Il mondo incantato di Katerina Plotnikova

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Se propriamente utilizzata, la fotografia può diventare qualcosa di magico. Cosa c’è di più affascinante della possibilità di immortalare un preciso istante e avere la possibilità di conservarlo in eterno? Coloro che fanno di ciò una professione, hanno anche gli strumenti e l’inventiva necessaria per creare scenari particolari, raccontare storie, ideare uno stile proprio. Magari uno stile a metà tra il fiabesco e il selvaggio. È proprio quello che la fotografa russa Katerina Plotnikova, nata nel 1987 in una piccola città vicino Mosca, sembra aver voluto fare: le sue fotografie sono infatti indiscutibilmente uniche nel loro genere.

Lo scenario è solitamente caratterizzato da un paesaggio selvaggio immerso nella nebbia o debolmente illuminato da qualche raggio di sole isolato. Le sue modelle sembrano quasi eteree, con lunghi capelli mossi dal vento e vestiti praticamente d’altri tempi. Elemento di grande originalità e importanza sono loro, gli animali: questi sembrano appartenere a un qualche imprecisato film della Disney. Apparentemente placidi, straordinariamente collaborativi, oserei dire anche aggraziati. Ovviamente degli addestratori professionisti sono sempre presenti durante gli scatti, ma la cosa non è neanche lontanamente percepibile. Nelle foto tutto è così perfettamente armonizzato che è davvero difficile ricordarsi che in realtà gli orsi non fanno il baciamano, i cervi non abbracciano e le volpi non ci dormono tranquillamente accanto.

Nella sua pagina Facebook, si legge “Another tale about wonderland”, un’altra fiaba sul paese delle meraviglie. Neanche volendo  riuscirei a trovare parole più adatte per descrivere i suoi capolavori. I fotografi di cui più ammira i lavori sono Tim Walker, Annie Leibowitz e Adam Smith. In un’intervista, la fotografa svela che la passione che l’ha accompagnata per tutta la vita è in realtà la pittura, tutt’oggi ancora rilevante nella sua vita. Rivela anche che la bellezza del suo lavoro sta nella capacità di poter trovare ispirazione nei luoghi e nelle cose più impensabili: mercatini, negozi di seconda mano, bidoni della spazzatura, ma più di ogni altra cosa è la natura ad ispirarla.

La fotografia è diventata parte di me. Potrei stare a pensare per tutto il tempo a come mettere in atto un nuovo progetto. Dove potrei trovare un cerbiatto? Come posso fare ad arrivare ad una sedia su un albero? Come faccio ad appendere un’altalena al cielo?

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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