[eravamo] Sunday Drivers, il nuovo album con dieci inediti

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eravamo Sunday Drivers

In foto, gli [eravamo] Sunday Drivers

Gli [eravamo] Sunday Drivers – inizialmente Sunday Drivers – nascono a Trento a maggio 2008. Alla band, inizialmente composta da Federico Bortoli (voce e tromba), Alessandro Vaccari (chitarra e seconda voce), Andrea La Ganga (basso) e Fabrizio Lettieri (batteria), si uniscono in un secondo tempo Giacomo Coser (trombone) e Federico Reich (tromba). Agli inizi la band segue uno stile punk rock con influenze di gruppi come Rancid e NOFX, poi sceglie di sperimentare e buttarsi sui ritmi in levare dello ska e di scrivere i primi pezzi inediti. Negli anni il gruppo partecipa a numerose manifestazioni, tra le quali è bene citare: Martignano all Ska (2010) dove suona con Chupones e Redska; PalaLevico (2011) prima de I Ministri; PalaTrento (2012) prima dei 99 Posse in occasione della finale del concorso Upload; Sot Ala Zopa (2012) a cui partecipano anche Teatro degli Orrori, Marta sui Tubi, Anansi e Rebel Rootz; MEI di Faenza (2012). Dopo più di quaranta concerti nel 2012, l’anno successivo la band si chiude in studio per registrare il primo album Buongiorno Mondo (giugno 2013), presso lo studio Discograficamente di Luca Valentini. Nello stesso anno esce il primo video del gruppo: Skaramanzia. Nel 2015 è prevista l’uscita del secondo album della band.

Cominciamo con una domanda molto semplice. Da dove nasce il nome “Sunday Drivers”?

Il nome Sunday Drivers è nato per caso, il giorno prima dell’assemblea spettacolo del liceo Prati, dove il gruppo doveva debuttare. Essendo sempre stati indecisi sul nome e non sapendo come compilare il modulo d’iscrizione all’assemblea, abbiamo deciso di chiudere ogni dibattito affidandoci al destino. Così Andrea ha sfogliato il proprio dizionario inglese-italiano e scelto la prima parola capitatagli sotto gli occhi: SUNDAY DRIVERS.

Come mai avete deciso di aggiungere [eravamo]?

Abbiamo aggiunto l’[eravamo] in seguito all’entrata di Giagi e FedeR (trombone e tromba) e dopo la decisione di indirizzarci verso uno stile musicale più definito, scegliendo, ad esempio, di scrivere tutti i testi in italiano. Diciamo che l'[eravamo] è servito per dare nuova vita al gruppo ed è stato il punto di partenza del nostro percorso musicale in sei.

Qual è stato il motivo che vi ha spinti a buttarvi sui ritmi in levare dello ska?

Il caso! Nessuno di noi è un appassionato di ska (forse Andrea). Inizialmente il nostro progetto aveva una forte matrice punk-rock. Ma il fatto che FedeB suonasse anche la tromba ci ha condotto in maniera naturale verso un genere più morbido e melodico. Ma non amiamo definirci un gruppo ska, è molto limitante. Abbiamo adottato il ritmo in levare ma ci piace farci influenzare da ogni genere e stile per allontanarci il più possibile dallo ska tradizionale.

[eravamo] Sunday DriversChi tra voi scrive gli inediti? Lavoro di squadra o lavoro di un singolo?

Il nostro stile compositivo assomiglia a un imbuto rovesciato. Le idee nascono solitamente da Fabri o da FedeB. Vengono proposte al resto del gruppo e un po’ alla volta si contribuisce tutti assieme alla struttura e alla forma del brano. Siamo in sei, ognuno la pensa diversamente, quindi non è facile. La parte difficile consiste nel trovare un compromesso che piaccia a tutti; una volta scoperta la formula giusta si lavora molto bene.

Negli anni avete partecipato a moltissime manifestazioni e avete avuto modo di avvicinare grandi nomi come Anansi, Marta sui Tubi, 99 Posse… Chi vi ha fatto più piacere conoscere?

Abbiamo un piacevolissimo ricordo dei Marta Sui Tubi al Sot Ala Zopa di qualche anno fa! Musicisti spaziali, alla mano e molto disponibili. Altri gruppi che ci ha fatto piacere conoscere sono sicuramente i Redska, i Chupones e gli Espana Circo Este (tutti artisti relativamente “piccoli” e/o emergenti). Purtroppo con gli artisti molto affermati è difficile farci due parole che non siano i classici discorsi di circostanza che durano meno di un minuto. Ma forse è meglio così. La musica è piena di zone d’ombra che sarebbe meglio non illuminare. Ci è capitato spesso di rimangiarci fiducia e stima riposte in artisti a quali evidentemente non interessa una piena coerenza tra forma e contenuto.

Quali sono gli artisti che vorreste affiancare in futuro?

Domanda molto difficile! È come chiedere “Qual è il vostro pezzo preferito?”. Siamo in tanti, ognuno ascolta un genere musicale differente ed è impossibile per noi elencare una serie di artisti. Per non fare un torto a nessuno diciamo “tutti” così siamo a posto.

Il vostro primo album, Buongiorno Mondo, è uscito a giugno 2013. Com’è stato incidere il vostro primo disco dopo un 2012 ricco di concerti e tappe?

È stato molto interessante! Buongiorno Mondo è stato il nostro primo lavoro in studio con la formazione completa; fino a quel momento avevamo registrato solo due EP. Per la prima volta ci siamo resi conto di quanto fosse differente suonare live e registrare in studio. Live è tutto più semplice: una volta decisa la scaletta non si fa altro che riprovarla fino al vomito in sala prove e riproporla davanti a un pubblico con tutti gli accorgimenti necessari, ovviamente. Suonare dal vivo non è un gioco. Ci vuole attenzione, cura del suono e della forma, ma c’è un minimo margine di errore che può essere considerato “colore”. In studio non funziona così. Bisogna essere molto più precisi e ciò che nel live viene considerato caratteristico (una nota imperfetta, un colpo un po’ sbilenco), in studio è un vero e proprio errore che compromette la take.

[eravamo] Sunday DriversQuest’anno uscirà il vostro nuovo album. Potete anticiparci qualcosa? O è ancora tutto segreto?

Dentro Casa uscirà a maggio ed è molto diverso da Buongiorno Mondo. Abbiamo introdotto il sintetizzatore e ci siamo lasciati influenzare da tanti generi diversi: funky, reggae, pop e in alcuni brani anche dal metal. È stato composto in quasi due anni e quando trascorri tanto tempo a contatto con i brani è inevitabile continuare a modificarli in base a ciò che passa nelle tue orecchie nei diversi mesi. Comunque sia, siamo molto soddisfatti del nuovo album. Il lavoro in studio è stato complesso, molto diverso da quello svolto per il precedente disco, ma Cristian Postall ed Elisa Pisetta (Dingo Studio) hanno saputo prenderci nel modo giusto e ottimizzare tempi e risultati. L’album conterrà dieci brani inediti, una collaborazione con Marco Palombi degli Humus e tanta energia.

Un’ultima domanda: qual è il vostro motto, sempre che ne abbiate uno?

Il nostro è un gruppo molto goliardico, in cui di fatto ogni screzio, seppur nasca serio, finisce sempre per tramutarsi in uno scherzo. Proprio da un episodio del genere è nato quello che ora possiamo definire il motto del gruppo: ESIGO RISPETTO. Questa frase è stata pronunciata da FedeR durante una lite con Fabri. In particolare, un pomeriggio in cui avremmo dovuto trovarci per le prove, FedeR si era rifiutato categoricamente di partecipare dicendo che, per motivi di studio, non avrebbe trovato il tempo di venire. Essendo FedeR notoriamente molto permaloso, le critiche rivoltegli da Fabri lo avevano irritato al punto che, nonostante gli “improrogabili” impegni di studio, aveva trovato effettivamente il tempo di venire, non per suonare ma per far valere le proprie ragioni. Così, d’un tratto, mentre noi cinque eravamo nel pieno delle prove, FedeR, sprovvisto di tromba, è piombato nella sala urlando furioso: «ESIGO RISPETTO!».

Avete qualcos’altro da dirci prima di chiudere l’intervista?

Vogliamo concludere invitando tutti a partecipare alla Festa dell’Asparago a Zambana, venerdì 1 maggio, release event di Dentro Casa. Quel giorno non sarà disponibile solo il nostro nuovo album, ma vi saranno anche numerosi gadget, fra cui t-shirt, spille, adesivi, shopper e una sorpresa in edizione limitata. Il 2 maggio suoneremo ad Aldeno, in occasione della festa De Volt En Cort, assieme a Curly Frog & the Blues Bringers ed il 9 maggio saremo al Pineapple Lounge Cafè di Cusiano di Ossana per l’opening party (altre date sono indicate nella nostra pagina Facebook. Infine, ringraziando tutto lo staff di Parte del discorso, e in particolare Antonella Beozzo per averci contattato, vi lasciamo un’anteprima di tutte le dieci tracce di Dentro Casa.

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