Garage band #01 – ELEPHANT BRAIN

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  1. 15 Bis Elephant Brain 3:22
  2. Nella Gravità Elephant Brain 3:26
  3. Tenda Elephant Brain 3:19
  4. Blu Elephant Brain 2:38

Diamo finalmente il via a Garage band, l’iniziativa promossa da partedeldiscorso.it per diffondere il lavoro di gruppi e cantautori emergenti. Ad aprire le danze sono gli Elephant Brain, una band dalle sonorità decisamente rock che ci ha colpito fin da subito per diversi motivi, tra cui la coraggiosa scelta di cantare in italiano, sebbene il loro genere imponga spesso l’uso del più melodico inglese. Se per molti, dunque, il rock all’italiana è morto (o non è mai esistito), a controbattere arriva la musica degli Elephant Brain.

Questo non crea certamente un precedente: basti pensare ai Ministri, così come ai Fast animal and the slow kid (due band che – seppur vagamente – gli Elephant possono ricordare). Pur rifiutando la lingua inglese, viene però mantenuto un sound internazionale, che riescono a far convivere con la natura più elitaria, meno “globalizzata”, della nostra lingua. Insomma, se il loro intento era quello di comporre brani trascinanti pur senza nascondersi dietro l’apparente disimpegno della lingua straniera (o per meglio dire, giocando a carte scoperte e affrontando il rischio della completa comprensibilità del testo, che diventa dunque parte fondamentale e difficilmente ignorabile della loro musica), allora l’obiettivo è stato centrato sicuramente in pieno: a noi quello che cantano piace, ma soprattutto ci piace come lo cantano. Ci piace la loro grinta, la loro unicità e siamo felici di averli in streaming sul nostro sito.

Vi lasciamo ora alle loro stesse parole, che potranno darvi qualche informazione in più sul gruppo, non dimenticando di invitarvi a seguirli su Facebook, Spotify e Soundcloud per non perderli d’occhio. Anzi, d’orecchio. Buona lettura, ma soprattutto buon ascolto.

Chi siete e da dove venite?

Gli Elephant Brain sono cinque, fanno rock e scrivono in italiano.
Vengono da Perugia e sono Vincenzo, Andrea, Emilio, Giacomo e Michele.

Come è nata la band?

Non c’è un momento preciso in cui nascono gli Elephant Brain, c’è un luogo, quello sì, il Fuori Produzioni, che si trova a Mantignana, un paesino di campagna alle porte di Perugia. Siamo tutti e cinque partiti a suonare da là. Alcuni di noi non sapevano neanche tenerlo in mano, uno strumento musicale. È un luogo che abbiamo costruito, che abbiamo visto crescere insieme a noi nel tempo, tanto che alla fine è diventato un po’ la nostra seconda casa. Con il passare del tempo abbiamo cominciato sempre a chiedere un po’ di più a noi stessi, tanto da crederci in grado di produrre musica nostra. C’era la voglia di dare un senso diverso al nostro stare lì, alla nostra amicizia.

Che genere di musica fate, volendo definirla orientativamente?

Facciamo rock in italiano.
Elephant Brain rappresenta appunto quello che vogliamo comunicare con la nostra musica. La presa di coscienza che questo periodo storico, per quanto “grigio e pesante” non ci impedisce di impegnarci in un progetto che vuole guardare lontano, andare avanti con fiducia. Quando vicino alla musica ogni membro della band poi affianca un percorso di formazione e di studi, i tempi si dilatano tantissimo, spesso diventa estremamente pesante e il simbolo dell’Elefante vuole anche un po’ esorcizzare questo mito che le molte strade diverse non possano alla fine conciliarsi. Se ci metti anche la ricerca di un suono “grosso”, pieno di chitarre e una batteria che pesta duro, ecco spero di aver soddisfatto la tua curiosità.

Chi sono le vostre ispirazioni, se ne avete?

Ovviamente cinque persone hanno ognuno delle ispirazioni diverse e tutte quante rientrano poi in un modo o nell’altro nel lavoro finale, quindi sarebbe diciamo riduttivo dare dei nomi. Comunque sia principalmente non ci nascondiamo dal fatto che la scena indipendente italiana del momento ci “costringe” a un confronto, confronto che prendiamo come uno stimolo produttivo perché crediamo che in Italia stiano venendo fuori dei gran bei progetti che muovo e portano avanti la musica. In questo noi troviamo la nostra ispirazione, che poi è un po’ di tutti e un po’ di nessuno.

Perché la musica?

Ci sono milioni di motivi. Perché uno se la sente la musica. Perché la musica prende e questo è uno dei motivi principali. Non si può nemmeno bene razionalizzare come cosa. Poi perché riesce a comunicare qualcosa di profondo, mette in comunicazione e lo fa nel modo più diretto possibile. È un canale che serve per mettersi in comunicazione e crediamo che questa sia una cosa bellissima. Perché la musica fa pensare quando diventa arte.

Definite la vostra musica in tre aggettivi.

Nostra, dura, diretta.


Garage BandSei un cantautore o hai una band?

Hai degli inediti che aspettano solo di essere ascoltati?

Parte del discorso ti dà la possibilità di metterli in streaming sul suo sito! Per autocandidarti basta mettere Mi piace alla pagina Facebook di Parte del discorso e mandare un’email con oggetto “Garage band” all’indirizzo partedeldiscorso@gmail.com, con una breve bio e almeno quattro brani (anche interi EP o LP sono graditi). Non ci sono scadenze per inoltrare la propria candidatura. Per non perdere nessun aggiornamento sull’iniziativa, vi consigliamo di partecipare all’apposito evento da noi creato. Fatevi avanti, non avete nulla da perdere!

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