Sicilia tra Archimede, Verga e degrado

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Se si parla di Sicilia, quali sono le prime cose che avete in mente? Sole? Mare? Cibo? Mafia? In un mondo in cui gli stereotipi sono (forse anche troppo) presenti, dà sempre fastidio sentirsi dire “Oh! Sei siciliana! Che bella terra, peccato per la mafia”.

Ecco, ogni volta che qualcuno associa la mia terra alla mafia, io muoio dentro. Vado fiera di essere siciliana e mi dispiace non avere un accento tale da far capire subito le mie origini. Vado fiera delle bellezze della mia terra, delle giornate di sole 350 giorni l’anno, del mio mare, delle mie isole minori, del mio caro Etna. Se penso a tutto ciò che abbiamo in quasi 26.000 km², mi sento infinitamente piccola.

La magia che si respira anche nei paesi dell’entroterra, abitati da poche centinaia di persone, riporta alla mente un tempo lontano, fuori dal mondo, in cui tutto è perfetto. Ogni qualvolta che parlo di persone illustri siciliane, sento dentro di me una specie di forza, una forza che mi fa dire “Alessia, fa’ vedere la tua sicilianità e porta alto il ricordo di chi, prima di te, ha reso la Sicilia grande“.

Mi commuovo guardando Nuovo Cinema Paradiso Baaria di Tornatore, perché è quella la Sicilia vera, quella fatta di gente genuina, buona con gli altri, che sì, a primo impatto può sembrare  fredda e distaccata, ma che poi non esita neanche un momento ad aiutare gli altri, concedendo anche più di ciò che si ha. Poi però mi guardo intorno, torno al mondo reale e vedo che tutta la poesia, la magia svanisce in un nonnulla.

Da qualche mese non vivo più in Sicilia, sono andata via per migliorare il mio futuro per poi tornare qui. Il mio sogno è quello di aiutare questa terra di fuoco e mare, di poesia, amore, saggezza a risorgere, a risplendere. A tornare a essere il centro del mondo.

Sì, lo so, sono una maledetta sognatrice, ma io ci credo profondamente. La Sicilia ha tutto per potersi riprendere, ma perché non ci riesce?

I mezzi di trasporto

I trasporti in Sicilia non sono affatto tra i migliori. Nella zona in cui sto io, gli aeroporti di Palermo e Catania sono rispettivamente a tre ore, tre ore e mezza di distanza. Troppo. Ultimamente è passato alla cronaca quel ponte autostradale appena inaugurato e crollato, ricordate? Bene, non è il solo. I lavori in autostrada, qui, sono tanti; abbiamo parecchie corsie a doppio senso, gallerie non illuminate o illuminate parzialmente, ponti poco sicuri (e spesso non sottoposti a manutenzione) e molto, molto altro. Vogliamo parlare di treni?! Sapete quanto impiega un regionale da Palermo a Messina? Tra le 3 e 4 ore (e si tratta di circa 200 km!). E se invece parlassi dei collegamenti con le altre regioni?! Ah potrei parlarne per ore! Ma vi lascio immaginare…

Tutela del territorio

Goethe nel Viaggio in Italia scrive: «L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto». Goethe e la sua sensibilità romantica avevano visto lungo sulle nostre ricchezze. Ma noi?! Curiamo i nostri beni, le nostre città adeguatamente? Promuoviamo il territorio (anche le sue zone più piccole e remote)? Io, purtroppo, non credo. Non ci credo perché è nel DNA del siciliano medio lasciarsi correre tutto addosso, non occuparsi attivamente dei problemi della collettività. Pensare “se non lo fa lui, perché devo farlo io?”. Beh, se non lo fa nessuno, allora, è anche inutile lamentarsi. Ma no! Non va bene. La Sicilia è nelle nostre mani e ormai sta andando in pezzi, sotto diversi punti di vista.

Vogliamo far qualcosa per non distruggerla del tutto? Vogliamo “salvare il salvabile”? Impegniamoci! Nel nostro piccolo dobbiamo, come ho scritto anche ad inizio articolo, far sì che tutti coloro che son morti per difendere questa terra, non siano morti invano. Dobbiamo portare alto il loro ricordo e usare il nostro orgoglio come nostra Forza. Io ci credo profondamente, ma ripeto: sono un’inguaribile sognatrice.

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Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Sono nata giusto in tempo per capire che le cose belle della vita sono tante, che scrivere di me è fondamentale e che non riuscirei a vivere in un mondo senza musica, concerti, libri,serie tv e attori inglesi.

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