Jüdisches Museum, un motivo in più per tornare a Berlino

0

Jewish Museum (Jüdisches Museum) Berlin, Germany

Cinque giorni a Berlino mi hanno concesso la possibilità di visitare una delle più importanti capitali europee. Una città piuttosto grigia, moderna, a tratti geometrica. Un clima stranissimo che alternava neve e sole e i mezzi pubblici più precisi che abbia mai visto. Berlino è fredda, grande, efficiente e a tratti dispersiva. La porta di Brandeburgo, il favoloso muro di Berlino, pezzo di storia e d’arte, l’emozione nel visitare la stazione dello zoo e nell’incontrare l’arte di Obey tra le strade.

Ciò che mi ha colpita di più, tuttavia, è stato il museo ebraico di Berlino. Non me la sento di definirlo semplicemente museo perché il Jüdisches Museum è indubbiamente un’opera di arte moderna. Raccoglie due millenni della storia degli ebrei in Germania ed è diviso in varie sezioni. Precedentemente esisteva già un museo di storia ebraica in Oranienburger Straße che fu tuttavia chiuso nel 1938, durante il regime nazista. Negli anni settanta fu accolta l’idea della riapertura di un museo che fu inaugurato nel 2001. L’architetto-artista è Daniel Libeskind, indiscusso genio che ha saputo giocare con gli spazi riuscendo a conferire all’edificio una struttura altamente simbolica e soggetta a interpretazioni personali.

Il nuovo design, che fu creato un anno prima che il muro di Berlino fosse abbattuto, era basato su una concezione fondata su tre direzioni che formano il concetto base del museo: per prima cosa, l’impossibilità di capire la storia di Berlino senza comprendere l’enorme contributo culturale, economico e intellettuale dei cittadini ebrei di Berlino. Secondo, la necessità di integrare fisicamente e spiritualmente il significato dell’olocausto all’interno della coscienza e della memoria della città di Berlino. Terzo, che la possibilità di un futuro per la storia di Berlino e dell’Europa è possibile solo attraverso l’acquisizione di conoscenza e consapevolezza di questa cancellatura e questo vuoto della vita ebrea a Berlino. Una fila di “Voids”, spazi vuoti alti circa 20 metri, fette che si trovano linearmente all’interno dell’intero edificio. Questi vuoti rappresentano ciò che “non potrà mai essere esposto quando si tratta della storia ebrea a Berlino: l’Umanità ridotta in cenere”

Jüdisches MuseumL’edificio ricorda una stella di David decomposta ed ha una forma a zig zag, motivo per il quale è spesso denominato blitz, che in tedesco significa fulmine. Una scala e un sentiero sotterraneo lo collegano al Berlin Museum e questo simboleggia l’unità tra gli ebrei e tra i tedeschi. Entrando si può accedere a diverse sezioni in cui sono raccolte testimonianze, oggetti appartenuti a deportati ed è decisamente affascinante venire a contatto con la storia di ognuno di essi. Fotografie, lettere, candelabri, posate, servizi da tè e vite strappate. Sui muri si leggono i nomi di diverse città e le principali peculiarità del museo sono tre. La prima è il giardino dell’esilio che si trova all’esterno ed è immediatamente visibile ancor prima di entrare nel museo. Quarantanove colonne di cemento alte sei metri sono posizionate in maniera ordinata e sulla loro superficie nascono piante di olivagno. Oltre a simboleggiare pace e ritorno in patria, il significato principale di questo giardino è la ragione che si trova nel vivere in una patria diversa dalla nostra, comparata alla capacità delle piante di trovare radici anche nel cemento.

La seconda importantissima sezione è la Torre dell’Olocausto, una stanza fredda e scusa, dove il soffitto si trova molto in alto ed è chiuso, in maniera che la luce non possa filtrare se non di giorno, attraverso una minuscola fessura. Si accede alla stanza dopo aver aperto una porta piuttosto pesante e appena entrati ci si comincia a domandare il significato di quello spazio. Alcuni fori nella parete fanno entrare l’aria, ci si sente spaesati a causa dei rumori ovattati provenienti dall’esterno e si ricrea la sensazione provata dagli ebrei che, una volta nei campi di concentramento, non riuscivano né a sapere dove fossero né ad avere notizie dall’esterno. È altamente simbolica anche la scaletta di metallo collocata a due metri e mezzo dal pavimento e che serve per la manutenzione e che rappresenta l’impossibilità di salvezza.

Jüdisches MuseumLa terza sezione è indubbiamente quella che mi ha colpita maggiormente. Shalechet – Foglie cadute. Originariamente era uno dei numerosi spazi vuoti creati da Libeskind e che simboleggiano la distanza degli ebrei dalla società tedesca. Questo, tuttavia, è l’unico spazio vuoto che è stato riempito da Menashe Kadishman che ha creato 10000 volti in acciaio punzonato di tutte le dimensioni. Questi volti sofferenti sembrano gridare aiuto e rappresentano le vittime di ogni guerra e violenza. Al visitatore è richiesto camminare al di sopra di queste lastre di metallo che ricreano un suono che facilmente ricorda quello delle catene sulla terra. Il percorso è abbastanza lungo e termina in uno spazio in penombra, dove si crea un angolo di buio pesto che aumenta l’angoscia già precedentemente avvertita durante il cammino. Per il senso di mancanza di equilibrio dovuto all’instabilità delle facce d’acciaio poste una sopra all’altra, il visitatore è praticamente costretto a guardare verso il basso, ritrovandosi ad osservare migliaia di facce sofferenti e riuscendo quasi a sentire il loro urlo. Un’esperienza che mette i brividi.

Il museo ebraico è un pezzo di storia e, senza dubbio, il cuore della memoria che ogni cittadino del mondo dovrebbe avere nei riguardi di ciò che la storia ha provocato.

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

No comments

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi