Marc Chagall e i suoi segni e colori dell’anima a Cava de’ Tirreni

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Sin dalla prima giovinezza, quando ho cominciato a servirmi della matita, ho cercato qualcosa che potesse espandersi come una corrente che si riversa su rive lontane e seducenti. Curvo sulla pietra litografica e sulla lastra di rame, ho l’impressione di toccare un talismano. Mi sembra di trasmettere loro tutte le mie tristezze, tutte le mie gioie…

È forse questa la frase da tenere bene a mente quando si ammira un lavoro dell’artista di Marc Chagall. Impresso sulle pareti del museo MARTE, a Cava de’ Tirreni (SA), questo aforisma accoglie e accompagna chiunque voglia partecipare alla mostra dedicata all’autore russo (naturalizzato francese). Il viaggio dello spettatore comincia con un grosso pannello che illustra, anno per anno, le tappe più importanti e significative della vita dell’artista, donando la possibilità di conoscerlo prima di avere a che fare con la sua opera. Litografie, disegni, acqueforti e incisioni appartenenti a cicli diversi si dispongono lungo tutto il piano del museo e fanno sorridere, ragionare, sorprendere. Il percorso si apre con una serie di lavori ispirati alle favole di La Fontaine, sospesi tra sogno e realtà, tra i quali troviamo ad esempio La mucca, la pecora e la capra in società con il leone, Il corvo e la volpe o Il ciarlatano, che raffigura emblematicamente un uomo che si rivolge a un altro uomo dalla testa d’asino. Altro ciclo è quello della Bibbia, che unisce arte e spiritualità e raffigura alcune delle scene più suggestive delle sacre scritture. L’annunciazione, Giacobbe e il suggestivo David che piange per Assalonne che ritrae il re d’Israele in bianco e nero, raccolto in un’intima sofferenza animata da rari tratti di giallo e blu.

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Il suonatore di flauto

Il titolo della mostra è Segni e colori dell’anima e non potrebbe essere più azzeccato se pensiamo all’insieme delle opere esposte. Il circo, tripudio di colore e movimento, Il gallo rosso, che ricorda i disegni di un bambino, Il suonatore di flauto, immerso nel suo blu dall’eco picassiano. Di Picasso, in effetti, c’è veramente tanto. I tratti espressionisti e cubisti, nel colore e delle forme, accompagnano qualche reminiscenza fauvista. L’arte di Chagall appare a tratti illusoria, priva di realismo, la sua poetica è altamente suggestiva, capace di farsi raccontare rimanendo pervasa dal mistero: è facile domandarsi il senso di alcuni soggetti posti all’interno dei lavori. Nel profondo caos che esprimono alcune delle sue opere (come con i loro colori surreali, prive di prospettiva, piene di oggetti dalle diverse dimensioni apparentemente posti alla rinfusa) sembra quasi un necessario dovere interpretare ogni singolo elemento e stupirsi, ogni volta, dalla quantità di dettagli per niente casuali che compongono il progetto complessivo. Avete tempo fino al 28 giugno per poter (ri)scoprire e apprezzare il genio di Chagall.

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Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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