Parità non significa uguaglianza

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uguaglianza

Parità non significa uguaglianza. È un’affermazione che, in un primo momento, può far rimanere perplessi. Quindi cosa significa davvero? Quando pensiamo alle parole uguaglianza e parità, ci viene subito da pensare che entrambe significhino stessi diritti, stessi doveri, tutti temi affrontati nel corso degli anni e presenti ancora oggi come argomento di discussione e conflitto. In realtà, si dovrebbe prestare più attenzione alle differenze tra queste parole tanto simili.

Quando si parla di parità si dovrebbe far riferimento al fatto di avere gli stessi diritti, le stesse opportunità, essere riconosciuti come individui di pari importanza, giudicati allo stesso modo indipendentemente da sesso, etnia, religione e orientamento sessuale. A scaturire malintesi è spesso il concetto di uguaglianza, perché si finisce per andare contro gli stessi ideali di libertà creativa, personale, contro al nostro stesso essere; parità non significa essere uguali, ma rispettare gli altri e le differenti opinioni, il modo di vestire, essere, ma anche usanze, credenze, senza forzare gli altri a credere nei propri ideali vivendo la propria libertà nel rispetto degli altri, uguali nei diritti politici, sociali ed economici ma allo stesso tempo liberi di credere in cose diverse, essere diversi.

Potrebbe sembrare un’utopia, in realtà c’è una linea sottile tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Viviamo in un mondo dove ci dicono come dobbiamo comportarci, cosa dobbiamo fare e cosa non fare, tutto questo per una buona convivenza civile, che è nel nostro sistema giuridico un modo per vivere in armonia punendo i trasgressori, limitare e controllare evitando il caos. Ciò che ci insegnano i nostri genitori, la società, la Chiesa, la cultura: spostandosi in un altro Paese, anche non troppo lontano dal nostro, le cose cambiano – la lingua, le usanze, le leggi, la religione – e per vivere bene in pace con gli altri Paesi, e non più solo con il vicino di casa, bisogna quindi accettare gli altri e rispettarli.

Dovremmo imparare molto di più dalle nostre differenze che dalle cose che ci accomunano. Uscire dal nido. Esplorare mondi nuovi. Avere un rapporto empirico con il mondo. Con la vita. Con noi e gli altri.

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