Il ritorno dei guerrieri Z: Dragon Ball Super

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Il “cast” di Dragon Ball Super

Fin dagli anni ’70, i cartoni animati giapponesi (o, più correttamente, anime) sono stati e continuano a essere una delle principali colonne portanti dell’infanzia di moltissime persone, tanto per i personaggi quanto per le colonne sonore. Merenda alla mano, bambini e ragazzi di ieri sono cresciuti con cartoni animati come Mazinga Z, Goldrake e Jeeg Robot d’Acciaio, mentre quelli di oggi possono contare su Pokémon, Naruto e One Piece. Tra i molti che si sono susseguiti, tuttavia, pochi rimangono veramente impressi nelle menti di più di una generazione, come, ad esempio, Holly e Benji, Mila e Shiro e Lupin III. Nell’eterno dibattito riguardo quale tra questi mostri sacri delle serie animate abbia maggiormente lasciato il segno negli ultimi 20 anni, non solo a livello di apprezzamento da parte del pubblico ma anche di importanza mediatica, a emergere vincitore è spesso un anime in particolare, il quale, paradossalmente, è il meno verosimile tra tutti: Dragon Ball.

È doveroso, quindi, a pochi giorni di distanza dalla messa in onda giapponese della prima puntata, parlare di Dragon Ball Super, nuova serie incentrata sulle avventure dei protagonisti dell’universo nato dalla matita di Akira Toriyama. A distanza di 18 anni dalla trasmissione dell’ultimo episodio di Dragon Ball GT (terza serie della saga), ritroviamo tutti i personaggi di Dragon Ball Z (seconda serie della saga), i quali, tornata la pace sulla Terra, sono alle prese con la vita di tutti i giorni: Son Goku, il protagonista, lavora nei campi nel tentativo di guadagnare qualche soldo per volere di Chi-Chi, sua moglie, mentre procedono i preparativi per il matrimonio tra Son Gohan, loro figlio, e Videl, figlia del campione del mondo di arti marziali Mr. Satan. Tutto, dunque, pare essere tornato alla normalità sei mesi dopo la sconfitta del malvagio Majin Bu. Ma i Kaioshin, le divinità supreme dell’universo, non sembrano godersi pace e tranquillità: una nuova minaccia, capace di distruggere interi pianeti con un solo dito, si annida negli angoli più remoti della galassia.

Dragon Ball Super si apre quindi nel più classico dei modi: spezzoni di vita quotidiana minacciati dall’ombra di un potere sconosciuto. Anche se, questa volta, tanto ignoto non è: come anticipato dallo stesso Toriyama, impegnato nel progetto in veste di sceneggiatore, la serie si svilupperà per un totale di circa 100 episodi basati sugli ultimi due film d’animazione legati alla saga: Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei e Dragon Ball Z: Fukkatsu no F (tradotto letteralmente La rinascita di F). Allo stesso modo di Dragon Ball GT, dunque, anche Dragon Ball Super non sarà tratto dal manga originale di Toriyama, il quale ha tuttavia spiegato come questa nuova serie sia ambientata tra la fine della seconda e l’inizio della terza al fine di offrire una maggiore continuità alla saga.

Scelte coraggiose, dunque, che però sembrano non tradire la grande attesa creatasi: la qualità grafica vista nel primo episodio non lascia certo a desiderare, mentre i piccoli, classici siparietti dei personaggi che milioni di persone in tutto il mondo hanno imparato ad amare fanno quasi sentire gli spettatori a casa, come se gli ultimi 18 anni non fossero passati. Le premesse per una serie degna di quelle che sono state Dragon Ball e Dragon Ball Z, a conti fatti, ci sono tutte. Ai fan non resta quindi che godersi gli intramontabili personaggi e gli spettacolari combattimenti a cui questo splendido anime ha sempre abituato. Magari con una brioche e un bicchiere di latte nuovamente in mano, ammesso che Goku non abbia bisogno che si sollevino le braccia al cielo.

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Padovano, classe '94. Studente universitario, scrittore, grande appassionato di videogiochi, musica e cinema. Non sono nulla di tutto ciò.

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