Pink Floyd Legend in tour con Durga McBroom

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Pink Floyd Legend

Foto © Dario Nardacci

Quando si parla di tribute band la prima immagine che salta alla mente è quella di un gruppo di ragazzini liceali, musicisti un po’ sfigatelli e senza futuro non abbastanza creativi né preparati per cimentarsi nella produzione di inediti. Mettiamo che invece questi ragazzi siano bravi davvero e che la loro più grande ispirazione siano i Pink Floyd: quattro adolescenti che entrano tutti i giorni in classe con una t-shirt nera e la copertina di The Dark Side of the Moon stampata sul petto, sempre più concentrati sul tempo che sulla lezione e che ritmicamente battono il piede sul pavimento o che simulano batterie improvvisate con banco e matite, che tornano a casa e guardando i poster di Roger WatersDavid Gilmour pensano “Un giorno sarò esattamente come lui” e quell’obiettivo se lo impongono davvero, con pratica, fatica e tanta speranza. Sembrerà un delirio adolescenziale, eppure succede davvero che una tribute band riesca ad avere tanto successo (motivato da una gran dose di talento) da tenere in vita oltreoceano il mito di una delle band più rappresentative della musica internazionale, dagli anni Sessanta fino a oggi. È il caso dei Pink Floyd Legend, che il 27 settembre 2014 arrivano perfino all’Olimpico romano.

Quest’anno per la band si presenta un’occasione altrettanto speciale, quella di condividere il palco con la storica vocalist dei Pink Floyd, Durga McBroom, in un tour di tre date a tema The Dark Side of the Moon, che non impedisce comunque al gruppo di eseguire anche i brani più noti esclusi dalla tracklist dell’album già citato: Comfortably NumbAnother Brick in the WallWhish You Were Here e Shine on You Crazy Diamond su tutte. Non solo la riproposizione dei brani storici e la presenza di Durga, ma anche le scelte scenografiche e le proiezioni sono un grande tributo alla band inglese: il Pink Floyd pig, l’inquietante caricatura del potere sorretta come una marionetta – direttamente dal video di Another Brick in the Wall – e l’onnipresente schermo circolare, rivisitato un po’ nelle funzioni. Non vengono infatti semplicemente proiettati i video musicali dei brani eseguiti, ma in una breve pausa anche un documentario dedicato alla realizzazione di The Dark Side of the Moon ricco di curiosità e in seguito le facce poco convincenti di Renzi, Grillo, Alfano e Berlusconi, i più rappresentativi tra quei politici che sembrano ispirare sempre più una reazione comica che di rispetto.

Pink Floyd Legend

Foto © Dario Nardacci

Lo spettacolo è senza dubbio trascinante, in una fedelissima riproduzione dei concerti dei “veri Pink Floyd” e il supporto sostanziale di Durga, che ha curato la composizione di alcuni brani di The Endless River, l’ultimo album dell’iconica band. Proprio una delle canzoni estratte da questo recentissimo lavoro viene eseguita dai Pink Floyd Legend e la magica vocalist, ancor prima di David Gilmour, che arriverà in Italia il 14 settembre con un concerto a Verona. Un intrattenimento che non è solo musicale, ma anche scenico e in questo la McBroom è regina incontrastata sul palco: è sensuale quanto la sua voce e incanta il pubblico con le movenze e l’incredibile padronanza vocale, in alcuni casi imbarazzando anche gli stessi membri della band (chissà se il bacio durante Mother al cantante e bassista Fabio Castaldi fosse improvvisato). Al mio personale divertimento ha contribuito anche il pubblico, nello specifico la coppia di ragazzi seduta dietro di me che non si è risparmiata nessun commento sullo show, inclusa un’esultanza in pieno concerto per la vittoria del Napoli contro il Wolfsburge e la supposizione che potesse essere proprio l’arrivo della voce nera nella città partenopea ad aver risollevato le sorti della squadra. Il calore del pubblico napoletano, però, non è mai una novità, in nessun contesto.

Sebbene la sicurezza e l’esperienza di Durga intimidirebbero chiunque, i Pink Floyd Legend non si lasciano scoraggiare e restano impeccabili nell’esecuzione strumentale, regalando un’ininterrotta successione di grandi classici riproposti perfettamente dal gruppo romano, così come ineccepibili sono le tre coriste Martina Pelosi, Sonia Russino e Giorgia Zaccagni, che con la leggendaria vocalist ospite della band hanno condiviso A Great Gig in the Sky, in una sfida all’ultima nota contro le proprie potenzialità. Un live incantevole che si replicherà a Milano il 22 aprile al Linear4Ciak. Esserci è un obbligo.

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Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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