Emiliano Gambelli: musica, letteratura e tanta simpatia

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Emiliano Gambelli

Emiliano Gambelli

Emiliano Gambelli, cantautore e scrittore, canta nel gruppo acustico originale La Fine e nella tribute band ai The Darkness Black Shuck. Parallelamente porta avanti il progetto solista che porta il suo nome. Scrive delle “non-poesie” (che potete trovare sul sito Agoraterapia.it) e il suo primo romanzo si intitola I due angeli, edito da Europa Edizioni. Ho deciso di intervistare Emiliano dopo averlo conosciuto tramite internet (ah!, come si faceva a colmare le distanze prima dei social network?) ed aver letto il suo romanzo d’esordio. Limitarsi a descrivere Emiliano come cantautore e scrittore forse è riduttivo, quindi parto subito con le domande cosicché possa essere lui stesso a descriversi come meglio crede.

Chi è Emiliano Gambelli? Scrittore, cantautore, poeta? Quale tra tutte queste “anime” è quella che più ti appartiene?

Per cominciare grazie per questa possibilità! Mi piacciono le interviste perché danno modo di farsi conoscere a un pubblico che altrimenti difficilmente raggiungeresti. Per rispondere alla tua domanda Emiliano Gambelli è fondamentalmente un cantautore. La musica è la mia grande passione, amo stare sul palco e amo creare le mie canzoni. Ovviamente per fare questo ho bisogno di altre persone e su questo sono davvero fortunato perché sono circondato da collaboratori e amici, soprattutto, con i quali oltre ad avere un bel rapporto “professionale” ho uno splendido rapporto di affetto! Poi viene lo scrittore, in termini più ampi rispetto al testo di una canzone. Il mio romanzo I due angeli (Europa edizioni) è una prova in tal senso, sia con me stesso sia con un pubblico più ampio.

Il tuo romanzo d’esordio è, a mio avviso, molto particolare. La narrazione è fluida e dinamica, ma non mancano le innovazioni stilistiche oltre che di contenuto. Ti va di parlarci di questo tuo primo lavoro?

Certamente! Sono davvero orgoglioso del romanzo I due angeli per due motivi. Il primo è aver dimostrato a me stesso di avere una storia da raccontare. Una storia fondamentalmente semplice ma che all’interno nasconde tanti piccoli spunti di riflessione sulla nostra generazione. Syrio in tal senso ne incarna alla perfezione molte: la paura per il futuro, la mancanza di coraggio nell’osare, la poca predisposizione a credere in se stessi e la sensazione che si ha quando molte volte si pensa che la strada nuova non sia migliore della vecchia. Beh non credo sia così. Il secondo motivo di orgoglio è vedere la risposta dei lettori e dei siti che si sono offerti di farmi una recensione. Devo dire di essere davvero contento per il “successo” che sta ottenendo, non tanto a livello numerico (i dati li avrò nel 2016 ma dando un occhio alle classifiche online posso dire di essere già contento) ma a livello di emozioni suscitate. Tramite questo libro inoltre sto conoscendo molte persone veramente stimolanti. Creare qualcosa, musica, libri o quant’altro ti connette veramente con il mondo!

Emiliano GambelliCome detto, scrivi anche poesie, o meglio, come le definisci tu “non-poesie”. Perché le etichetti come “non-poesie”?

Mi piace molto questa definizione. Sai, in giro per il web si trova di tutto no? Sedicenti scrittori, o persone che solo per il semplice fatto di avere una penna, un foglio e qualche idea si incensano come grandi poeti e son sempre pronti a criticare il lavoro altrui. Io non mi definisco un poeta o uno scrittore in senso stretto. Cosi come il fatto che tengo in mano un microfono non fa di me un cantante, allo stesso modo la risma di fogli in camera mia non fa di me uno scrittore. Il risultato di quello che esce fuori sono le “non-poesie”. Ho l’onestà intellettuale di definirle tali. Mi fa piacere se le persone le apprezzano e spesso mi fa piacere vederle condivise su altre pagine Facebook, ma ripeto sono onesto con me stesso e difficilmente mi ascolterete fare critiche severe nei confronti di altri! Diciamo che mi piace mettere questo puntino sulla “i” e quel “non” mi rende giustizia credo!

E ora passiamo alla musica. Infatti non ti fai mancare nulla e sei anche cantautore. Quando è nata la passione per la musica?

Da molto giovane. In realtà c’è sempre stata visto che a casa mia si ascoltava veramente spesso: Beatles, Bee Gees, Abba e soprattutto Michael Jackson. Poi ovviamente col tempo i gusti si sono evoluti ma non rinnego mai le mie radici Jacksoniane. Per quanto riguarda il livello realizzativo/compositivo bisogna fare un salto ai 16 anni. Prima band di adolescenti, nel garage di uno di loro, con zero conoscenze musicali per circa due mesi a suonare la stessa strofa di Otherside (Red Hot Chili Peppers). Ricordo quel periodo davvero col sorriso sulle labbra, fu l’epoca dei primi concerti e della realizzazione del fatto che se suoni in una band non per forza rimorchi di più!

Attualmente stai portando avanti tre progetti musicali: progetto solista, La Fine e una tribute band. Raccontaci un po’ questi tre progetti e in che modo riesci a farli convivere in giornate di sole ventiquattro ore.

Sì bella domanda! Mettici pure che lavoro per campare e per portare avanti tutte e tre le cose e il gioco è fatto. La Fine è un progetto a cui tengo davvero molto perché ci permette di presentare live un set semi-acustico in cui proponiamo un repertorio di brani “pop-elegante” originali in italiano. Spesso si usa la lingua inglese (in passato l’ho fatto anch’io) ma personalmente sono davvero contento che le persone capiscano quello che ho da dire. Con me lavorano e collaborano quattro splendide persone che rispondono al nome di Davide Barca (piano), Sara Michettoni (Voce), Valentino Spedicato (Cajon) e Matteo Vita (Basso). Siamo un progetto nato da poco ma abbiamo avuto modo di fare due serate in un noto locale romano e questo è stato motivo di vera soddisfazione soprattutto per la risposta del pubblico. Nel progetto solista, che nel 2010 ha visto la pubblicazione del mio primo cd Tea Time (si può ascoltare su YouTube interamente), collabora ora assieme a me Valerio Allegrini, splendido arrangiatore e musicista con il quale sto lavorando alla realizzazione del nuovo EP Domande aperte. Conterrà sette brani uno dei quali, Houdini, è già online su YouTube con un videoclip! Con la tribute band Black Shuck (Tribute che omaggia i The Darkness) ci divertiamo invece a portare in giro uno spettacolo davvero istrionico data la natura della band (per chi non conoscesse i the Darkness li consiglio vivamente) che ci permette di farci conoscere in molti luoghi anche fuori dal Lazio. Molto tempo invece me lo porta via la stesura dei brani o dei romanzi. Sono attualmente infatti alle prese con il nuovo libro che spero di finire per questo autunno. Comunque se si vuole portare avanti una passione il tempo lo si trova questo è certo!

11350186_10205823050768289_1770470736_nHo letto su Agoraterapia.it che il tuo mantra è “L’importante è che piace a me”. Perché hai scelto proprio questa frase? Cosa significa per te?

È importante per non dimenticarmi mai chi sono veramente e il vero motivo per cui faccio questo. Per far si che io non perda la voglia e non perda le giuste motivazioni quando vedo che le cose non vanno bene e che le difficoltà fanno capolino nella mia vita. Suonare e scrivere mi fa bene e sapere che faccio qualcosa che piace per primo a me stesso mi fa stare più tranquillo sul fatto che possa piacere agli altri. Magari può suonare male come frase ma secondo me non si può pensare di creare un prodotto che piaccia al di fuori della propria stanza senza che prima tu stesso non sei soddisfatto pienamente. Se uno fa tutto questo solo per soldi è davvero sulla strada sbagliata, bisogna fare tutto questo per far star bene se stessi prima, gli altri poi (se si è fortunati) e per racimolare qualche euro per ultimo (se proprio sei nato con la camicia).

Quali progetti (musicali o letterari) hai in programma per il momento?

Ad agosto dovremmo fare un piccolo live con La Fine durante una serata in cui verrà proiettata una web series che ha come colonna sonora due nostri brani e due brani tratti dal mio primo album Tea Time. In questo momento sono in studio per finire i brani che formeranno il mio nuovo EP e il 4 luglio parteciperò a un concorso in cui presenterò uno di questi brani intitolato Il matematico. Come scritto prima sto lavorando al mio nuovo libro che per ora prende il titolo de L’ultima danza e a ottobre saremo di nuovo in giro con i Black Shuck, per ora abbiamo chiuso una data con un bel locale a San Benedetto del Tronto… adoro le trasferte!

Cosa ti senti di consigliare ad un giovane ragazzo che sogna di vivere d’arte (una forma qualsiasi d’arte)?

Vivere di arte e basta? Non lo so se lo consiglierei. Lo augurerei, questo è certo, ma prima credo che sia importante rapportarsi con il periodo storico che stiamo vivendo e consiglio di portare avanti le passioni parallelamente agli impegni che, purtroppo o per fortuna, ci consentono di far parte di questa società e ci consentono di dare un contributo su tutti i piani. Quello che posso consigliare è di non abbandonarla l’arte, anche nel momento in cui i risultati non arriveranno, quando ti sentirai il più scarso artista sulla terra e quando le tue aspettative saranno calpestate malamente (perché arriva quel momento, fidatevi… a me ogni 2/3 settimane). Ecco, in quei casi consiglio di non mollare mai e di circondarsi delle persone giuste. Io per fortuna ho la mia piccola cerchia e loro fanno un ottimo supporto psicologico. Vivere di arte è per pochi, non credo di dire nulla di così strano anzi credo dire una cosa che è sotto la luce del sole. Quindi consiglio a tutti di viverle nel giusto modo e sempre con un grande entusiasmo.

Per concludere, fatti una domanda che vorresti sentirti fare ma che non ti ho fatto e datti la risposta.

Una domanda che avresti dovuto farmi? Beh certo, sono rimasto piuttosto offeso che tu non ci abbia palesemente provato con me. Non so, chiedendomi il cellulare o invitandomi per un caffè! Quindi la riposta alla domanda che mi avresti fatto “Dai, usciamo a prendere un caffè assieme?” è : non so… Forse è troppo tardi, devo pensarci! (ride, ndr) Ovviamente scherzo. Lo so, non riesco ad esser serio per troppe domande. Grazie di cuore per questa bella intervista!

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Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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