Riflessione di un libraio all’antica

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libri

Scena tratta da Moonrise Kingdom

Si sente spesso parlare di come le persone non leggano più come una volta e di come l’avvento di Internet abbia reso la gente più apatica nei confronti dei libri. In particolar modo, si crede che i ragazzi di oggi abbiano totalmente perso l’interesse verso la carta stampata e che preferiscano passare ore davanti ai videogiochi o al computer piuttosto di leggere anche solo un fumetto. Ma, vedete, non è del tutto esatto: non è infatti la voglia di acquistare libri come Cuore o Pinocchio a essere scemata nei giovani lettori, bensì sono le alternative a essere aumentate.

“Avete il libro di Favij?”. In quanto libraio, da un mese a questa parte non faccio che sentire questa frase. Un loop tanto di parole quanto di volti: ragazzini di dieci o dodici anni, vestiti rigorosamente di marca da capo a piedi e con tanto di iPhone in tasca, quasi tenuti al guinzaglio da genitori restii a passare del tempo con loro ma non ad aprire il portafogli al solo scopo di farli stare buoni una mezz’ora in più. Ma, è risaputo, i bambini sono sinonimo di indecisione: ecco quindi che, per ingannare l’attesa, le esasperate madri leggono il retro delle copertina dei tascabili di Danielle Steel o di E. L. James per fuggire alla monotonia della propria vita sentimentale, mentre gli inamovibili padri sfogliano con avidità i manuali di Napoleon Hill su come ampliare il proprio conto in banca.

Capita, alle volte, che qualcuno si muova verso il settore dei gialli, non andando però oltre ai noir svedesi o ai thriller più noti. Qualcuno cerca invece di ostentare la propria cultura scorrendo le sezioni di storia, scienza e filosofia, salvo poi riporre i libri scuotendo la testa in quanto “troppo romanzati” nonostante non riescano nemmeno a leggerne la prima pagina comprendendone il significato. Altri ancora vanno in cerca di guide esoteriche riguardanti l’uso corretto dei chakra per guarire da ogni forma di malattia, sia essa un raffreddore o un tumore, o di libri in grado di spiegare come perdere 20 kg in soli due mesi senza però rinunciare ai peccati di gola grazie alle diete più disparate.

La sezione che tutti finiscono col guardare, però, è quella dei classici: Kafka, Joyce, Stoker, Mann, Pirandello per citarne alcuni. Paradossalmente, però, la gente non fa nulla più di questo. Raramente qualcuno ne estrae uno, salvo poi riporlo nello scaffale con una velocità irreale, quasi il libro scottasse. “Qualche brutto ricordo relativo alle superiori” mi dico sempre. Nelle ultime settimane, soprattutto, mi è capitato di vendere solo delle copie ad uso scolastico de I Promessi Sposi o della Divina Commedia, mentre, per il resto, i libri in quella sezione si trovano sempre in perfetto ordine, come se una teca di vetro li preservasse e impedisse alla gente di toccarli.

Proprio per questo motivo, ogni qual volta io non debba battere uno scontrino o rimettere in ordine qualche reparto, mi ritrovo davanti alla sezione dei classici. A osservare i libri perfettamente ordinati sugli scaffali e a estrarne qualcuno per sfogliarlo e leggerne qualche passo. Forse lo faccio per far prendere aria alle pagine e scrollare loro la povere di dosso, o forse per non far sentire abbandonata quella sezione della libreria. Ma, più probabilmente, lo faccio per non sentirmi abbandonato io stesso, in un mondo dove l’apatia e la banalità si posano sulle persone allo stesso modo in cui la polvere si posa su quei libri che nessuno vuole più leggere.

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Padovano, classe '94. Studente universitario, scrittore, grande appassionato di videogiochi, musica e cinema. Non sono nulla di tutto ciò.

2 comments

  1. Avatar
    Duille 5 giugno, 2015 at 16:35 Rispondi

    Mi è piaciuto moltissimo il tuo articolo, sempre un po’ in bilico tra ironia e serietà. Perché il tema che hai toccato è maledettamente serio e purtroppo abbastanza vero. E’ molto difficile trovare qualcuno, soprattutto tra i giovanissimi, che sia ancora interessato alla letteratura o che non ne sia spaventato. Ovviamente quei giovani fifoni diventano adulti che aborrono i grandi romanzi classici e allora c’è poco da fare! Ma per fortuna non tutti i ragazzini sono così e, soprattutto, noi adulti scampati alla fobia letteraria non siamo così impotenti! Io lavoro spesso con gli adolescenti, di quelli che non ti leggono neanche il libro di favj e che sbuffano di fronte ad un testo di più di tre pagine! E’ un miracolo che non leggano senza sillabare! Comunque, anche se in parte so che è una causa un po’ persa, ogni giorno mi sforzo di mostrare loro la bellezza di un romanzo, la passione che c’è dentro e il mio entusiasmo. Il più delle volte mi guardano come se fossi un elefante con la proboscide a forma di fiocco, ma qualche volta mi sembra di vedere un barlume di curiosità in loro. Insomma, la morale della favola è che abbiamo un potere, soprattutto i genitori, e quindi usiamolo, anche a costo di renderci ridicoli! ^_^ Magari facendo una combo di entusiasmo per i libri, inizieranno ad interessarsi, almeno per osmosi. Complimenti ancora per il bellissimo articolo!

  2. Avatar
    Duille 5 giugno, 2015 at 16:35 Rispondi

    Mi è piaciuto moltissimo il tuo articolo, sempre un po’ in bilico tra ironia e serietà. Perché il tema che hai toccato è maledettamente serio e purtroppo abbastanza vero. E’ molto difficile trovare qualcuno, soprattutto tra i giovanissimi, che sia ancora interessato alla letteratura o che non ne sia spaventato. Ovviamente quei giovani fifoni diventano adulti che aborrono i grandi romanzi classici e allora c’è poco da fare! Ma per fortuna non tutti i ragazzini sono così e, soprattutto, noi adulti scampati alla fobia letteraria non siamo così impotenti! Io lavoro spesso con gli adolescenti, di quelli che non ti leggono neanche il libro di favj e che sbuffano di fronte ad un testo di più di tre pagine! E’ un miracolo che non leggano senza sillabare! Comunque, anche se in parte so che è una causa un po’ persa, ogni giorno mi sforzo di mostrare loro la bellezza di un romanzo, la passione che c’è dentro e il mio entusiasmo. Il più delle volte mi guardano come se fossi un elefante con la proboscide a forma di fiocco, ma qualche volta mi sembra di vedere un barlume di curiosità in loro. Insomma, la morale della favola è che abbiamo un potere, soprattutto i genitori, e quindi usiamolo, anche a costo di renderci ridicoli! ^_^ Magari facendo una combo di entusiasmo per i libri, inizieranno ad interessarsi, almeno per osmosi. Complimenti ancora per il bellissimo articolo!

  3. Filippo Rossi
    Filippo Rossi 5 giugno, 2015 at 23:14 Rispondi

    Mille grazie, troppo gentile. Purtroppo ho trovato molte verità anche nel suo commento, e spero vivamente che i ragazzi con cui lei lavora riescano ad imparare ad apprezzare la letteratura, sia questa odierna o passata. Anche perché, essendo io stesso un normalissimo ragazzo di 21 anni, non credo che un giovane amante dei classici sia una cosa così impossibile da trovare.

  4. Filippo Rossi
    Filippo Rossi 5 giugno, 2015 at 23:14 Rispondi

    Mille grazie, troppo gentile. Purtroppo ho trovato molte verità anche nel suo commento, e spero vivamente che i ragazzi con cui lei lavora riescano ad imparare ad apprezzare la letteratura, sia questa odierna o passata. Anche perché, essendo io stesso un normalissimo ragazzo di 21 anni, non credo che un giovane amante dei classici sia una cosa così impossibile da trovare.

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