Mirka Andolfo, l’umorismo nel limbo dei fumettisti

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mirka andolfo

Foto © Comicon edizioni / Simone Florena

Abbiamo tutti almeno una volta sentito dire che “gli opposti si attraggono”. Questo concetto sembra non essere abbastanza solido da poterne fare le fondamenta per un’idea di successo, ma Mirka Andolfo, napoletana classe 1989, l’ha portato agli estremi dando vita a una trilogia dal titolo Sacro/Profano che non può non far ridere: Angelina e Damiano, un angelo e un diavolo, alle prese con una turbolenta relazione tra le resistenze di lei e le focose voglie di lui. Riuscirà la coppia a restare in piedi affrontando le evidenti differenze? Potrete scoprirlo solo leggendo le loro storie, edite da Dentiblù. Per conoscere Mirka – colorista per Topolino e tra gli autori del Dylan Dog Color Fest n. 14 – vi basta la nostra intervista!

L’idea alla base di Sacro/Profano è piuttosto comune, una commedia basata su equivoci e doppi sensi. Cos’è però a renderla unica?

Penso i personaggi, la loro simpatia e il fatto che molti lettori si immedesimano in loro, perché, al di là di essere dei diavoli e degli angeli, sono comunque delle persone comuni come noi. Un sacco di coppie, soprattutto, legge Sacro/Profano e credo sia questo che lo rende particolarmente apprezzato dai lettori.

Infatti si nota che quello dell’angelo e del diavolo è un pretesto per raccontare l’incompatibilità, ma non hanno nulla di trascendente.

No, infatti, non hanno niente di soprannaturale in realtà! È che loro vivono proprio in un mondo parallelo al nostro, nemmeno si rendono conto di essere speciali.

Non hai avuto paura che il fumetto potesse essere etichettato come “volgare”?

Guarda, se mi dovessi preoccupare di quello che pensano gli altri non dovrei fare più niente. In più un sacco di lettori mi hanno detto di apprezzare Sacro/Profano perché comunque c’è sempre un limite, non si va mai troppo oltre. È comunque anche una storia d’amore e piace a un sacco di ragazze! Quindi no, non ne sono assolutamente preoccupata.

Sei anche colorista per Topolino. Il passaggio da un fumetto all’altro è quasi traumatico.

Alle volte non è poi così traumatico, però bisogna farci l’abitudine! Anche perché il modo in cui coloro in Topolino è abbastanza simile a quello che uso per Sacro/Profano: la tecnica non è troppo diversa e quindi il passaggio non è troppo traumatico.

Mirka AndolfoLavorare alla colorazione di un fumetto non tuo può essere più limitante?

Dipende. Dipende da quanti paletti mi dà l’editore, l’autore… Non è detto che debba esserlo.

I personaggi di Sacro/Profano hanno caratteristiche fisiche peculiari: la prorompente sensualità di Angelina, il naso non proprio modesto dello smilzo Damiano. Sono caricature di modelli reali?

In realtà no, sono personaggi totalmente inventati, non sono ispirati a nessuno in particolare. Sicuramente esistono persone così, però quando li ho disegnati non è stato per rifare qualcuno che esisteva nella realtà.

Sappiamo che ti è già capitato, nelle numerose fiere del fumetto, di imbatterti in cosplayer di Angelina. Che effetto fa vedere qualcuno vestire i panni del personaggio da te creato?

È molto bello e mi fa sempre un sacco piacere. Infatti anche qui al Comicon ci saranno due ragazzi che devono aiutarmi con un evento il 1 maggio alle 13:00 con Don Alemanno. Praticamente si celebrerà il matrimonio di Sacro/Profano, con l’autore di Jenus a fare da prete!

Quello dei cosplayer non è stato il solo tributo ricevuto, numerosi fumettisti (Emanuele Tenderini e Linda Cavallini, Felinia e Ribosio…) hanno disegnato degli omaggi. Quanto il sostegno dei colleghi è stato importante?

È molto importante e soprattutto mi fa davvero molto piacere avere questo sostegno, perché se non ci aiutiamo tra di noi è la fine! Quindi ho apprezzato davvero molto.

Il paradiso e l’inferno, angeli e demoni. Mirka Andolfo a quale schieramento si sente più vicina?

Diciamo che sono una via di mezzo, nel purgatorio!

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