Lettera a un direttore (forse) maschilista

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donne

Caro direttore, anche le donne sanno scrivere

In un’intervista a La Repubblica, il direttore della Feltrinelli di Bologna, Marco Bonassi, ammise senza peli sulla lingua di non leggere libri scritti da donne. Quello che disse fu: “Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto”. Ora vorrei scrivere una lettera, che magari mai leggerà, che esponga un punto di vista, spero imparziale.

Caro direttore Bonassi,
vorrei dirle un paio di cose. Da una parte, si apprezza la sincerità e la franchezza con cui si è esposto all’ira funesta delle donne, dall’altra però vorrei gentilmente sapere che cosa la porta a ripudiare un romanzo scritto da una donna.

Non voglio dilungarmi in offese femministe, perché in realtà ognuno ha i propri gusti personali e può succedere di preferire un certo tipo di scrittura a un altro, niente di illegale direi io, sottolineando anche che ha detto di non leggerne molte, non di non leggerne affatto. Quindi qualche scrittrice sicuramente c’è, ma vorrei gentilmente sapere, caro direttore, qual è il motivo di tale distanza. Trova che gli argomenti di cui parlano siano banali? Oppure che la loro scrittura sia frivola? Non voglio attaccarla in nessun modo, ma se ne legge qualcuna, come mai su dieci libri nessuna donna compare tra i nomi? Pensa forse che, considerando le scrittrici donne appartenenti a una categoria inferiore a quella maschile, nessun libro possa meritare una top ten?

Dubito che non ci sia nessun libro scritto da una donna che lo abbia colpito in particolar modo e che magari ha dato quel qualcosa in più alla sua vita. Come io mi diletto a leggere libri di scrittori maschi con lo stesso entusiasmo con cui leggo un libro scritto da una donna, non vedo perchè Lei non riesca a fare altrettanto.

Un vero appassionato di libri e lettura non si sofferma tanto sullo scrittore, ma sul contenuto e la forma. Ci sono moltissimi autori uomini che non meriterebbero nemmeno di essere designati come scrittori, così come ci sono donne ugualmente incapaci a scrivere, non prendo le parti di nessuno. Prendo la parte di una persona senza genere che scrive un libro e vorrebbe cambiare il mondo, la storia, la letteratura, basandosi non su chi scrive, ma su cosa è scritto.

Joanne Kathleen Rowling ha scritto una saga che ha conquistato il cuore di grandi e piccini, ma non si è solo dedicata alla stesura di questi romanzi, ha addirittura scritto un romanzo giallo con lo pseudonimo di Robert Galbraith, un nome, come si nota, maschile. Perché ha scelto di usare uno pseudonimo maschile per pubblicare un romanzo distante anni luce dalla sua fantastica saga? Semplicemente per direttori come lei, che avrebbero di sicuro preferito uno scrittore uomo e virile, perché insomma solo gli uomini sono capaci di scrivere gialli, no? No, direi di no.

Quindi caro direttore, a partire dalla sua schiettezza, provi anche a farsi un esame di coscienza. L’apertura mentale è una gran cosa, sa?

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Carmen McIntosh

Carmen McIntosh

Nata nel 1992 e divisa tra gli USA e l'Italia, Carmen impara prima a scrivere che a parlare. Studentessa di Lingue, si nasconde dietro grandi occhiali, libri ancora più grandi e dentro a maglioni enormi. Crede nelle vibrazioni positive di un sorriso e di una risata. Crede anche nell'amore e nei sogni. Carmen è alla perenne ricerca della felicità.

3 comments

  1. Avatar
    Franesco 23 dicembre, 2015 at 17:46 Rispondi

    Preferire uno stile di scrittura maschile – perché sì, uomini e donne hanno stili di scrittura il 90% delle volte differente e ciò non deve essere presa come una cosa negativa, anzi – non significa essere maschilisti, significa avere certi gusti. Hai mosso critiche verso di lui solo in base a una sua preferenza e, forse, in quanto è un uomo? Per finire vorrei solo dire che è vero, sì, che non solo gli uomini sono capaci di scrivere gialli, lo dimostra Agata Christie, ma il “Il richiamo del cuculo” della Rowling non è certo un buon romanzo da prendere in considerazione.

    • Carmen McIntosh
      Carmen 24 dicembre, 2015 at 13:45 Rispondi

      Non è tanto una questione di preferire uno stile rispetto ad un altro, è il fatto che una scrittrice è penalizzata essendo donna, quindi deve lottare per far accettare il suo libro da editori e direttori. Non ho mosso critiche in quanto uomo, se fosse stata donna mi sarei indignata lo stesso. Essere politicamente corretti non porta da nessuna parte, ma secondo quello che “sento” io nei confronti di quanto ha detto il direttore Bonassi, penso ci sia un leggero maschilismo da parte sua. Permettimi il beneficio del dubbio, dato che ho anche scritto FORSE nel titolo. Il romanzo della Rowling mi è piaciuto, non è ai livelli della Christie, ma l’ho apprezzato, ma gusti son gusti. Ti ringrazio per aver espresso la tua opinione, il confronto fa sempre bene.

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