Levante canta il suo viaggio verso la felicità in Abbi cura di te

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Abbi cura di te

La copertina di Abbi cura di te

Vi chiedo perdono se questo mio articolo appare un po’ tremolante, estremamente poco oggettivo e colmo d’emozione. Aspettavo questo momento da tempo, un po’ come una zia commossa per la nascita di un nuovo nipotino. Abbi cura di te è nato, come annuncia la stessa Levante sulla sua pagina Facebook. Un libro con un cd dentro, dodici tracce che raccontano alcuni tra gli episodi più importanti della vita della cantante siciliana che, tuttavia, non sono poi così lontani dalle esperienze che toccano ognuno di noi. È proprio questo ciò che ho provato al primo ascolto: una sorta di empatia profonda, una timida lucidità nel ritrovarmi in molti dei suoi testi e un’assurda voglia di averne letto qualcuno un po’ di tempo fa. Il cinque maggio duemila-quindici è una data importante, fitta di cinque, dagli echi napoleonici e, se vogliamo, manzoniani. Il cinque maggio non è la meta, ma il proseguimento di un percorso iniziato tempo fa, quando a undici anni Claudia strimpellava la sua chitarra fino a cantarci della vita di merda alla radio con Alfonso, canzone fautrice di una buona fetta del suo successo primordiale. Manuale Distruzione, il primo figlio, consumatissimo e sincero, con le sue Farfalle, i suoi Cuori d’artificio e le altre centinaia di emozioni che scalpitano tra i versi di ogni singola canzone. Il cinque maggio è solo l’arrivo a una nuova tappa dalla quale partire più forti di prima, con un nuovo bagaglio di esperienze, di note e di sensazioni riversate su questo nuovo diario di viaggio che si chiama Abbi cura di te. Dodici tracce che voglio ascoltare insieme a voi e che descriverò con poche parole, perché ognuno di noi può avere la propria interpretazione. Abbi cura di te è un diario scritto da una penna piena di comprensione, la colonna sonora di una vita e di tantissime altre vite. Dodici tracce che non possono non toccarvi, non farvi ripensare a qualche ricordo un po’ doloroso o a qualche sensazione del presente, bella o brutta che sia.

LE LACRIME NON MACCHIANO

L’energica Le lacrime non macchiano apre l’album e lascia spazio alla sofferenza privata (Le lacrime non macchiano, nessuno se ne accorgerà) dall’aria pop-rock e a un sospiro di sollievo quando ci rendiamo conto che i doni della vita non finiscono mai e ci sentiamo felici del fatto che la vita si sia accorta di noi.

Ho preso a morsi il cuore di un altro per averti per dimostrarti che son coraggiosa ho chiuso gli occhi Ho messo tutto dentro ad un sacco per averti mi sono trascinata via dalle certezze. Le lacrime non macchiano non se ne accorgerà nessuno che ho pianto come un cane per averti Ora dietro a fili d’erba con la faccia scoperta i doni della vita non finiscono mai Ora dietro a fili d’erba con il cuore per terra Felici che la vita si sia accorta di noi

CIAO PER SEMPRE

Abbi cura di teLa seconda traccia è Ciao per sempre, il primo e apprezzatissimo singolo estratto dal cd CD, accompagnato dal videoclip musicale dall’epico finale, con la partecipazione speciale di Corrado Fortuna. Ciao per sempre che con la sua potenza crescente conserva i bei ricordi di una storia, si sforza di concentrarsi su tutto il bello, tutto il buono anche se spesso il rancore e la disperazione riescono ad annebbiare tutto il resto. Caro amore ciao… per sempre con l’intrinseca dolcezza malinconica di un addio che, a un certo punto, trova la necessità di essere pronunciato. È una delle mie preferite e col mio gruppo ci abbiamo fatto una cover!

Prendi tutto quello che ho che non mi importa un po’ alla volta fai la scorta e sarò pronta ad ogni impronta che poi mi lascerai Puoi starmi a sentire? Avrei poche cose da dire Non sei stato mio e mai mio sarai tra questa gente tutto il bello, tutto il buono porto via e nel mentre Caro amore ciao…per sempre

ABBI CURA DI TE

È un pianoforte alla Birdy ad aprire Abbi cura di te con le sue paure e le sue insicurezze e, a parer mio, uno dei testi migliori. Abbi cura di te e la sua voglia di rischiare e di avere il coraggio giusto che serve per amare. Con un gusto che a tratti ci ricorda qualche melodia anacronistica, la terza traccia, omonima all’album, canta:

Un giorno poi abbi cura di me, cura di noi per ogni passo che ho fatto per venire fino a te per quelli che farei, per quelli che farò per non stancarmi mai, mai E chiamami amore, senza tremare saremo anche banali ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore? Ancora chiamami amore e ci faremo male ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai il coraggio di rischiare? Amore…

CARUSO PASCOSKI

Dopo la velata malinconia della title-track c’è subito l’allegria dirompente di Caruso Pascoski, ispirata al film del 1988 di Francesco Nuti che Claudia vide col padre (Caruso Pascoski di padre polacco).

Ti ho visto sulla sabbia sotto il sole, c’era tanto mare il bagno non si fa. Tu con i tuoi castelli io facevo buche da ogni parte dov’è la novità?

LA RIVINCITA DEI BUONI

La Rivincita dei buoni dedicata alla Felicità, la meta effettiva del percorso della cantautrice che possiamo seguire ascoltando queste dodici tracce. Rimettersi in piedi e combattere dando un po’ di fiducia anche al karma.

Da quanto ti volevo? Ti ho cercata dentro me e nel mondo. Da quando ti volevo Ti ho trovata, eccoti felicità. Scalerò le montagne con il vento in faccia ed il sole alle spalle sfidando i nemici che restino vivi mi daranno forza. Resterò l’unico mostro da battere a colpi di carta e di inchiostro la mia antagonista porta il mio nome che vinca il migliore.

CONTARE FINO A DIECI

Fantastico l’arrangiamento folk di Contare fino a dieci che trascina senza freni l’ascoltatore e che ci rivela una Levante che mai avevamo avuto occasione di ascoltare prima. Una canzone forte, a tratti arrabbiata, che calza a pennello con il concetto di Duri come me.

Non voglio più lasciarti entrare puoi restare in fondo a destra smetti quanto prima di sprecare la saliva, oh! Tra le cose che vorrei c’è comprendere il perché devi vomitare le tue frustrazioni su di me tutto il tempo che mi dai tutto il tempo che non ho per mangiar la foglia e dimostrarti che so contare fino a dieci, contare fino a dieci

TUTTI I SANTI GIORNI

Tutti i santi giorni sa della perdita come misura d’equilibrio (per pseudocitare la Winterson). Mandi all’aria gli equilibri e già sai […] che rimango in bilico nel via vai. Di grandi verità e, forse conseguentemente, di facile empatia.

Ma forse ti trattengo un po’ sei libero di andare ma forse ti ho inchiodato al muro dei miei pianti, che rimpianti tutti i santi giorni tutti i santi giorni

FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI

Abbi cura di teFinché morte non ci separi: un pianoforte e una chitarra acustica costituiscono il preludio della commoventissima colonna sonora di una storia d’amore, quella tra i genitori di Claudia. A cantare con lei, infatti, è proprio sua madre. Il brano, che inizialmente sembra quasi perso tra un’eco nel vento e appare distante, lontano, seppure molto sentito, esplode in un assolo di chitarra, accompagnato dalle parole della classica promessa di matrimonio in sottofondo.

Portami con te questa notte che non ho più paure Portami con te questa notte che non ho più parole Pregherò queste mura che sia vera la realtà dove andiamo? Cosa importerà Tutti i giorni una festa giù nel cuore sei felice amore? 

LASCIAMI ANDARE

Lasciami andare torna all’amore, all’amore perduto che lascia, ancora una volta, senza equilibrio. Ancora qualche goccia di rancore, accompagnato tuttavia da un irruente amor proprio che, casualmente o meno, si ritrova tutto nella traccia successiva. Di questa traccia è disponibile anche la versione acustica che trovo bellissima.

E lasciami sentire che posso amare ancora molto che i buchi che ho nel cuore son stemmi di cui andare fiero E lasciami finire in fondo ad un sentiero per ritrovar da solo la strada come un vero uomo E lasciami l’orgoglio la dignità di cui ho bisogno le trovi nel cassetto le cose che hai lasciato da quel giorno

MI AMO

Ed è proprio Mi amo il titolo della decima traccia. Un mi amo che Levante canta, sicura, su una melodia lenta ed emozionante. Sembra voler dire mi amo, nonostante tutto, nonostante tutti i capitoli oscuri che ha attraversato a denti stretti e che ci racconta in Abbi cura di te, perché sempre pronta a combattere ogni guerra a denti stretti. E, amandosi, ci spiega come amando se stessi è possibile andare avanti.

Finché avrò le forze non lascerò che entrino i ladri a rubarmi l’amore Finché avrò la voce canterò tanto da scordare il mondo che mi vuole male Perché mi amo e non importa se ridi di me Sì, mi amo. Anche quando vorrei non svegliarmi e distruggere i sogni, nascondermi dietro ai racconti. 

POSE PLASTICHE

Pose plastiche si presenta subito più felicemente ironica, smascherando con grande sarcasmo i soliti cliché e riuscendo a farci sorridere con il suo sound che strizza l’occhio agli anni ’80.

È la voglia che mi manca poi di ascoltare i soliti cliché sgomitare per un posto tra celebrità in disgrazia dei preziosi anni novanta ahi ahi ahi ahi ahi Trovo altresì anacronistici i segreti per divertirsi qui in che modo riesco a sorprendermi?!! Mi sento un po’ un alieno vi saluto da lontano ahi ahi ahi ahi ahi Non se ne può più del vostro ego.

BIGLIETTO PER VIAGGI ILLIMITATI

L’allegria della penultima traccia sfuma poi fino a Biglietto per viaggi illimitati, la conclusione di questo secondo viaggio che saluta con poesia il papà di Levante. Un ritorno all’infanzia in qualche verso, grande commozione e arrangiamenti da colonna sonora.

Ho promesso che non avrei pianto e non piangerò. Il tuo treno è in stazione hai il vestito migliore. Se trattengo le lacrime giurami ritornerai Ho provato a baciarti ma non apri più gli occhi.

Qualche novità musicale che ha bisogno di essere esplorata a ogni ascolto, testi sempre particolarmente profondi e belli da leggere, da ascoltare, da conservare, da fare propri. Non ci resta che aspettare la data del tour più vicina alla nostra città! Ben tornata, Levante!

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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