True Detective is back! Pilot enigmatico e intrigante

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Arriva la seconda stagione di True Detective

In un periodo di studio matto e disperatissimo dovuto agli esami di Stato, alla sessione estiva o alla preparazione per i test universitari, ben poche sono le consolazioni per gli studenti, costretti a restare in casa sognando spiagge assolate e drink ghiacciati sotto l’ombrellone. Tuttavia, cerchiamo di guardare il lato positivo dei nostri arresti domiciliari: True Detective è tornato! Dopo più di un anno dal debutto della prima stagione su HBO, domenica 21 giugno è andata in onda la prima puntata della seconda stagione sul canale americano. Gli amatissimi Rust Cohle e Martin Hart, però, sono rimasti in Louisiana a sbrogliare le loro complicatissime faccende: la seconda stagione, anch’essa autoconclusiva, ambientata in California, ha per protagonisti i detective Ray Velcloro e Antigone Bezzerides e l’agente Paul Woodrugh, interpretati dall’irlandese Colin Farrell, che ha abbandonato il suo simpaticissimo Irish accent, la bellissima Rachel McAdams e il canadese Taylor Kitsch, ma anche Kelly Reilly e Vince Vaughn, che non hanno di certo bisogno di presentazioni. Nuova ambientazione, nuovi personaggi, stesso fascino.

maxresdefaultPartiamo dall’inizio: pensavo sarebbe stato impossibile superare la fantastica sigla iniziale della prima stagione, che oltre a essere bellissima graficamente, ti prendeva e ti restava nella testa per mesi interi. Ebbene, ci sono riusciti alla grande! Oserei dire che Nevermind di Leonard Cohen è anche più bella della sigla precedente, ma mi sentirei di tradire un mio vecchio amore. Passiamo alla trama: i detective dovranno indagare sull’omicidio di Ben Caspar, corrotto consigliere del luogo (non molto lontano da Los Angeles) sul cui corpo verranno ritrovati inquietanti simboli satanici (vi ricorda qualcosa?). È molto difficile cercare di delineare la trama della stagione basandosi solo sul primo episodio, che è servito essenzialmente a presentare i protagonisti, introducendoci nelle loro psicologie contorte e nelle loro vite tristi e insoddisfacenti, che si intrecceranno solo alla fine della puntata.

La grandezza di True Detective, a mio avviso, non sta nella trama e nelle vicende investigative che Nic Pizzolatto ci propone, bensì negli stessi personaggi. Questi, essendo estremamente complessi, entrano facilmente nei cuori degli spettatori ed è semplice immedesimarsi nelle loro menti o addirittura provare empatia per le loro sofferenze. Basti pensare alle proteste che hanno seguito la dichiarazione che la nuova stagione non avrebbe riproposto gli stessi protagonisti della precedente; può esistere True Detective senza il pessimismo cosmico di Rust? Evidentemente sì. I nuovi protagonisti, lungi dall’essere banalissime copie dei nostri detective preferiti, presentano tuttavia dei punti in comune con i loro predecessori: un passato turbolento, una visione disillusa e cinica sulla vita, una tendenza più o meno marcata all’autodistruzione.

Dopo una prima splendida stagione le aspettative degli spettatori sono altissime, e le possibilità di deluderle pure. Tuttavia l’episodio pilota è stato più che soddisfacente. Un episodio su otto non è abbastanza per farsi un’opinione concreta, ma mi ha sicuramente tenuta incollata allo schermo, e non vedo l’ora arrivi lunedì (o domenica notte, se le palpebre reggeranno) per il prossimo. Matthew McConaughey, ci mancherai comunque tantissimo! Se volete seguire la seconda stagione ma lo streaming non fa proprio per voi, potete guardare ogni lunedì su Sky Atlantic alle 21,10 la puntata della settimana precedente doppiata, e a seguire alle 22,10 il nuovo episodio sottotitolato. Se avete amato la prima stagione, è altamente probabile che amerete anche questa. E se invece non avete mai visto nemmeno un episodio… fatelo. Non ve ne pentirete.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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