Secret Avenue: indie direttamente dall’Ucraina

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Secret Avenue sono un gruppo ucraino formatosi nel 2012. Abbiamo avuto la chance di intervistarli e a parlare è Anton Pribytkin, il frontman della band. Ci raccontano come si sono incontrati e di come hanno cominciato a produrre musica. Il loro viaggio parte dal panorama indipendente ucraino, con le sue difficoltà, e arriva all’esperienza di numerosi festival importanti e, solo per adesso, sfocia nell’uscita del loro primo videoclip, tratto dalla canzone Mirror.

Come sono nati i Secret Avenue? Come vi siete conosciuti e come avete cominciato a collaborare in questo progetto musicale?

Mi sono trasferito a Kiev nel 2010, prima abitavo in Crimea. Ho poi portato avanti degli strani progetti dance-punk con il nostro tastierista, Georgii. Ci sono voluti due anni per trovare persone con cui riuscivamo a sentirci a nostro agio mentre producevamo musica. Dark Ages, chiamo così quel periodo. Anche se Kiev è una città molto grande è davvero complicato trovare i giusti musicisti, con un bel tocco musicale (suona davvero male, vero?). Però alla fine ce l’abbiamo fatta e ci siamo conosciuti con l’aiuto di alcuni amici, in alcune feste occasionali e anche in alcuni forum su internet.

La band è di Kiev, ma il vostro sound non può non ricordare i classici groove della musica britannica e americana. Quali sono gli artisti a cui vi ispirate e in che modo?

Siamo sempre stati influenzati dalla musica americana e inglese, è un range che include davvero molte band come i Depeche Mode o i Guns’n’Roses, The Strokes o gli Human League e moltissimi altri. Credo che ognuna di loro abbia lasciato il segno sul nostro modo di fare musica. Vorrei citare anche i Kino, una band new-vave  sovietica, un cult, parlo di musica eterna come quella di Bob Marley. Questa roba non verrà mai cancellata dal mio iPod. Twin Shadow, Blood Orange, Jungle, Wild Beasts, Peace, Holy Ghost! Sono band moderne che mi hanno influenzato davvero profondamente nell’ultimo paio di anni.

Come avete cominciato a farvi conoscere da un pubblico internazionale (stampa russa inclusa)? Possiamo affermare che il web ha avuto un ruolo fondamentale?

Penso che il web e i social media abbiano giocato l’unico ruolo in tutto ciò. Non ci siamo pubblicizzati, se non in Ucraina, e quest’anno suoneremo per la prima volta in Europa (spero). È fantastico sapere che persone negli USA o in Francia ascoltano la nostra musica e ci dicono anche che l’apprezzano.

Anche in Italia abbiamo dei progetti indipendenti. Come funziona la musica indie in Ucraina? È molto difficile avere il proprio spazio nel panorama musicale?

Il rock e i club music in Ucraina sono la prima cosa, in questo momento. Moltissimi progetti grandiosi e tante band stanno nascendo, ma non è abbastanza per sconfiggere la terribile e volgare macchina dello showbiz. Crediamo, tuttavia, nel detto il cambiamento arriverà, ci stiamo avvicinando sempre di più a una specie di rinascimento musicale ucraino.

Avete suonato ai maggiori festival dell’Ucraina. Come ha influito questa esperienza sulla vostra crescita?

Penso che adesso potremmo suonare ovunque, in ogni tipo di luogo, con qualsiasi condizione climatica. Non ci sorprendiamo più se ci sono ombrelli di tre metri che volano a causa del vento o se le corde della chitarra si sciolgono col caldo estivo. Adesso siamo preparati a ogni problema tecnico improvviso e se succedessero sapremmo gestirli. La cosa più importante che i festival estivi ci hanno insegnato, però, è questa: rilassati, divertiti, resta positivo e fai del tuo meglio, non importa se suoni di fronte a una dozzina di persone o a duecento.

Quali artisti ucraini suggerireste ai nostri lettori italiani?

I Lakeway e i Cherokey sono le band che ci piacciono di più. Il loro stile varia dall’electropop al nu-disco, ma sono entrambe uniche e diverse fra loro. Adoriamo vederli in concerto.

Qual è il vostro prossimo obiettivo?

Stiamo lavorando sul nostro secondo EP che sarà rilasciato a novembre e siamo pronti per un nuovo tour. Inoltre abbiamo girato il nostro primo video musicale, perciò abbiamo lavorato tanto per realizzarlo. E ci sono delle sorprese, ovviamente, quindi restate sintonizzati!

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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