Lùmina è arrivato (ed è un capolavoro)

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Lùmina

Dettaglio della copertina di Lùmina

A quasi un anno di distanza dalla nostra intervista agli autori di Lùmina e dalla campagna di crowdfunding, il momento decisivo è arrivato: il fumetto è pronto, le copie sono state inviate e io, finalmente, ho avuto la possibilità di leggerlo. Le aspettative (altissime) riguardavano non solo la storia e il disegno, ma soprattutto questa benedetta tecnica di colorazione di cui tanto Emanuele e Linda ci hanno parlato, fino a rendere l’attesa e la curiosità insostenibili: l’Hyperflat. Ebbene, volete sapere com’è? Non ve lo dico, non ancora. Anche perché, lo ammetto, prima ancora di prestare realmente attenzione alla storia mi sono concentrata esclusivamente sulle tavole e sulle impressioni immediate proprio riguardo la colorazione. Dopo aver avuto modo di apprezzare anche la trama, però, mi sono resa conto che Lùmina è molto di più di un’innovazione grafica e non basterebbe una sola recensione per descriverne a fondo ogni aspetto. In questo fumetto convivono elementi talmente forti da poter benissimo sopravvivere indipendentemente. Insieme, però, si amalgamano alla perfezione e il risultato è esplosivo. Ecco dunque, una per una, tutte le impeccabili caratteristiche che compongono questo incontaminato ecosistema visivo.

Sceneggiatura

Premetto un piccolissimo spoiler: arrivati a fine volume, ancora non si sa cosa sia un Fruff, fatto che reputo particolarmente sleale. Saremo costretti a compare il prossimo volume, ma poco male: dopo aver letto questo primo capitolo, la voglia di divorare il seguito – Fruff o meno – non si può raggirare. A parte questa personale e microscopica delusione, dunque, non ci sono particolari difetti. La storia si divide tra due mondi paralleli, il nostro e quello di Lùmina (anche se parlare di quest’ultimo come se fosse un solo mondo è fortemente riduttivo). Si gioca anche con le opposte dimensioni di sogno e realtà, rendendo l’introduzione dei due personaggi principali in Lùmina meno immediata e per questo più sorprendente. Miriam e Kite sono i protagonisti perfetti: terresti, completamente all’oscuro del motivo che li porta in questo universo fantastico e delle sue dinamiche. Esattamente come il lettore, a cui non resta altro da fare che accompagnare i due nello sviluppo delle vicende e osservare il districarsi della trama, come un pappagallo appollaiato sulle loro spalle. O un Fruff, forse. Maledetti!

Disegno

LùminaI disegni di Lùmina sono a dir poco impressionanti. Il tratto di Linda Cavallini è minimale, morbido, fluido, tale da rendere le illustrazioni quasi naturali. Lo schermo del computer o le pagine cartacee diventano una finestra a cui affacciarsi per guardare incantati questo magico mondo. Le linee solo lievemente sporche scorrono indisturbate come la lettura, in un disegno assolutamente impeccabile. Il fatto che il tratto sia sottile e pressoché impercettibile compensa perfettamente la natura della colorazione, di forte impatto (di cui però parleremo dopo nel dettaglio): una linea più grossolana e spessa avrebbe tolto naturalezza alle tavole e limitato la potenza visiva dell’Hyperflat. Se c’è infatti una caratteristica che è propria di Lùmina è la perfetta armonia tra tutti gli elementi che compongono il fumetto: fortemente diversi ma altrettanto complementari, questi coesistono senza contrastare e il risultato è un piccolo aspirante capolavoro. Per decretarlo ufficialmente tale, bisognerebbe aspettare la storia completa, ma la parte grafica in sé può già aggiudicarsi questa definizione.

Colorazione

Veniamo finalmente all’Hyperflat. Questa tecnica, elaborata dallo stesso Emanuele Tenderini, fa della colorazione del fumetto probabilmente la più spettacolare che abbia visto da sempre. Premessa: il fatto che sia elaborata e di grande impatto visivo non la rende immediatamente perfetta, ma lo è per un disegno e una storia di questo genere. Con un tipo diverso di tratto, come già detto, e un contesto agli antipodi non avrebbe avuto lo stesso effetto. Potrebbe dunque essere poco versatile, ma in questo caso l’Hyperflat si adatta particolarmente bene alle atmosfere sci-fi e al dinamismo che molte vignette richiedono. La sovrapposizione di livelli restituisce messe a fuoco quasi fotografiche e luci “realistiche” – se così si può dire parlando del mondo immaginario di Lùmina – e rendono le illustrazioni estremamente vibranti, grazie tanto alle tonalità di colore quanto alle focalizzazioni, dando dimostrazione delle potenzialità del disegno digitale, qui sfruttate al massimo. Il risultato è davvero mozzafiato, una colorazione dettagliata ed estremamente luminosa che, come i personaggi, sembra provenire da un’altra fantastica dimensione e rende vivi i protagonisti di questa meravigliosa avventura. Non solo la storia, ma anche il processo di realizzazione ha del fantascientifico!

Colonna sonora

Avete letto bene: questo fumetto ha una colonna sonora. A mio avviso, ancor più della colorazione, è questa la grande sorpresa del progetto, una caratteristica inedita che lo rende assolutamente unico. Ascoltarla durante la lettura rende l’esperienza più entusiasmante e coinvolgente di quanto non lo sia già, aggiungendo un pizzico in più di dinamismo alle già movimentate illustrazioni di Lùmina. È composta da Remo Baldi, musicista bergamasco, che con questa soundtrack si fa autore di una visionaria rilettura delle immagini del fumetto, una traduzione musicale che non potete non ascoltare. Non ci rimane altro da fare che lasciarvi alla lettura.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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