In Fondo, l’imperdibile nuovo album di Due Venti Contro

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In fondo

La copertina di In Fondo

Spesso e volentieri preferiamo, con le nostre interviste, dare spazio a chi uno spazio non ce l’ha. Da una parte, questo ci permette di portare avanti uno dei nostri propositi principali, quello di creare una rete di condivisione, una specie di bacheca per talenti e in questi casi dare visibilità specialmente a chi non ne ha (ma la meriterebbe) è prioritario. L’altro motivo, da non sottovalutare, è che il poter un giorno dire – come solo Pippo Baudo potrebbe – “L’ho scoperto io!” dà una certa soddisfazione. L’abbiamo fatto con gli Eugenio in via di gioia, entrati nel nostro sito ai tempi del loro esordio e ora esplosi come un fenomeno apprezzatissimo nel panorama indie italiano, e speriamo di poterlo dire presto anche di Giacomo Reinero, in arte Due Venti Contro.

È fresco di pubblicazione il suo secondo album, dal titolo In Fondo. In nove tracce il cantautore torinese racconta apertamente sé e soprattutto quello che lo circonda, ma non come qualcosa di esterno e distante, semmai nel modo in cui questo poi finisce per entrargli dentro, diventando parte di lui o affliggendolo. C’è lo spirito di un ragazzo giovane che vuole il cambiamento, che non vuole vendersi né accontentarsi e lo si percepisce senza troppa fatica fin dalla prima canzone (da Presto: «Presto, corri e non fermarti, va’ sempre di fretta. Non pensare a niente, lavora ubbidiente. Scrivi una canzone senza impegno né sapore, ché vende di più: pollici in su. Fotti per primo prima che gli altri fottano te, senza pensare a chi faccia male. Vivere la vita ad aspettare che le cose cambino da sole»).

Non vuole moralizzare, Giacomo: piuttosto parla di come riesce a restare in pace con se stesso, senza ricorrere a toni pesanti e commiserazioni inutili. Sorride, mentre parla di chi vive senza stimoli. Lo fa specialmente in Ancora vivo, primo singolo che anticipa l’uscita del lavoro completo. Nonostante tutto, è di positività che Due Venti Contro vuole parlare e gli riesce benissimo, senza risultare stridente o forzatamente buonista, anzi: è contagioso, una cura al malumore dei pessimisti.

Si dimostra più maturo, come persona e come musicista, rispetto a Va bene così. Gli arrangiamenti meglio assortiti che nel precedente album aprono le porte a sonorità inedite. Emme, da questo punto di vista, fa centro in qualunque bersaglio possibile. Invade il cuore, la mente, le orecchie e ovunque entra con piacere. A fine canzone, trova solo vie d’uscite secondarie, passando per sospiri profondi e stretti condotti lacrimali. È una malinconia che non pesa, quella di questo brano, addolcita dal sound folk e orecchiabile, anche se d’impatto.

Dall’esclusività del rapporto raccontato in Emme si passa alla moltitudine di Milioni: come le persone tra cui si trova il proprio amore, come i chilometri che separano. Con questo brano si apre un trittico di canzoni sottilmente romantiche. Sottilmente perché parlano dell’amore senza banalizzazioni, senza “sole, cuore e amore”, senza essere melense in modo perfino irritante. Seguono infatti Parole nuove, canzone colma di un’amore stordente, penetrante come il basso che fa da sottofondo, ricca come la breve intromissione elettronica a fine ritornello, e Temporale, dai toni più vagamente malinconici.

Si termina con B-sogniIn Fondo, che chiudono il lavoro di Due Venti Contro così come si era aperto: con ottimismo e tantissima speranza, oltre che una profonda consapevolezza. Il brano che dà il titolo all’album è forse anche quello che lo rappresenta meglio. È lì che questo album va, In Fondo al cuore del suo autore, scavando tra le sue idee, le sue speranze, la necessità irreprimibile di esprimersi e rovistando accuratamente tira tutto fuori, come quando si mette in ordine il ripostiglio e si ritrovano cose che non si ricordava nemmeno più di avere. Come la copertina dell’album, poi, ci mostra. Tutto è messo allo scoperto: ricordi, obiettivi, segreti, fragilità, passioni. Talenti.

Bravo, Giacomo. Siamo fieri di te. Da sempre.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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