The Cursed Child, Harry Potter 19 anni dopo: le polemiche sul cast

0
The Cursed Child

Il cast di The Cursed Child. Foto di Simon Annand

Probabilmente uno degli eventi più attesi del 2016, lo spettacolo teatrale Harry Potter and The Cursed Child, diretto da Jack Thorne e tratto dal racconto originale di J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, sta già facendo parlare di sé.

La sinossi ufficiale ci anticipa che la storia vedrà Harry come un impiegato del Ministero della Magia sommerso dal lavoro, marito e padre di tre figli. Insieme al figlio più piccolo, Albus Severus, dovrà nuovamente fare i conti con il suo passato per confrontarsi con la verità e scoprire che spesso l’oscurità si può nascondere in luoghi inaspettati.

La produzione dello spettacolo, che debutterà a Londra il prossimo luglio, ha da poco rivelato i nomi degli attori che interpreteranno Harry, Hermione e Ron. Si tratta di Jamie Parker (membro del cast originale della commedia di Alan Bennett The History Boys a Londra, Broadway, Sydney e Hong Kong), Paul Thornley (Les Misérables) e Noma Dumezweni (Dirty Pretty Things).

È stata proprio quest’ultima a suscitare grande, infinito, apocalittico scalpore: com’è possibile che abbiano scelto una donna di colore per interpretare Hermione Granger, ormai quasi automaticamente identificata con Emma Watson? La Rowling si è espressa con serenità al riguardo, dichiarando di non aver mai specificato l’etnia della brillante strega e di supportare nel modo più totale la Dumezweni.

Quello che molte persone sembrano non aver inteso, lamentandosi del fatto che non ci sarà continuità perché ormai siamo abituati all’immaginario collettivo che ci siamo costruiti fin dall’uscita del primo film, è che questo sarà uno spettacolo teatrale. La continuità con i film non è obbligatoria, nel modo più assoluto. Qui si tratta di rendere onore a una delle storie che più hanno segnato l’infanzia di una straordinaria percentuale di persone e se Noma è risultata essere la persona giusta per interpretare e riportare in vita la nostra Hermione, è davvero così importante il colore della sua pelle? Suvvia, guardiamo oltre.

Da CleopatraHunger Games: dove sono finite le etnie?

Non ricordo di aver assistito ad una ribellione ogni volta che sono stati scelti attori bianchi per interpretare il ruolo di persone di un’etnia differente. Che dire allora di Elizabeth Taylor in Cleopatra, di Jake Gyllenhaal in Prince of Persia o di John Wayne in Il conquistatore? Addirittura Katniss Everdeen nella trilogia di Hunger Games viene descritta con la pelle olivastra e non ci sarebbe niente da dire sul fatto che la Lawrence sia stata scelta per interpretarla, viste le sue notevoli capacità recitative, se solo l’annuncio fatto per assegnare la parte non avesse espressamente richiesto un’attrice caucasica. Perché nessuno si indigna quando sono le minoranze a essere sostituite, messe in ombra?

Nei libri, Hermione ci viene presentata come una ragazzina brillante dagli occhi castani, i capelli crespi e denti davanti piuttosto grandi. A onor del vero, non è che Emma corrisponda perfettamente a questa descrizione, ma il punto è un altro. Sono passati diciotto anni dalla pubblicazione del primo volume della serie ed è noto che recentemente molte delle problematiche legate alla razza, al sesso e all’uguaglianza in generale stiano finalmente assumendo più visibilità di quanto ne avessero al tempo. Mi piace pensare di essere nel periodo in cui si ha meno paura di parlare, discutere, urlare e difendersi. Uomini e donne di colore testimoniano il razzismo americano e le ingiustizie subite ogni giorno, le donne iniziano a rendersi conto di poter fare ancora tanto per se stesse, le persone cominciano a sentire un senso di indignazione che le porta a riflettere, parlare, aiutare. Ecco cosa mi piace pensare.

Se non riuscite a capire quanto straordinario sia che un’attrice di colore, da voi immediatamente giudicata senza che neanche vi siate un attimo fermati a domandarvi quanto debba essere stata brava per essere scelta per un ruolo tanto importante, possa acquisire visibilità e permettere a chissà quante bambine di colore di identificarsi col suo personaggio, allora mi spiace davvero.

Possiamo fare di più che lamentarci o preoccuparci della nostra immaginazione, di come vogliamo che le cose siano. Possiamo scegliere di smetterla di criticare tanto e accettare che le cose, a volte, prendano una piega diversa da quello che ci saremmo aspettati. Possiamo celebrare la diversità, i differenti punti di vista, ma soprattutto possiamo scegliere di supportare gli altri perché, credetemi, il sostegno reciproco è una delle cose di cui il mondo ha avuto e continuerà ad avere più bisogno.

About author

Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

No comments

Potrebbero interessarti

In foto, Laura Pausini

L'umiltà, nell'arte, è marketing

[caption id="attachment_8807" align="aligncenter" width="1030"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi