Frau Szabó e quella Porta dietro la quale ci nascondiamo un po’ tutti

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(FILES) A picture taken 27 October 2003 shows Hungarian writer Magda Szabo posing in Paris after being awarded the Prix Femina for her book "The Door" (La Porte). Magda Szabo, one of Hungary's most famous authors, died in the eastern Hungarian city of Debrecen on Monday 19 November 2007, Hungarian media reported 20 November. AFP PHOTO FILES / ERIC FEFERBERG (Photo credit should read ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

(FILES) A picture taken 27 October 2003 shows Hungarian writer Magda Szabo posing in Paris after being awarded the Prix Femina for her book “The Door” (La Porte). Magda Szabo, one of Hungary’s most famous authors, died in the eastern Hungarian city of Debrecen on Monday 19 November 2007, Hungarian media reported 20 November. AFP PHOTO FILES / ERIC FEFERBERG (Photo credit should read ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

In questo articolo cercherò di contenere il mio spirito da blogger letteraria che, con l’avvicinarsi del Natale, suggerisce libri a destra e a manca senza contegno. Non che non mi piacciano i consigli letterari, anzi. Ogni volta che leggo o vedo un consiglio letterario, immancabilmente, la mia wish list si allunga a dismisura. Ma lo scopo di questo articolo vuole essere diverso. Non sarà una recensione, ma una segnalazione. Perché se non conoscete Frau Szabó dovete rimediare quanto prima. Se poi decidete di recuperare la mancanza prima di Natale e di acquistare un suo libro, farete felice anche la blogger letteraria che è in me.

Hermann Hesse scrisse: «Con Frau Szabó avete pescato un pesce d’oro. Comprate tutta la sua opera, quello che ha scritto e quello che scriverà».

E mi sa che aveva ragione. Frau Szabó, all’anagrafe Magda Szabó (Debrecen, 5 ottobre 1917 – Kerepes, 19 novembre 2007), è stata una scrittrice ungherese, autrice di romanzi, drammi e raccolte di poesie, e attualmente è una delle scrittrici ungheresi più tradotte al mondo.

Frau Szabò ha una capacità di coinvolgere il lettore che pochi scrittori hanno. Il suo stile è tutto particolare: intimo, diretto, semplice e ricercato. Uno stile che ti cattura e ti avvinghia tra i suoi tentacoli. Non si può scappare dalla narrativa di Frau Szabó. È proprio impossibile.

Frau Szabó e l’intimo La porta

Mi sono avvicinata alla narrativa di Frau Szabó leggendo La porta (1987). Questo romanzo intimo e familiare rappresenta il romanzo che ha rivelato al grande pubblico la potenza narrativa di quest’autrice. Andato perso inspiegabilmente negli anni della transizione politica ungherese, La porta sta ottenendo nuova fama in questi anni.

Non aspettatevi un romanzo familiare classico. Qui di “classico” non troverete assolutamente nulla. La famiglia che ci racconta Frau Szabó non è una famiglia “di sangue”, ma una famiglia “di scelta”. Emerenc Szeredás, la vecchia serva e portinaia, sceglie la narratrice, Magda, scrittrice ungherese in ascesa, come sua famiglia. È un rapporto conflittuale e appassionato quello che lega le due donne per buona parte delle loro vite, caratterizzato da incomprensioni, riappacificazioni e parole non dette, sullo sfondo di quella Porta che nessuno può varcare. La Porta è quella dell’appartamento di Emerenc. È la barriera che separa il mondo reale da quello segreto e costruito sulle illusioni di Emerenc. La vecchia si ripara dietro quella Porta per sfuggire ai dolori e alla realtà della vita. Fuori tutto deve sembrare perfetto, dignitoso e rispettabile, mentre quello che accade dietro la Porta non rispetta regole (né scritte né orali), ma solo i sentimenti della vecchia. Quella Porta deve rimanere chiusa. Soltanto rimanendo chiusa, può proteggere Emerenc dalla crudeltà della realtà. Come tutte le barriere però, anche la Porta è destinata a cadere e a cambiare tutto quello che, fino alla caduta, era certo nel mondo della vecchia serva.

Lo stile di Frau Szabó entra dentro e scava tra i sentimenti. Ogni lettore coglie sfumature diverse e significati nascosti. Rileggendo questo libro a diverse età sarà come leggerlo per la prima volta. Perché? Perché quella Porta assume significati diversi per ognuno di noi. Quella Porta è quella maschera che ci mettiamo quando diciamo di star bene e invece stiamo morendo dentro; è quel sorriso che ci stampiamo in faccia anche se vorremmo piangere; è quel muro che costruiamo tra noi e gli altri per non soffrire. Tutti possiamo sentire nostra almeno una delle ragioni che fanno scegliere ad Emerenc di tenere chiusa quella Porta. Ciascuno di noi ha la propria Porta, un po’ come Emerenc. E ciascuno di noi non vuole aprirla, per paura o rimorso. Frau Szabó ci parla di Emerenc, ma ci parla un po’ di lei e un po’ di noi. Perché siamo tutti un po’ come Emerenc e ci comportiamo un po’ tutti come Emerenc con la sua Porta.

Sul significato di questa Porta si potrebbe disquisire per ore, ma non sono la persona giusta per farlo. Sono solo una lettrice appassionata che ogni tanto scrive della sua passione. Qui non basterebbe uno stuolo di filosofi per teorizzare e mettere per iscritto tutto quello che la Porta rappresenta. Il mio compito era quello di incuriosirvi e suggerirvi, non poi così velatamente, un buon libro per questo Natale (sì!, lo so, all’inizio avevo detto che non avrei dato consigli letterari, ma dopo tutto è ovvio che se parlo di questo libro e di questa autrice è perché li ritengo validi). Quello che poi Frau Szabó e la Porta di Emerenc susciteranno in voi sarà qualcosa di vostro e privato, che magari esulerà completamente dalle mie sensazioni e dalle mie impressioni. Buon Natale e buona lettura! Se sceglierete Frau Szabó non ve ne pentirete, e poi ve lo dice anche Hermann Hesse!

About author

Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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