L’ultimo lupo, rivelazione e riflessione

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Chen Zhen, un giovane studente di Pechino, viene inviato nelle zone interne della Mongolia per insegnare a una tribù nomade di pastori. A contatto con una realtà diversa dalla sua, Chen scopre di esser lui quello che ha molto da imparare: sulla comunità, sulla libertà, ma, specialmente, sul lupo, la creatura più riverita delle steppe. Sedotto dal legame che i pastori hanno con il lupo e affascinato dall’astuzia e dalla forza dell’animale, Chen un giorno trova un cucciolo e decide di addomesticarlo. Il forte rapporto che si crea tra i due sarà minacciato dalla decisione di un ufficiale del governo di eliminare a qualunque costo tutti i lupi della regione.

L’ultimo lupo, uscito nelle sale il 26 marzo 2015 per la regia di Jean-Jacques Annaud, racconta uno spaccato di storia cinese poco conosciuto: negli anni della grande rivoluzione culturale cinese, moltissimi studenti della Capitale partirono alla volta della steppa per alfabetizzare ed educare i figli dei nomadi e dei pastori. Il protagonista, Chen Zhen, è proprio uno di questi studenti che parte da Pechino con un bagaglio di libri e idee, ma ben presto si rende conto di quanto la vita possa insegnare molto di più dei suoi libri.

Nella steppa Chen Zhen impara il rispetto per sé, per gli altri e per la Natura. Impara a conoscere e rispettare e, poco alla volta, accantona i suoi ideali per dedicarsi ad una vita più vera, basata sul rispetto e l’adorazione della Natura. Chen Zhen scopre sulla sua pelle cosa è bene e cosa è male per la steppa: è bene rispettare l’equilibrio naturale e tutte le creature che la abitano; è male sconvolgere rituali che si svolgono allo stesso modo dai tempi della Creazione. Chen Zhen si appassiona fin da subito ai lupi. Il lupo è la creatura più importante e rispettata della steppa. Il lupo è nemico e compagno dei nomadi: è nemico perché può attaccare le greggi o gli accampamenti; è compagno perché nei suoi rituali di caccia procura cibo anche per gli uomini della steppa.

L'ultimo lupoIl vecchio capo brigata insegna a Chen Zhen a rispettare il lupo, gliene insegna i rituali e le tattiche. Il lupo non lascia nulla al caso, tutto è studiato e calcolato, sia in fase di attacco che in fase di studio. Il lupo è sempre stato un formidabile esempio di tattica per tutti i grandi condottieri mongoli, Gengis Khan compreso, e questo affascina ancora di più il giovane Chen che decide, quindi, di studiare da vicino il lupo. Vuole conoscerne le tattiche, i comportamenti e le caratteristiche. Riesce a salvare un cucciolotto dallo sterminio ordinato dalle alte cariche del Governo e lo cresce con devozione e pazienza.

Ben presto Chen scopre che non si può addomesticare ciò che è selvatico, che la Natura chiama a sé le proprie creature e che il richiamo della steppa è troppo forte. Il suo cucciolotto non è animale da compagnia, ma è l’ultimo lupo rimasto nella steppa e il suo destino è di essere libero.

Questo film è stato una rivelazione. Tra continue vedute di un paesaggio quasi incontaminato, arriva a noi spettatori una storia drammatica e allo stesso tempo avventurosa che ci catapulta in una dimensione quasi surreale. I temi principali sono tre: il ritorno alla vita semplice e non contaminata dal progresso, il rapporto uomo-Natura e lo sfruttamento di terre e risorse da parte delle popolazioni civilizzate. Tratto dal romanzo Il totem del lupo di Jiang Rong, secondo libro più letto in Cina dopo il Libretto rosso di Mao, il film regala allo spettatore moltissimi spunti di riflessione. Questo film apre la mente e il cuore dello spettatore che esce dalla sala cinematografica con una visione diversa della Natura e del rapporto uomo-Natura. Non siamo noi a far vivere la Natura, ma la Natura a far vivere noi. E per questo dobbiamo rispettarla e averne cura. Non possiamo soltanto sfruttarla, dobbiamo anche preoccuparci di non distruggerla. E questo messaggio arriva forte e chiaro agli occhi e alle orecchie di chi guarda questo film.

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Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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