Suo.Na: tutta un’altra musica [GALLERY]

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19 settembre, Castel Sant’Elmo. Non poteva esistere un luogo migliore per ospitare la tappa partenopea del Suo.Na, festival itinerante predisposto dall’UfficioK. Vi assicuro che il panorama vi lascia a bocca aperta e che all’imbrunire c’è una luce meravigliosa. La prima nota di merito va proprio all’organizzazione, impeccabile, che ha saputo gestire nel migliore dei modi un evento così grande con il massimo della puntualità, professionalità ed efficienza. La bestia CARENNE ha aperto la serata, divisa in tre stage diversi. Il gruppo partenopeo ha saputo scaldare e coinvolgere il pubblico con la sua simpatia e con una buona dose di energia. Al termine della scaletta sono saliti sul palco un batterista e un pianista cantante, ironicamente autoproclamati come i due interpreti delle canzoni di Dino Fumaretto. Il pubblico è rimasto immediatamente interdetto dall’atmosfera che si stava creando. Fumaretto e la sua testa fra le nuvole, una semplicità pazzesca. La lettura dei brani dalla scaletta, ad alta voce, per accordarsi con il batterista, l’annuncio della canzone successiva con un tono posato e sfumato d’ironia. La gente non capiva, non essendo abituata a una tale autenticità: due musicisti che suonano e basta, senza voler dare necessariamente spettacolo. Lo sguardo interrogativo dei più si è presto trasformato in un sorriso rapito dal fascino di quei brani dai testi allegorici e dalle particolari melodie quasi fiabesche. A concludere il primo stage Iosonouncane: è arrivato silenziosamente, acclamato dalla folla (ad ascoltarlo c’era pure Colapesce!) e ha cominciato a muoversi, a suonare, a mixare, quasi senza accorgersi di essere di fronte a migliaia di persone, totalmente concentrato da ciò che accadeva al di sotto delle sue mani. I suoi testi impegnati si arrendono a quei suoni moderni che tanto piacciono ai giovani (ma comunque a un livello differente) e, pertanto, vengono necessariamente ascoltati anche se non citano frasi scontate come i maggiori prodotti che popolano le discoteche. Ho sorriso di fronte a tutti quei ragazzi che si muovevano estasiati, in un tripudio di rispettoso silenzio.

Tutti hanno poi cominciato a correre verso il secondo palco, già adibito per il concerto successivo. Un finissimo spettacolo di acrobate ha intrattenuto elegantemente la folla prima che la musica riprendesse. Il silenzio che ne è seguito è stato interrotto da una voce fuori campo che parlava di felicità. Io l’aspettavo da tanto ed è apparsa sul palco, tra le urla entusiaste dei fan: Levante ha concluso l’ABCDTour proprio sotto il cielo di Napoli. Ad aprire il concerto Abbi cura di te, la canzone che ha regalato il nome all’intero album. Dopo un’intensa ora di musica che ha entusiasmato il pubblico e fatto innamorare chi non la conosceva, Claudia Lagona ha incontrato i suoi fan nel backstage e, nonostante la durezza dei bodyguard dell’evento, si è dimostrata dolcissima e piena di gratitudine. Colapesce è il protagonista del concerto successivo, con i suoi sorrisi colmi di umiltà e la chitarra in mano, come cita la nota canzone di Toto Cutugno. Acclamato dal pubblico che richiedeva i suoi brani preferiti, Colapesce ha regalato uno spettacolo magico e ha poi lasciato spazio ai Marta sui tubi. Il secondo stage è stato praticamente governato dalla Sicilia, terminando con un’incredibile quantità di energia e un pubblico ancora una volta incantato dalla bravura dei musicisti. A seguire i Drink to Me e i Populous hanno trasmesso la loro musica nella notte. Suoni elettronici ma piacevoli, talvolta eterei, che hanno intrattenuto nel migliore dei modi chi aveva voglia di ballare.

10,000 persone e le emozioni concentrate in ognuno di loro erano straordinariamente visibili. Il festival si è rivelato un meraviglioso scenario di naturalezza e ha costituito un’incredibile occasione per incontrare o conoscere artisti di un certo livello. Anche chi si è recato lì totalmente impreparato non ha potuto non apprezzare il contesto in cui pian piano si immergeva. La complicità che si è creata tra il pubblico era davvero notevole e non può che far sorridere perché, in modo realmente genuino, migliaia di persone erano unite esclusivamente da quel fortissimo legame che forse solo la musica è capace di restituire.

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About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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