Ultimo omaggio a Christopher Lee

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British actor Sir Christopher Lee is photographed before his interview with APTN, at the AP office in north London, Friday March 5, 2010 (AP Photo/Joel Ryan)

L’attore Christopher Lee

Non capita spesso di poter parlare di un artista poliedrico. Spiacevole, di fatto, è scrivere della scomparsa di uno di questi. Attore e cantante, Sir Christopher Lee, all’anagrafe Christopher Frank Carandini Lee, è stato uno degli esempi più importanti di cosa significhi riuscire a guadagnare grande rispetto all’interno di un mondo come quello dell’arte, dove ogni persona, protagonista o addetta ai lavori, è più facilmente soggetta a critiche che a elogi. Un grave lutto, dunque, soprattutto per il mondo del cinema, dove più si è distinto, che perde con lui un attore d’enorme importanza.

Celebre ai più per aver interpretato Saruman il Bianco nelle trilogie de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit, tratte dagli omonimi libri di J. R. R. Tolkien e divenute veri e propri colossal grazie anche al lavoro di Peter Jackson dietro la cinepresa, Lee vanta partecipazioni in quasi 280 pellicole tra cinema e televisione. Non è dunque un caso, vista anche la sua lunghissima carriera durata quasi sette decenni, che l’attore londinese abbia ricoperto molti altri ruoli importanti, tra i quali ricordiamo il Conte Dooku nella trilogia prequel di Guerre Stellari, il Conte Dracula nella serie di film della Hammer Film Production e Lord Summerisle in The Wicker Man. Un antagonista (ma non solo) di prim’ordine, dunque, che rimarrà impresso nella mente di ogni amante del cinema per le superbe prestazioni, curate nei minimi dettagli e mai prive di quell’austerità che, propria dell’attore stesso, trasmetteva sapientemente a ognuno dei suoi personaggi, tanto nei modi di fare quanto nella voce.

È proprio quest’ultima, infatti, a farci apprezzare l’altro impegno artistico di Lee, altrettanto ottimo anche se meno conosciuto, ovvero quello di cantante heavy metal. Grazie al suo timbro vocale profondo, calmo e potente, l’attore inglese, durante l’ultimo decennio di vita, ha rilasciato numerosi lavori, tra i quali spicca Charlemagne: By the Sword and the Cross, acclamato concept album incentrato sulla figura di Carlo Magno.
Nel corso degli anni, ha contribuito alla colonna sonora di alcuni film che già lo vedevano impegnato in veste di attore, oltre ad aver collaborato più volte, in qualità di cantante e narratore, con i gruppi heavy metal Manowar e Raphsody of Fire.

Ancor prima che un artista esemplare, però, Sir Christopher Lee è stato un uomo eccezionale, come testimoniano le condoglianze espresse da molti colleghi e registi che hanno avuto la possibilità di lavorare assieme a uno dei volti più importanti della storia del cinema.
Straordinaria, infine, è anche la sua figura, tanto da poter essere paragonata a quella dei personaggi da lui interpretati: discendente di Carlo Magno, capace di parlare correttamente otto lingue, un passato da pilota della RAF durante la Seconda Guerra Mondiale e vastissime conoscenze in numerosi campi del sapere.

Di un cosa in particolare, dunque, il mondo intero è certo: non esisterà mai un altro Sir Christopher Lee.

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Padovano, classe '94. Studente universitario, scrittore, grande appassionato di videogiochi, musica e cinema. Non sono nulla di tutto ciò.

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