Cos’è il Comicon se sei della stampa [FOTO]

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Disclaimer: questo post è un personalissimo resoconto che ho deciso di scrivere per rendere più “umana” (concedetemi il termine) la trafila di interviste e foto in tempo reale su Instagram che dal 30 aprile al 3 maggio vi abbiamo impunemente proposto. Non troverete informazioni sugli eventi del Comicon, ma una sintesi delle peripezie dello staff di Parte del discorso. Peripezie in senso relativo, perché sebbene alla fine tutto sia andato per il verso giusto non ci è stata risparmiata la fatica neppure minimamente. Due giorni fitti di appuntamenti, quando avevamo avuto la fortuna di poterne fissarne uno, e all’inseguimento di quegli ospiti che non avevamo avuto la possibilità di contattare, riuscendo ad alcuni di loro a strappare — se non un’intervista — almeno un’email.

Veniamo al dunque: qualcuno, alla stazione come in fiera, vedendomi indossare il pass che ti permette di avere accesso gratuito alla Mostra d’Oltremare, mi ha chiesto come fosse possibile ottenerlo. «Devi lavorare per un giornale o un sito che si occupi almeno parzialmente di fumetto, videogiochi o qualunque argomento abbia a che fare col Comicon», ho spiegato, aggiungendo però un accorato consiglio: pagate il biglietto. Per carità, nulla vieta ai tesserati di ottenere gli accrediti stampa e godersi la fiera, per poi con calma scrivere un articolo, se vogliono, se devono. Se però, come per noi, la possibilità di accedere come Press significa anche poter sfruttare la visibilità (suona come una cosa cattiva, ma non c’è altro modo per dirlo) degli ospiti con video e interviste e portare pubblico sul proprio sito, allora non perdere nessuna occasione diventa praticamente un dovere. Questo si traduce in corse tra uno stand e l’altro, appuntamenti che slittano in continuazione e pochi minuti di riposo che diventano l’occasione per anticiparsi il lavoro, più che per staccare davvero. Allora eccoci correre, come previsto, a uno stand per il primo autore della giornata, che però è troppo impegnato, dunque fermare con fare felino un fumettista di passaggio, per poi avventarsi su un’altro prima che inizi a firmare le copie per i fan e infine tornare al punto di partenza. Ripetete questo procedimento per dieci volte e avrete ottenuto la nostra giornata tipo al Comicon.

Eppure, anche se non c’era un solo arto che mi facesse male dopo questo viaggio infinito verso Itaca – che nel nostro caso sarebbe la conclusione di tutto il lavoro e non il ritorno a casa, considerando che è lì che le interviste vengono trascritte e i filmati montati – non me la sento di dire che il nostro lavoro fosse quello più faticoso. Ho visto Sio alle prese con una fila di ammiratori che da sola avrebbe riempito tutti i padiglioni, Zerocalcare firmare copie tutto il giorno e arrivare a fine pomeriggio distrutto, ma comunque gentilissimo come pochi, Angela Vianello (a.k.a. Gumitien) saltellare avanti e indietro alla disperata ricerca di una penna non scarica con cui completare gli sketch e non solo: addetti agli stand rispondere a ogni domanda senza mai perdere la calma, organizzatori indaffarati e, soprattutto, una grande professionalità, decisamente più presente che nelle precedenti edizioni.

30/04/15 – Con il team di Ernest Egg a inizio giornata, ancora lucide e riposate

Quindi, anche se per due giorni sono stata più di dieci ore senza andare in bagno e avendo mangiato pochissimo, anche se ho sudato come mai nella vita, anche se ho sperimentato il nervosismo e la stanchezza in forma purissima, mi sento di chiedere scusa a quei fumettisti che sono stati tanto gentili da non rifiutare di incontrarci, aggiungendo un impegno in più alle loro già piene giornate. Devo delle scuse, oltre che ovviamente dei ringraziamenti, anche alla nostra Giorgia, che con la sua attrezzatura ci ha seguiti ovunque per foto e riprese e che comunque non ci ha mai augurato una morte precoce e dolorosa (la sua gallery in cima al post). Allo stesso modo ringrazio e mi scuso con gli uffici stampa e gli organizzatori presenti agli stand delle case editrici per aver tenuto testa, con comprensione e anche un pizzico di reciproca compassione, alle nostre insistenti richieste, specialmente Daniela della Bao Publishing e la ragazza allo stand Magic Press, che ha perfino accettato di farsi riprendere. Ugualmente merita delle scuse la povera Anna, che con la mia isteria ha avuto pienamente a che fare, e Melissa, a cui purtroppo non sono riuscita ad assegnare un compito preciso, ma che merita comunque dei complimenti per avere avuto la forza di volontà necessaria a non abbandonare il gruppo esagitato. Un grazie anche a Tommaso, mio amico, che ho incontrato in treno al ritorno e che si è sorbito le mie lamentele reprimendo il naturale istinto di gettarmi sui binari. Infine, grazie a una persona che sono troppo poco possessiva per definire rigidamente e troppo poco romantica ed esibizionista per renderla oggetto delle mie pubbliche dichiarazioni sentimentali, ma che a fine giornata ha avuto la forza di convincermi a non mollare tutto e andarmene e per questo non posso escluderla da questo elenco.

C’è qualcuno, però, che non ho ancora nominato e che è riuscito a rendere questa esperienza memorabile e gratificante quanto basta da non dar peso alla stanchezza: il meraviglioso team di Ernest Egg, che ci ha accolti con enorme affetto. Quindi grazie anche e soprattutto a Francesco Polizzo, Stefania Nebularina e Claudio Di Biagio (e Stefano Bosi, che non c’era, ma sappiamo che sarebbe stato adorabile esattamente come gli altri) per essersi ricordati di noi, del lavoro che facciamo insieme e che continueremo a fare e per averci dato minuti di sincera gioia ed entusiasmo, oltre che un grande incoraggiamento. Incontrarvi è stato quello che di meglio ci poteva capitare. Avete tutta la nostra ammirazione e un mai scontato affetto.

In conclusione: pagate il biglietto, godetevi il Comicon, gli eventi e gli ospiti. Non lavorateo tatuati belli: divertitevi, emozionatevi, ridete, riposatevi. Se però avete proprio così tanta voglia di rimboccarvi le maniche, allora fatelo con noi. Un abbraccio.

Le nostre interviste

Don Alemanno, Jenus
Giacomo Bevilacqua, A Panda piace
Leo Ortolani, Rat-Man
Mirka Andolfo, Sacro/Profano
Silvia Ziche, Topolino, Lucrezia
Tuono Pettinato, Nevermind, OraMai...

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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