domande e siamo felicissimi di condividerle con voi!

Partiamo da una domanda molto semplice. Perché proprio un panda? Quali sono le caratteristiche che ti hanno spinto a sceglierlo come protagonista delle tue tavole?

Be’, perché è bianco e nero, come ogni fumetto che si rispetti, inoltre quando ho iniziato a raccontare le sue avventure nelle strisce di www.apandapiace.com era piccolo e goffo e nemmeno parlava. Quello che ho fatto io è stato pulirlo dalle linee in eccesso, dargli una forma, caratterizzarlo e lui mi ha seguito ogni giorno. Si può dire che non sono stato io a scegliere lui, è stato lui a scegliere me.

Panda è indubbiamente cresciuto dal 2008 fino ad oggi. Come si è trasformato durante la sua evoluzione? Ti aspettavi che potesse avere così tanto successo?

Non me l’aspettavo, no. Tutto è nato per caso, quasi per gioco, le prime vignette che facevo, prima di creare il  blog, le facevo per amici e conoscenti, le mandavo a loro via e-mail per rallegrare le loro giornate. Il blog, i libri, i cartoni animati su La7, gli articoli su Wired… è venuto tutto dopo, sono stati tutti elementi essenziali che hanno contribuito alla sua crescita, questo è poco ma sicuro. Tutti i lettori della prima ora di Panda hanno assistito ad una vera e propria evoluzione del personaggio, che è cresciuto con me e, di conseguenza, con loro.

Dal web all’editoria, fino all’approdo a Panini Comics. Quali credi siano i vantaggi e gli svantaggi di trovarsi nelle edicole oltre che su Internet?

Su Internet Panda ci è nato e continua ogni settimana a vivere le sue avventure su www.apandapiace.com. L’edicola mi è servita, come già detto, per raccontare una storia dal più ampio respiro, per riuscire a prendermi più tempo e più spazio per poter parlare di qualcosa di mio, qualcosa di personale, che riuscisse a toccare davvero il cuore dei lettori e, da quello che mi dicono, sembra che io ci sia riuscito. Non che Internet non me lo permetta, certo, è solo che con Internet si cerca l’immediatezza. Ciò che cerco di mettere invece in un fumetto cartaceo, da edicola o da libreria, vuole essere qualcosa di meno immediato, di più riflessivo, qualcosa che puoi riprendere dallo scaffale dopo un mese, un anno o dieci, toglierci la polvere da sopra e rileggerlo, trovandoci magari delle cose che a una prima lettura non avevi notato.

A Panda piaceNel corso del tempo le collaborazioni sono state numerose. Parlaci di quella con Zerocalcare.

Be’, io e Michele Rech ci siamo conosciuti qualche anno fa a una mostra alle Scuderie del Quirinale. Da lì io abbiamo iniziato ad andare alle anteprime dei film insieme, anche con Roberto Recchioni. Da quelle anteprime sono nate, quando tutti e tre avevamo tempo, dei piccoli fumetti online che riassumevano le nostre impressioni sul film. Ne è nata quindi un’amicizia. Ha partecipato anche al mio libro A Panda piace fare i fumetti degli altri, con una storia che racconta cosa sarebbe successo se al posto dell’armadillo gli fosse capitato un panda come animale guida. Ora sto lavorando a una graphic novel che uscirà per Bao, che è il suo editore, e sono molto contento perché finalmente riusciremo a farci qualche fiera fianco a fianco, ma mica per altro. Allo scorso Lucca Comics mi ha rubato una matita e non avrò pace finché non la riavrò indietro.

A Sio piace Panda, ma a Panda piace Sio?

A Panda piace Sio da un sacco di tempo. Anzi, a Panda piace così tanto Sio che l’ho voluto a tutti i costi sui volumi di A Panda piace l’avventura edito da Panini. Sio ha ricambiato facendomi scrivere la prefazione del suo ultimo libro per Shockdom, prefazione in cui gli do dello scemo. E chi mi conosce sa che “scemo” per me è un grande complimento. Amo Sio, ma non lo porterò mai più a cena fuori. L’ultima volta che l’ho fatto si stava per mangiare pure il cameriere.

Panda ci ha detto che è in produzione una graphic novel! Puoi darci qualche anticipazione?

Non ve l’ha detto Panda, ve l’ho detto anche io prima! Sì, sarà una graphic novel ambientata a New York, città in cui ho vissuto e che amo. Parlerà di un ragazzo che decide di lanciare una sfida alla città: quella di passare tre mesi a Manhattan, il centro pulsante di New York, senza parlare con nessun altro essere umano. Queste è la premessa. La graphic novel sarà edita da Bao Publishing.

A volte ti ritrai insieme a Panda. Come ci si sente a entrare e a far parte dei propri fumetti? Si potrebbe dire che i personaggi entrano a far parte delle vite di chi li crea?

In realtà accade molto spesso che io usi Panda per raccontare cose che mi accadono realmente, i nostri mondi si mescolano di continuo. In A Panda Piace l’avventura ho usato Panda e il suo mondo fantastico per raccontare un episodio a me molto a cuore: la morte di mio nonno. Trasmettere i propri sentimenti e le proprie emozioni al proprio personaggio è qualcosa di fondamentale se stai cercando di comunicare qualcosa di forte al lettore. Il personaggio non è più solo un mezzo, il personaggio sono io che narro e sei tu che leggi. I personaggi dei fumetti sono veicoli di emozioni molto forti, se li sai prendere.

Presenti proprio al Comicon Roma città morta, scritto da Luca Marengo e scritto-illustrato da te. Parlaci di questo lavoro.

Roma città morta è un diario a tutti gli effetti, scritto a quattro mani da me e Luca Marengo. È un diario che parla dell’apocalisse zombie a Roma e di come la città ha resistito. Parla della situazione socio-politica all’interno delle mura, della nostra visione di essa. È un libro horror, ma che è stato scritto con l’intenzione di far riflettere il più possibile. Lo presentiamo al Napoli Comicon, dove siamo presenti sia io che Luca Marengo, durante tutti i giorni di fiera, per firmare le copie allo stand Multiplayer.it Edizioni.

About author

Redazione

Redazione

Attualità, cultura e confronto. Parte del discorso vuole rappresentare ogni lettore e renderlo partecipe al dibattito.

1 comment

Post a new comment

Potrebbero interessarti

Fair Play, di Tove Jansson, pubblicato da Iperborea

Il gioco leale di Tove Jansson: Fair Play

[caption id="attachment_10104" align="alignnone" width="1456"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi