Con Millo l’architettura diventa emozione

0

Certe volte, camminando per le tristi e grigie architetture cittadine, capita di pensare che un bel tocco di colore – che non sia necessariamente una casina rosa confetto tra i condomini un tempo giallognoli e ora ingrigiti o un mastodontico cartellone pubblicitario – ci starebbe proprio bene. Sapete, un disegno, un’opera d’arte… A dirla tutta, andrebbe bene anche qualcosa in bianco e nero, basterebbe solo un po’ di vita, di emozione. Poi ti torna in mente anche che il graffitismo è considerato illegale (è infinito il dibattito: arte o vandalismo?) e anche giustamente, se qualche teppista crede che i monumenti e i mezzi di trasporto meritino la sua insignificante firma. Però viene spontaneo chiedersi perché un pezzo di muratura in periferia dovrebbe restare asettico e avere lo stesso valore legale di una statua classica. Poi ci sono altri casi, in cui qualche comune decide finalmente di darsi una svecchiata e mette su un concorso dal nome B.ART per ridare nuova vita a tredici facciate di altrettanti palazzi del quartiere Barriera. È questo il caso della città di Torino. Il risultato, questa volta senza polemiche, è indiscutibilmente arte. Legale, addirittura commissionata.

L’onore di far diventare opere delle pareti di periferia è stato concesso a, ironia della sorte, un architetto, ma non uno qualunque. Si chiama Francesco Camillo Giorgino, a.k.a. Millo, e quando non progetta case e strade le trasforma in arte. Nei suoi disegni vengono raccontate proprio le esperienze quotidiane e le emozioni in rapporto con l’ambiente cittadino. Basta guardare i murales realizzati per B.ART per rendersi conto di quanto la metropoli sia importante nel suo modo singolare di raccontare storie e sensazioni. I personaggi rappresentati si rapportano alle proprie città sempre diversamente, a seconda di ciò che l’artista sente di dover esprimere, e i grovigli di strade e case diventano ogni volta un’esperienza nuova: fardelli, teatro della quotidianità, rifugio protettivo e avvolgente nella notte, rete inestricabile di comunicazione e socialità, fonte di solitudine e abbandono. Allo stesso modo, chi lo abita può essere pacificamente stabile, un dominatore ribelle o semplicemente un estraneo malinconico. Le ambizioni dei soggetti sono talvolta di edificazione, altre di fuga. C’è chi trova nella propria città natale il luogo ideale in cui piantare stabilmente le radici, ma c’è anche chi guarda con speranza un treno e chi si sente oppresso dal posto in cui vive. Insomma, a ognuno il suo, Millo non dimentica nessuno.

So che quelle [le opere] sono un regalo comune e anche una scappatoia agli slogan politici e pubblicitari che vengono lasciati sulle pareti grigie delle nostre città

È evidente che l’architetto non conosce a fondo solo edifici e tecniche di costruzione, ma anche l’influenza che questi hanno su chi li abita. Un esemplare unico di urbanista umanista, che conosce il fortissimo e sottovalutato effetto emotivo del suo lavoro sui cittadini. Anche se molte volte i nostri tristi quartieri sanno farci sentire soli seppur circondati dalla folla, l’arte può alleviare le sofferenze, alleggerire il peso del cuore. Aprire le tende appena svegli e vedere che il sole illumina un gigantesco e commovente disegno, invece che le solite case dei vicini scorbutici, fa iniziare molto meglio la giornata. Non so voi, ma a me viene quasi voglia di trasferirmi a Barriera.


La citazione è estratta da un'intervista a Millo per ziguline.com

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

No comments

Potrebbero interessarti

immigrazione

Una linea italiana all'interno del contorto mondo dell'immigrazione

[caption id="attachment_7622" align="alignnone" width="1000"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi