Alla scoperta del Math Rock con i This Town Needs Guns

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Math Rock

I This Town Needs Guns

Non appena il nostro cervello entra in contatto con la parola “Rock” , siamo portati ad associarla a chitarre elettriche, batteria, basso, ritmica precisa, testi al limite della poesia e voci melodiose: tutti elementi in perfetto equilibrio tra loro come in un meccanismo forgiato dalle mani di un orologiaio. Insomma, il Rock è ben noto in ogni sua caratteristica al mondo intero fin dalla sua nascita. Ma allora, cosa accade a tale genere quando al suo fianco precisiamo “Math”?

Come? Matematica? Esatto. Matematica. Dimenticate il 4/4 tipico del rock. La prima novità è proprio una ritmica asimmetrica, motivo della denominazione “Math”. La sensazione che ne consegue è spiazzante quanto sbalorditiva: pare quasi che non ci sia spartito di sorta, ma un’espressione matematica a dirigere gli strumenti; questi ultimi, a un primo ascolto, sembrano essere “solitari”, ognuno per conto suo: falso. Producono una melodia totalitaria inconfondibile, sbalorditiva, ricca di arpeggi, assoli di percussioni dai ritmi frenetici e bassi perfettamente curati.

Altra caratteristica tipica del Rock, come ho detto, è l’importanza quasi fondamentale data ai testi e alle voci. Nel Math Rock, invece, non viene data grossa importanza ai testi, anzi: spesso i gruppi legati a questo genere compongono perlopiù musica strumentale. Ciò non fa che incentivare la ricerca spasmodica dei “matematici” di creativitàTutto ha questo fine: l’essere creativi, creatori di contenuti. Tanto più questi contenuti sono off the wall (fuori dagli schemi), tanto più, personalmente, li apprezzo.

Uno dei gruppi esempio del genere sono i This Town Needs Guns. Nato nel 2004 a Oxford, il gruppo è attualmente un trio formato da Henry Tremain alla chitarra solista, Tim Collis alla seconda chitarra e Chris Collis alla batteria. La loro musica mi ha rubato il cuore per il bipolarismo del loro stile: è contemporaneamente un rock semplice, privo di distorsioni o mixaggi di sorta e un rock dalla ritmica estremamente complessa, ricco di arpeggi veloci e percussioni frenetiche. Bipolarismo perfettamente percepibile in ogni canzone del gruppo. Sebbene appartengono alla manciata di complessi che presentano testi nelle loro canzoni, questi hanno ruolo del tutto marginale: il centro del componimento rimane la ritmica, tutto il resto le ruota attorno rendendola assolutamente unica.

Non li ho conosciuti partendo da uno dei loro due album – Animals (2008), 13.0.0.0.0 (2013) – bensì dal loro primo e unico EP omonimo, pubblicato nel 2008. Il disco, contenente otto tracce, è un crescendo di bellezza artistica con pochi eguali. Assolutamente consigliato a chi non conosce il genere, ma ama il Rock.

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Elio Buglione

Elio Buglione

Elio ha tre grandi passioni: la musica, la fotografia e viaggiare. Ha i capelli sugli occhi, ma dice di vederci bene... Nessuno sa come fa. Nel tempo libero, suona la batteria come farebbe un bambino di otto anni.

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