Twin Peaks orfano di Lynch: di chi è la colpa?

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Twin Peaks

See you in 25 years.

Queste le parole pronunciate da un’inquietantissima Laura Palmer nel 1991. E alla fine del 2014 David Lynch, in grande stile, annuncia il ritorno di Twin Peaks per il 2016. Sì, è stata assolutamente geniale l’idea di attenersi alla battuta di un personaggio per riportare in vita la serie TV che ha segnato la svolta più significativa per la storia della serialità. Pensare poi che l’attempato zio David si sia prodigato per i suoi ammiratori in delirio aggiornandoli tramite Twitter dimostra quanto questo ritorno di fiamma fosse necessario e importante.

Negli ultimi anni, infatti, la qualità delle produzioni televisive è migliorata moltissimo e chi se ne intende sa che Twin Peaks ha un grande merito al riguardo. Le innovazioni narrative e tecniche si sono dimostrate, col passare di questi lunghissimi venticinque anni, delle vere e proprie lezioni di regia per quelli che lavorano a serie televisive e hanno intenzione di farlo per bene. Il maestro è ancora in vita, insomma, e ci tiene a non deludere i suoi allievi e quelli che sono semplicemente rimasti folgorati, per non dire intrappolati, nel mondo che è riuscito a ricreare in due sole stagioni.

Ma qualcosa di terribile è accaduto. Due giorni prima del “compleanno” de I Segreti di Twin Peaks, che ricorre oggi, un tweet di Lynch ha sconvolto il pubblico: la Showtime non vuole concedere a Lynch i soldi che lui ritiene necessari per una produzione all’altezza delle precedenti. Nonostante il pubblico si sia subito attivato tramite proposte di crowdfounding e petizioni online, non ci si può astenere dal domandarsi cosa diamine frulli per la testa di queste persone. Non può esistere una persona che dubiti seriamente del successo che potrebbe avere una terza stagione di Twin Peaks e che quindi non reputi saggio investire nella sua produzione. Eppure qualcuno non ha semplicemente dubitato, ha anche insistito fino a convincere l’evidentemente poco incline a chiacchiere David Lynch a gettare la spugna. Personalmente, li prenderei a paccheri, ma non penso di essere l’unica persona che sente l’impellente bisogno di impartire una lezione a chi non riesce a rendersi conto dell’opportunità che sta perdendo, non solo di guadagnare quel che si suol dire “un botto”, ma anche di prendere parte a qualcosa che nel peggiore dei casi avrà un valore emotivo per tantissime persone.

Mentre tutti speriamo che questa sia solo una mossa strategica del regista per ottenere ciò che ritiene necessario, sul web girano sempre più tweet e dichiarazioni degli attori che avevano deciso di interpretare, ancora una volta, i personaggi cult. Aspettando qualche novità ci limitiamo a fare gli auguri a tutti i personaggi, a tutta la troupe, a Mr. Lynch e a Mr. Frost, perché a venticinque anni di distanza, possono vantare di avere creato qualcosa di intramontabile fascino e di indiscutibile qualità.

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Giorgia Spizzuoco

Giorgia Spizzuoco

A grandi linee: guardo film, li recensisco e li amo.

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